Eventi dal 3 all’8 agosto (ore 21) e dal 7 all’11 settembre 2026 (ore 20)
C’è un fenomeno raro che si ripete da sedici anni nel cuore del Salento: il ribaltamento delle geografie musicali. Mentre gli appassionati sono soliti viaggiare verso il Concertgebouw di Amsterdam, la Wigmore Hall di Londra o il Teatro alla Scala, il Festival Muse Salentine riesce nell’impresa opposta, portando quegli stessi artisti tra le mura di Palazzo Sangiovanni ad Alessano.
L’intuizione di Charles Adriaenssen, discografico e filantropo belga, ha trasformato questa dimora del 1400 (da lui recuperata con un restauro esemplare), in un laboratorio di ascolto dove la “crème” della musica colta globale si ritrova sotto il sole del Tacco d’Italia. Il Festival, che si distingue per uno “charme” discreto e quasi confidenziale, inaugura lunedì 3 agosto la sua edizione 2026, strutturata in due momenti: una prima sessione con cinque appuntamenti fino all’8 agosto (ore 21) ed una ripresa dal 7 all’11 settembre (ore 20), con altre cinque serate.
L’apertura è affidata a Dmytro Kokoshynskyy (in foto), clavicembalista ucraino il cui prestigio è stato sancito dai trionfi internazionali di Bruges e Lipsia. Formatosi nei centri d’eccellenza di Kyiv e Basilea sotto l’egida di maestri quali Francesco Corti e Andrea Marcon, Kokoshynskyy offre una sintesi interpretativa di rara profondità, capace di muoversi con disinvoltura dal Rinascimento alle sperimentazioni contemporanee. Il suo è un virtuosismo essenziale, che rifugge la facile ostentazione per farsi interprete dei moti dell’animo, come emerge dal suo recente progetto discografico sulla malinconia inglese, dove il suono diventa un ponte vibrante tra la memoria storica e la sensibilità odierna.
Il percorso artistico si arricchisce il giorno successivo, con la presenza di Antonio Pavan, giovanissimo pianista il cui talento è già oggetto di ammirazione nelle cronache musicali europee. Con i suoi soli dodici anni, Pavan incarna un fenomeno artistico di assoluto rilievo, avendo già ottenuto riconoscimenti di rilievo come il Primo Premio al Concorso Internazionale “Giulio Rospigliosi” e l’affermazione al “Jeune Chopin” di Lugano. Oltre alla sorprendente padronanza tecnica, Pavan manifesta una maturità di pensiero che si riflette sia nelle sue composizioni originali sia in un’attività concertistica che lo ha già condotto su palcoscenici prestigiosi, da Parigi agli Stati Uniti.
Mercoledì 5, l’attenzione si sposta sul duo composto dall’haute-contre e direttore d’orchestra Reinoud van Mechelen e dalla flautista Anna Besson. Diplomatosi al Conservatorio Reale di Bruxelles nel 2012, il primo ha visto la sua ascesa coronata nel 2017 dal prestigioso Prix Caecilia come “Giovane musicista dell’anno”. La sua formazione è avvenuta sotto l’egida di Hervé Niquet, prima di approdare a Le Jardin des Voix guidato da William Christie e Paul Agnew. Oggi è solista regolare dell’ensemble Les Arts Florissants, con cui calca i palchi di tutto il mondo. Particolarmente apprezzato per l’intensità nelle interpretazioni dell’Evangelista di Bach –(dirette da icone come Sir Simon Rattle), van Mechelen è uno dei pochissimi interpreti capaci di dominare il registro di haute-contre (il tenore acuto ereditato dalla tradizione francese), incidendo regolarmente con il suo ensemble A notte Temporis. Al suo fianco, la Besson, vincitrice del Premio Cziffra, vanta una preparazione d’eccellenza tra il Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi e l’Haute Ecole de Musique di Ginevra. Rinomata per una padronanza tecnica che abbraccia sia il flauto moderno che quello antico, la musicista si muove con sensibilità storica tra il tardo XVII secolo e la musica contemporanea. Membro del Nevermind Quartet e co-fondatrice di A Nocte Temporis, collabora stabilmente con formazioni d’élite quali Le Concert Spirituel e Le Concert d’Astrée. Docente stimata a Bruxelles ed Amsterdam, dedica gran parte della sua attività a masterclass internazionali e ad una prolifica produzione discografica.
Dopo la pausa di giovedì 6, il 7 agosto sarà la volta di Jiaxin Min, pianista cinese che rappresenta l’eccellenza della nuova generazione. Laureata alla Juilliard School di New York sotto la guida di Sergei Babayan e Matti Raekallio, la Min ha intrapreso nel 2024 l’Artist Diploma al Royal College of Music di Londra con Dmitri Alexeev e Vitaly Pisarenko. Rivelazione dell’ultimo concorso Queen Elisabeth Piano Competition, ha collezionato fin dall’infanzia premi internazionali, tra cui il Prix Ravel di Fontainebleau, lo Steinway Competition, lo Steinway e il Cooper Competition. Dopo il debutto alla Shanghai Concert Hall nel 2012, è stata ospite di istituzioni come la Kneisel Hall nel Maine, la Taos School of Music nel New Mexico ed il Focus Festival a New York.
Sabato 8, infine, la prima parte della Rassegna si conclude con Olga Pashchenko, pianista e clavicembalista, interprete tra le più poliedriche ed autorevoli della scena contemporanea. La sua cifra artistica risiede in una straordinaria versatilità che le permette di dominare con la medesima profondità strumenti storici e moderni, rendendola un punto di riferimento mondiale per il repertorio che spazia dal rigore bachiano alle avanguardie di Ligeti. Docente presso i Conservatori di Amsterdam e Gand e artista esclusiva di Alpha Classics, la Pashchenko vanta una carriera eclettica che l’ha vista protagonista sui palchi più iconici, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Cité de la Musique di Parigi. Le sue collaborazioni con direttori come Giovanni Antonini e complessi quali l’Orchestra del XVIII Secolo, testimoniano una sensibilità cameristica e solistica d’eccezione, nutrita da una solida formazione sotto la guida di maestri come Alexei Lubimov.
Associazione senza scopo di lucro, “Muse Salentine” non si limita all’aspetto performativo: attraverso residenze per musicisti e pittori, il Festival crea un punto d’incontro unico per gli amanti dell’arte, mettendo in luce la bellezza della penisola salentina. Questa missione è rafforzata dal legame con “Outhere”, etichetta discografica leader mondiale nella produzione classica indipendente fondata dallo stesso Adriaenssen. Grazie a questa sinergia, la Rassegna propone programmi diversificati e nuove opere, mantenendo fede alla promessa di un’esperienza intima ed informale che annulla ogni distanza tra artista e pubblico. Per info e prenotazioni: www.musesalentine.com.
Toti Bellone
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