UniSalento - 28 Apr 2026

“Un gradino in avanti. Costruire oltre la rabbia”

Iniziativa dell’Università del Salento per le vittime di violenza di genere. Mercoledì, 29 aprile 2026, dalle ore 15.30, presso l’atrio dell’Edificio 5 del Complesso Studium 2000, a Lecce


Spazio Aperto Salento

Il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento (DiSUS) promuove “Un gradino in avanti. Costruire oltre la rabbia”, un’iniziativa ideata dalle studentesse e dagli studenti del Dipartimento e dedicata al tema della violenza di genere, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e responsabilità collettiva.

L’appuntamento è fissato per mercoledì, 29 aprile, dalle ore 15.30, presso l’atrio dell’Edificio 5 del Complesso Studium 2000, a Lecce. Dopo i saluti introduttivi della professoressa Anna Maria Cherubini, delegata alle Politiche di genere, e del prorettore alla Ricerca Giuseppe Ciccarella, si terrà una tavola rotonda dal titolo “Violenza di genere e forme di resistenza”, che vedrà coinvolti docenti, ricercatori e ricercatrici del DiSUS.

Alle ore 17.30 è prevista l’inaugurazione della scala, simbolo dell’iniziativa, accompagnata dai saluti istituzionali della rettrice Maria Antonietta Aiello, del direttore del Dipartimento, Mariano Longo, del prefetto di Lecce, Natalino Manno, della professoressa Cherubini e da rappresentanti delle istituzioni comunali, provinciali e regionali. Seguirà un intervento delle studentesse Cristina Giaquinto e Carolina Cardea, in rappresentanza di Udu Lecce – Sindacato Studentesco.  Infine, è previsto un tributo musicale a cura di Rachele Andrioli & Coro a coro.

Negli spazi adiacenti alla scala saranno, inoltre, esposti i poster di ricerca dedicati alla violenza di genere, realizzati da ricercatori e ricercatrici, dottorandi e dottorande, studentesse e studenti.

L’iniziativa si propone non solo come momento di sensibilizzazione, ma come spazio di elaborazione culturale e civile, capace di mettere in relazione ricerca, didattica e impegno sociale.

“Non basta parlare di educazione all’affettività – commenta Longo – se poi, nei fatti, continuiamo a vivere in una società che non garantisce pari diritti e pari opportunità tra uomini e donne. La violenza di genere non è solo un problema individuale, ma un fenomeno strutturale. Quando persistono disuguaglianze, ad esempio nel mondo del lavoro, e forme di violenza simbolica, diventa molto più difficile incidere davvero sui comportamenti. È necessario, dunque, un impegno coerente e concreto, affinché tutta la comunità sia effettivamente portatrice degli stessi diritti e delle stesse possibilità”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da comunicato