Commemorazione - 07 Ago 2026

Salice ricorda i suoi cittadini vittime del disastro di Marcinelle

Commemorazione a 70 anni dalla tragedia


Spazio Aperto Salento

Il Comune di Salice Salentino, in occasione della “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”, ricorda Francesco Palazzo, Salvatore Ventura e Salvatore Capoccia, i tre cittadini salicesi che persero la vita nell’incendio dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio. In quel disastro morirono 262 minatori, di cui 136 italiani (22 pugliesi). I momenti di commemorazione sono previsti venerdì 8 agosto 2026: alle ore 18.30, presso il cimitero comunale, raccoglimento davanti alle tombe dei tre minatori salicesi, con deposizione di fiori; alle 19.30, Santa Messa celebrata dal parroco don Massimo Alemanno nella Chiesa “Santa Maria Assunta”.

“A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle – dice il sindaco Mimino Leuzzi – il dovere della memoria è un impegno che la nostra comunità rinnova con profondo rispetto. Ricordiamo Francesco Palazzo, Salvatore Ventura e Salvatore Capoccia, nostri concittadini che persero la vita lontano dalla loro terra. La loro storia appartiene all’identità di Salice Salentino e ci ricorda il valore del lavoro, della dignità umana e della sicurezza. Oggi quel ricordo ci invita anche a riflettere sulle nuove migrazioni e su quanti continuano a lasciare il proprio Paese spinti dalla speranza di una vita migliore. Custodire questa memoria significa costruire una società più consapevole, solidale e giusta”.

La giornata dedicata alle vittime di Marcinelle si concluderà alle 20.30, in Piazza Plebiscito, con lo spettacolo teatrale “Via, epopea di una migrazione”, con Fabrizio Saccomanno e Cristina Mileti. Ingresso libero. “La rappresentazione – si legge in una nota del Comune – ripercorre la grande emigrazione italiana verso le miniere di carbone del Belgio, raccontando l’Italia del dopoguerra, gli accordi tra la nascente Repubblica Italiana e il Belgio, i lunghi viaggi affrontati dai lavoratori, le durissime condizioni nelle miniere e la tragedia di Marcinelle, trasformando il teatro in uno strumento di memoria collettiva”. (red.)