Danzare la pizzica pizzica nel Corpo di ballo della Fondazione “La Notte della Taranta” è un’aspirazione sempre più diffusa tra le giovani danzatrici e i giovani danzatori. Lo confermano i numeri degli under 35, in forte crescita rispetto al 2024, che hanno preso parte alla prova pratica di audizione, svoltasi domenica 22 febbraio a Melpignano, a seguito della manifestazione di interesse finalizzata alla selezione di ballerine e ballerini per l’ampliamento e l’integrazione del Corpo di ballo.
Sono 90 le candidature under 35 valide pervenute, quasi il triplo rispetto alle 31 nella stessa fascia d’età pervenute nel 2024. Un dato che fotografa con chiarezza la capacità attrattiva della pizzica pizzica e la centralità del progetto culturale della Fondazione nel panorama nazionale della danza popolare. Oltre ai candidati provenienti dal territorio salentino e pugliese, 19 partecipanti sono arrivati da fuori regione (tra cui Calabria, Lazio, Piemonte, Campania, Basilicata e Trentino-Alto Adige) segno di una tradizione che, pur radicata nel Salento, parla ormai a tutto il Paese.
L’età media dei candidati è di 27 anni: una platea giovane, eterogenea per formazione ed esperienze, che restituisce interpretazioni plurali di un patrimonio immateriale condiviso. Dei candidati ne sono stati selezionati 10 (cinque danzatrici e cinque danzatori) i cui nomi sono pubblicati sul sito della Fondazione a questo link.
“L’audizione per il Corpo di ballo della Fondazione La Notte della Taranta – dichiara Fredy Franzutti, coreografo e responsabile del settore danza della Fondazione – ha registrato una partecipazione ampia e appassionata di giovani giunti da tutta Italia È stato un momento di alto valore culturale, nel quale la danza popolare si è rivelata non come un’eco della memoria, ma come linguaggio vivo, trasmesso con consapevolezza e creatività alle nuove generazioni. La pizzica, fenomeno ormai diffusissimo, continua paradossalmente a custodire un’idea identitaria e, per certi aspetti, controcorrente rispetto alle omologazioni della globalizzazione. Abbiamo incontrato talenti autentici, portatori di storie, studio e sensibilità artistica. Le decisioni assunte sono scaturite da un attento e ponderato discernimento, ispirato dal desiderio di valorizzare il merito con senso di responsabilità culturale”.
Da comunicato