Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea Ordinaria dei Soci del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, durante la quale è stato approvato all’unanimità il regolamento per l’autorizzazione all’utilizzo della denominazione “Primitivo di Manduria Doc e Docg” nei prodotti composti, elaborati o trasformati.
“Il regolamento – si legge fra l’altro in una nota del Consorzio – disciplina l’uso del nome Primitivo di Manduria in prodotti diversi dal vino che lo contengono come ingrediente, con un obiettivo chiaro: tutelare la denominazione e garantire massima trasparenza al consumatore. In termini concreti, un’azienda non può utilizzare liberamente il nome Primitivo di Manduria, ma deve rispettare criteri precisi e ottenere una specifica autorizzazione da parte del Consorzio. Tra i principi fondamentali, è previsto che il vino rappresenti un ingrediente significativo e caratterizzante del prodotto finale, con indicazione chiara della percentuale in etichetta. Non è quindi sufficiente un utilizzo marginale a fini promozionali. Grande attenzione è inoltre posta alla corretta informazione del consumatore: deve essere sempre evidente che il Primitivo di Manduria è un ingrediente e non il prodotto stesso, evitando qualsiasi rischio di confusione. Il regolamento definisce anche le modalità di utilizzo della denominazione in etichetta: il nome Primitivo di Manduria deve comparire con caratteri più piccoli, tra virgolette e accompagnato dalla dicitura Doc o Docg. Non è consentito l’uso dei loghi ufficiali della denominazione”.
“Per ottenere l’autorizzazione – viene precisato – gli operatori dovranno presentare una richiesta formale al Consorzio, corredata da documentazione tecnica e bozze di etichettatura. L’autorizzazione sarà rilasciata per il singolo prodotto, avrà durata triennale e sarà soggetta a controlli periodici. Le aziende autorizzate dovranno dimostrare l’effettivo utilizzo del vino, garantire tracciabilità e comunicare i volumi di produzione. In caso di irregolarità, il Consorzio potrà revocare l’autorizzazione e disporre il ritiro dei prodotti non conformi. L’utilizzo di una denominazione come ingrediente rappresenta un elemento distintivo per il prodotto finale, contribuendo a rafforzarne il posizionamento e la percezione di qualità. Il nome della denominazione agisce come una garanzia riconosciuta, mentre il rispetto dei disciplinari assicura standard costanti e caratteristiche definite. Allo stesso tempo, il legame con il territorio consente di valorizzare origine, identità e saper fare, elementi sempre più centrali per un consumatore attento a qualità, tracciabilità e autenticità. In questo contesto, l’ingrediente certificato diventa un vero e proprio elemento qualificante dell’intero prodotto. L’approvazione di questo strumento rappresenta un passaggio strategico per il Consorzio, che consolida il proprio ruolo nella gestione e nel controllo dell’utilizzo della denominazione, definendo un quadro chiaro di regole e responsabilità”.

Novella Pastorelli
“Con questo regolamento – dice il presidente Novella Pastorelli – compiamo un ulteriore passo nella tutela e nell’evoluzione della denominazione. Sono stati definiti criteri chiari e rigorosi per garantire qualità, trasparenza e coerenza nell’utilizzo del nostro vino anche quando viene impiegato come ingrediente in altri prodotti. Si tratta di un importante passo avanti anche sotto il profilo commerciale per la Dop Primitivo di Manduria, che potrà beneficiare del prestigio di prodotti alimentari di qualità, dando vita a un rapporto virtuoso di reciproca valorizzazione. Da un lato, infatti, il prodotto trasformato potrà avvalersi della reputazione della Dop, dall’altro la denominazione stessa potrà estendere la propria presenza sul mercato, ottenendo una nuova visibilità e una ulteriore risonanza commerciale attraverso la distribuzione di questi prodotti”.
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