La Giunta comunale di Surbo ha approvato ieri, martedì 4 agosto 2026, l’Atto di indirizzo per la redazione del nuovo Piano urbanistico generale (Pug), avviando ufficialmente il percorso che porterà la città a dotarsi di uno strumento di pianificazione moderno, in grado di guidarne lo sviluppo nei prossimi decenni. L’Atto di indirizzo definisce gli obiettivi e i criteri che orienteranno la progettazione del nuovo Piano, destinato a sostituire l’attuale Programma di Fabbricazione, risalente a oltre cinquant’anni fa e ormai non più adeguato alle esigenze del territorio.
“Tra le priorità individuate – viene spiegato in una nota del Comune – figurano la riqualificazione degli spazi pubblici, la valorizzazione del centro storico e del patrimonio rurale, il miglioramento della mobilità, la sostenibilità ambientale, il rafforzamento dei servizi di prossimità e una crescita urbana equilibrata, capace di coniugare sviluppo, tutela del paesaggio e qualità della vita. Con l’approvazione dell’Atto di indirizzo prende avvio anche il percorso di partecipazione che coinvolgerà cittadini, professionisti, associazioni, categorie economiche e tutti i portatori di interesse, affinché il nuovo Piano urbanistico generale possa nascere dal confronto con la comunità e rappresentare una visione condivisa del futuro di Surbo”.

Ronny Trio
“L’approvazione dell’Atto di indirizzo del nuovo Piano urbanistico generale – dice il sindaco Ronny Trio – rappresenta uno dei passaggi più importanti di questa amministrazione, perché significa iniziare a progettare la Surbo dei prossimi decenni. Per troppo tempo la nostra città è stata governata da uno strumento urbanistico ormai non più adeguato alle esigenze di un territorio profondamente cambiato. Oggi scegliamo di invertire questa tendenza, avviando un percorso che oltre all’edilizia guarda al modello di città che vogliamo costruire: una Surbo più ordinata, più sostenibile, più vivibile e capace di valorizzare la propria identità. Il Piano urbanistico generale costituisce uno strumento di sviluppo, capace di orientare gli investimenti pubblici e privati, migliorare la qualità della vita dei cittadini, tutelare il paesaggio, rafforzare i servizi, favorire la mobilità sostenibile e promuovere una crescita equilibrata del territorio. Nei prossimi mesi apriremo il confronto con cittadini, professionisti, associazioni, imprese e con tutti coloro che vorranno contribuire con idee e proposte ponendo le basi di una pianificazione che abbia la capacità di accompagnare la crescita della città negli anni a venire. È un lavoro impegnativo, che richiederà tempo, competenza e condivisione, ma è anche un investimento sul futuro delle nuove generazioni”.

Pierluigi Bianco
“Con questo atto – aggiunge Pierluigi Bianco, assessore all’Urbanistica – non approviamo semplicemente un documento tecnico: scegliamo di restituire alla pianificazione il ruolo che le spetta nella costruzione del futuro della nostra comunità. Per troppo tempo l’urbanistica è stata percepita come una materia per addetti ai lavori oppure come un insieme di vincoli burocratici. Eppure è esattamente il contrario: è il luogo in cui una comunità decide come vuole abitare, muoversi, incontrarsi e crescere nei prossimi decenni. Viviamo un tempo in cui spesso l’attenzione si concentra sulle opere immediatamente visibili, quelle che producono un consenso rapido perché inaugurabili. Sono certamente importanti, ma senza una visione complessiva rischiano di essere interventi isolati. Le città, invece, hanno bisogno prima di tutto di progetto. Hanno bisogno di un’idea condivisa del proprio futuro. Abbiamo sete di visione e di progettazione, perché soltanto una buona pianificazione rende possibili opere utili, coerenti e durature. Il Piano Urbanistico Generale dovrà diventare patrimonio comune della città. Non il piano dell’Amministrazione, ma il piano della comunità. Per questo il programma di partecipazione non rappresenta un adempimento formale previsto dalla legge, bensì una straordinaria occasione di confronto pubblico. Vogliamo ascoltare cittadini, professionisti, imprese, associazioni, parrocchie, giovani, anziani, tutte le rappresentanze della comunità. Le idee migliori nascono quando le istituzioni hanno il coraggio di aprirsi all’ascolto. Mi piace pensare che una città sia un racconto collettivo che ogni generazione riceve e riscrive. Il nostro compito è arricchire quel racconto aggiungendo nuove linee senza cancellare quelle esistenti, consegnando a chi verrà dopo di noi una Surbo più bella, più giusta, più sostenibile e più riconoscibile. È questo il significato più autentico del Piano urbanistico generale: non immaginare soltanto la città che abitiamo oggi, ma avere la responsabilità e il coraggio di costruire quella che abiteranno i nostri figli e i nostri nipoti”.