“Grazie a questa casa ho trovato qualcosa che ho desiderato per tutta la vita. Qualcosa che non sapevo mi mancasse. La costruì insieme a Jean Badovici: volevamo qualcosa di raccolto, un rifugio nascosto…”. Si apre così, con le parole della protagonista, designer e architetta d’origine irlandese scomparsa nel 1976 all’età di 98 anni, “E.1027 – Eileen Gray e la casa sul mare”, film documentario firmato da Beatrice Minger e Christoph Schaub che domani, giovedì 23 aprile 2026, alle ore 18, sarà protagonista dell’appuntamento promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Lecce in collaborazione con DB d’Essai.
Il pomeriggio si aprirà con i saluti istituzionali Franco De Lorenzi, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Lecce, cui seguirà in collegamento da remoto l’intervento della regista Beatrice Minger.
“Riprendiamo con questo appuntamento – dice il presidente De Lorenzi – una linea di lavoro già cara al nostro Ordine che concentra l’attenzione sul rapporto tra cinema e architettura. Una proposta che rivolgiamo non solo ai nostri iscritti e alle nostre iscritte ma all’intera comunità territoriale perché siamo convinti che parlare e discutere di architettura fa bene alla città alimentando maggiore consapevolezza e capacità di sguardo anche sul mondo intorno a noi e sui luoghi che quotidianamente attraversiamo e viviamo”.
“Dedichiamo questo appuntamento – sottolinea Alessandro Epifani, vicepresidente OAPPC Lecce, curatore dell’appuntamento – a una straordinaria pioniera, una progettista che ha lasciato un segno profondissimo nell’architettura moderna, capace di una lezione ancora attualissima: una casa non è una macchina in cui vivere; è il guscio dell’uomo, la sua estensione, il suo rilascio, la sua emanazione spirituale. Con l’omaggio a Eileen Gray ripartono le iniziative dell’Ordine destinate a un pubblico ampio, dedicate a conoscere e ad approfondire momenti e protagonisti dell’architettura moderna e contemporanea”.
“Il film che presentiamo e che apre la stagione 2026 delle iniziative culturali del nostro Ordine – dice Cosima Schito, consigliera dell’Ordine, referente per il gruppo Cultura – ha al cuore, come ci ricorda la coregista, alcune domande che non possono essere aggirate: cosa sono gli spazi? cos’è uno spazio femminile? uno spazio maschile? come tradurre un’esperienza che ogni donna conosce molto bene: quella di essere estromessa dagli spazi sociali ma anche dagli spazi della narrazione storica? è accettabile appropriarsi della visione artistica di un’altra persona? Questioni di non poco conto che ci auguriamo possano coinvolgere e generare una traccia e una riflessione durevoli”.
Da comunicato