Evento - 07 Apr 2026

Teatro comunale di Tuglie: in scena lo spettacolo “Eusebio”


Spazio Aperto Salento

“Eusebio”, atto unico scritto da Otello Milauro con la collaborazione artistica di Leonardo Treviglio, in programma oggi, martedì 7 aprile 2026, alle ore 20.30, nel Teatro comunale di Tuglie (località Montegrappa). Lo spettacolo teatrale (prima nazionale, ingresso libero), messo in scena dalla Compagnia “Messapia” di Alezio, è stato promosso nell’ambito della rassegna organizzata dalla Compagnia “La Calandra” di Tuglie.

“Il testo – spiegano i promotori in una nota – non è mai stato messo in scena prima d’ora: nasce dalla penna di Milauro, si arricchisce delle incursioni poetiche di Leonardo Treviglio (attore professionista e poeta, da due anni parte della compagnia) e approda al pubblico salentino con la forza di chi non ha nulla da dimostrare e tutto da dire. Sul palco un ensemble composito e vitale: sei giovani talenti, un attore professionista, un gruppo storico di irriducibili appassionati. Un teatro che è anche atto civile. Il tema è la deriva. Quella degli ideali nati alla fine degli anni Sessanta, che hanno scosso il mondo e poi si sono perduti per strada, inghiottiti dal potere economico, dalla comunicazione di massa che non comunica, dalla convivenza tra generazioni che non hanno più un linguaggio comune”.

“Il teatro – sottolinea Milauro, regista e autore – è il luogo in cui ci si mette in gioco davvero. Nel corso degli anni la Compagnia Messapia ha coinvolto e accompagnato gruppi di giovani e di adulti nell’esperienza teatrale. Far parte dell’associazione è diventato un impegno civico: tentare di strappare i giovani dal torpore del mondo virtuale e immergerli nelle storie degli uomini e delle donne in carne e ossa, come esercizio di empatia e riflessione”.

“Sullo sfondo – aggiunge Cristina Sunna, promotrice della Compagnia e interprete di Nitra nello spettacolo – ci sono domande difficili: di vita, di morte, di potere e di resa. I personaggi che abitano questo testo sono improbabili quanto reali, perché rappresentano modi di essere perfettamente ritagliati sull’attualità. Sullo sfondo di tutto ci sono domande difficili: di vita, di morte, di potere e di resa. Quello che può sembrare un finale di allontanamento è in realtà l’ultima possibilità di un nuovo inizio. Perché il testo pone i temi una volta per tutte e lascia al pubblico il compito più difficile: rispondere”.

 

Foto in alto: Otello Milauro. Sotto: la locandina dell’evento e due immagini della Compagnia