Si terrà venerdì 12 e sabato 13 dicembre 2025, a partire dalle ore 9.30, nella Sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento, l’incontro “Partorire con cura: concezioni della maternità ed etiche professionali in ostetricia e ginecologia per la prevenzione della violenza ostetrica”, appuntamento dedicato al tema della cura rispettosa e alla tutela dei diritti delle donne nel percorso nascita.
L’iniziativa rientra nel Progetto Prin 2022 “Giving Birth with Care. Conceptions of maternity and professional ethics in obstetrics and gynecology for the prevention of obstetric violence” e rappresenta un momento di confronto tra studiose e studiosi, professioniste e professionisti della salute, rappresentanti istituzionali e componenti degli ordini professionali sull’importanza di pratiche etiche fondate sul rispetto, sull’ascolto e sulla qualità dell’assistenza, un dialogo interdisciplinare finalizzato a sviluppare modelli di cura più consapevoli, partecipati e rispettosi della dignità delle donne.
La due giorni si aprirà il 12 dicembre con i saluti della rettrice Maria Antonietta Aiello, seguiti dagli interventi di rappresentanti della Regione Puglia, dell’Università del Salento, degli Ordini professionali e dell’Asl di Lecce. Sono poi previste due sessioni scientifiche dedicate alle prospettive sociologiche, giuridiche e professionali legate alla prevenzione della violenza ostetrica, con contributi da parte di docenti e ricercatrici provenienti da diverse università italiane. Il 13 dicembre i lavori proseguiranno con una tavola rotonda durante la quale si discuterà di narrazioni, pratiche e responsabilità professionali nel percorso nascita.
«Affrontare il tema della violenza ostetrica – dice Irene Strazzeri, presidente del Cug – significa riconoscere che la qualità della cura passa innanzitutto dal rispetto. Garantire alle donne un percorso nascita fondato sull’ascolto, sulla relazione e sulla responsabilità professionale è un impegno che riguarda tutte e tutti. Questo incontro ci permette di condividere saperi e pratiche per costruire, insieme, una cultura della maternità più consapevole e più giusta».

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