Appuntamento martedì 30 giugno 2026, alle ore 18, nel Convento “Madonna della Visitazione. L’esposizione è stata allestita in occasione del 50° anniversario della Doc “Salice Salentino”, in collaborazione con il Museo “Sigismondo Castromediano” di Lecce
“Dioniso ebbro. L’arte del bere nell’Antichità”. Questo il titolo della mostra archeologica che sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026, alle ore 18, a Salice Salentino, nel Convento “Madonna della Visitazione”.
L’esposizione è stata organizzata nell’ambito delle celebrazioni del 50° anniversario della nascita della prestigiosa Doc “Salice Salentino”, grazie alla disponibilità e collaborazione del Museo “Sigismondo Castromediano” (Polo Biblio-museale) di Lecce. La mostra, che rimarrà aperta al pubblico sino al 3 ottobre, presenterà una significativa e preziosa selezione di 34 reperti (29 ceramiche, 5 bronzi), provenienti dai depositi archeologici del Museo Castromediano, nonché uno spazio “didattico” con una sezione dedicata ai più piccoli.
Al taglio del nastro interverranno Antonio Zunno, dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto; Cosimo Leuzzi, sindaco di Salice Salentino; Luigi Palazzo, assessore comunale alla Cultura; Cosimo Durante, presidente del Gal “Terra d’Arneo”; Luigi De Luca, direttore del Museo Castromediano; Anna Lucia Tempesta, archeologa e curatrice della mostra.
“Le storie che riguardano il vino e il suo consumo nell’antichità – si legge in una nota dei promotori – incontrano tutte, in modi diversi, il tema del rapporto tra inclusione, esclusione, mescolanza. Nel nome del vino si sono prodotte definizioni di identità, per affermare l’esistenza di gruppi di uguali da opporre a persone o a gruppi definiti come diversi. In nome del vino e per normare il suo consumo, si è immaginata una divinità diversa, altra, straniera, giunta dall’Oriente e accolta nell’Olimpo dagli altri Dei ma mai sentita veramente olimpica. Per il vino e il suo consumo si è architettato un luogo apposito, l’andròn, la stanza maschile per eccellenza. In nome e per conto del vino si sono scritti e cantati epigrammi e liriche, poemi e tragedie, tra i più belli e coinvolgenti di ogni tempo. Il bere vino in compagnia, considerato in letteratura archeologica come il più compiuto e originale costume greco, basato sulla definizione identitaria della cultura e del pensiero ellenici, è la dimostrazione del più avanzato grado di compenetrazione tra culture, gruppi sociali, persone, mai più verificatosi, forse, nella storia dell’umanità”.
Fino all’11 ottobre 2026, negli spazi espositivi del Convento “Madonna della Visitazione”, potrà essere visitata anche la mostra fotografica “La campagna salentina, immagini dell’archivio Palumbo”, anche questa allestita a cura di Anna Lucia Tempesta – Museo “Sigismondo Castromediano” (inaugurata lo scorso 15 maggio).
Rosario Faggiano
© Riproduzione riservata
Immagini in basso: reperti in esposizione a Salice



Leggi anche:
“Identità come bene collettivo: 50 anni di Salice Salentino Doc”