Venerdì 26 giugno 2026, alle ore 19, nella sala convegni della “Biblioteca del Negroamaro e delle Terre d’Arneo”, a Guagnano, la scrittrice Cinzia Cognetti (in foto) presenterà il suo romanzo “Note a margine del mio dolore” (HarperCollins, 2026).
L’evento, organizzato nell’ambito della terza edizione della rassegna letteraria itinerante “Paroleluoghi, autori fuori posto”, è stato promosso dal collettivo Tecla e dall’associazione Arci Rubik, in collaborazione con la libreria “Il Giardino delle Parole” di Campi Salentina. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Guagnano.
“Scopo della rassegna – spiegano i promotori – è quello di coniugare narrazione e territorio, luoghi fisici e luoghi letterari, promuovendo la scoperta e la conoscenza tanto degli autori e dei loro libri quanto dei luoghi del territorio di Guagnano che li ospiteranno”.
SCHEDA DEL LIBRO
Quando Eva, giovane praticante avvocata a Roma, è costretta a tornare a Bari perché il padre ha deciso di vendere la villa di famiglia, la morte della madre Ambra riemerge in modo dirompente. A casa, l’odore è lo stesso di sempre, e a Eva sembra di sentire ancora lo schiocco del bacio di sua madre sulla fronte, l’acciottolio dei bicchieri che impilava nel pensile, la voce di lei che la chiama. Ora Eva deve scegliere cosa buttare, cosa conservare. Gonne, giacche in tartan, pantaloni di seta, abiti sapientemente cuciti dalle mani agili di Ambra. E in fondo all’armadio, un diario nascosto rivela un amore segreto e un passato che Eva non sapeva esistesse, intrecciato con un uomo di nome Fabio e con gli orrori dell’assedio di Sarajevo. Il nome di quell’uomo sconosciuto diventa per Eva un mistero e una soglia, l’inizio di un viaggio dentro una storia che non le è stata mai raccontata, ma che esisteva ben prima di lei. Eva, però, non è sola. Accanto a lei c’è Valentina, conosciuta al Vanilla Lips, un labirinto di velluto e luci soffuse in cui valgono regole diverse da quelle del giorno. Ed è proprio qui, in questo luogo ai margini, che prende forma un legame tra donne fatto di ascolto e responsabilità reciproca, uno spazio di fiducia in cui Eva imparerà a riconoscersi. Nel suo romanzo d’esordio, Cinzia Cognetti, con una scrittura vivida ed evocativa, firma una storia di formazione intensa e luminosa, in cui il lutto e il dolore sono il varco attraverso cui costruire la propria identità. Diventare adulti, sembra dirci, significa accettare che le persone che amiamo non coincidano con il nostro racconto di loro. E solo riconoscendone il mistero possiamo, forse, riconoscere noi stessi.
