La nuova pellicola debutterà giovedì 9 aprile 2026, nella Multisala Massimo
Dopo il Bifest 2026, il Festival Internazionale che da diciassette anni si tiene Bari nel mese di marzo, per lanciare il suo ultimo film dal titolo “Vita mia”, il regista Edoardo Winspeare sceglie Lecce, dove la pellicola debutterà giovedì 9 aprile 2026, nella Multisala Massimo, subito dopo le anteprime a Milano, Torino e Roma. Per farlo, si è affidato all’organizzazione di “Valentino caffè”, il cui spazio culturale ideato e voluto dall’imprenditrice Giulia Montefrancesco, è punto di riferimento per eventi che spaziano dalla letteratura (ultima presenza in ordine di tempo, la travel blogger romana Alessia Piperno, prigioniera nel carcere di Teheran per aver commentato sui social l’uccisione, da parte della polizia iraniana, della 22enne Mahsa Amin, col libro “La vita, a volte, fa giri strani”), al cinema, appunto.
Sceneggiato dallo stesso Winspeare con il leccese Alessandro Valente e la collaborazione della barese di Mola, Mariangela Barbanente, “Vita mia” è dedicato alla madre Elisabeth, principessa del Liechtenstein (1932-2008), e trae spunto dall’ultimo periodo della sua vita, quando malata di Parkinson, veniva accudita da una badante salentina, persona semplice, intelligente e buona. Nella pellicola, le due donne, sono interpretate dall’attrice francese Dominique Sanda, Premio Donatello nel 1977, e dalla moglie del regista, Celeste Casciaro, nativa di Corsano, che col marito nato sessant’anni fa a Klagenfurt in Austria, ma cresciuto nella frazione di Tricase, Depressa, ha lavorato in altri film, ed in particolare in “In grazia di Dio”, che le è valsa la candidatura come miglior attrice protagonista al Nastro d’argento, il Premio assegnato annualmente dal Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani.
Durante la presentazione, tenutasi nella mattinata di ieri (sabato 28 marzo 2026) e coordinata dal docente di lettere, Luigi del Prete, Winspeare ha aggiunto che il suo nuovo film, ambientato tra Salento e Transilvania, è comunque una storia di fantasia, che ha però molto in comune con la realtà, laddove la prima incontra la seconda, nel rapporto umano fra le protagoniste, l’ambiente familiare e la stessa esperienza della malattia della madre, sposa del barone Riccardo Carlo Winspeare Guicciardi. Ed ancora, che sullo sfondo, per quanto piccola nel contesto globale, la storia dell’amicizia fra le due donne, rappresenta la metafora della grande storia dell’Europa. In definitiva, una storia, che fa di “Vita mia” un film di respiro continentale, nel quale – cosa di non poco conto – i protagonisti parlano più lingue: italiano, francese, tedesco, ungherese, rumeno, romani idioma dei Rom, ebraico, e naturalmente dialetto salentino.
Prima di “Vita mia”, gli altri lavori del regista, sono: “Pizzicata” (1996), “Sangue vivo” (2000), “Il miracolo” (2003), “Galantuomini” (2008), “In grazia di Dio” (2014), “La vita in comune” (2017). Ad essi, si aggiungono i cortometraggi: “Il cammino” (2005) e “Sotto il Celio Azzurro” (2009).
Toti Bellone
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In foto: un’immagine della presentazione del film (sabato 28 marzo 2026)