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Arte contemporanea - 23 Mag 2021

Otranto, la “street art” del leggendario Banksy in mostra nel castello aragonese

Evento promosso da MetaMorfosi e MostreLab dal 23 giugno al 19 settembre 2021. Sarà esposta una selezione di serigrafie originali dell’artista e writer inglese


Spazio Aperto Salento

OTRANTO – In tema di cultura e richiamo turistico, è stato battezzato: “Evento dell’anno”. È la mostra dell’ormai leggendario artista di strada, Banksy, che ha costruito la propria immagine sulla forza evocativa dei murales apparsi su strade, mura e ponti di mezzo mondo, ma anche, come in Letteratura la scrittrice della saga de “L’amica geniale”, Elena Ferrante (Napoli, 1943), sul mistero che avvolge la sua identità. Nessuno, infatti, almeno fra il grande pubblico, ha mai visto il suo volto.

Eppure Banksy, 47 anni, nato nel panorama dell’underground artistico e musicale di Bristol (Regno Unito), è appunto un artista di strada, ed anzi, della “street art”, il massimo rappresentante, le cui popolarità e successo, sono ormai pari all’americano Andy Warhol (Pittsburg 1928, New York 1987), e come questi, oggetto dei desideri (soprattutto economici) dei mercanti d’arte dell’intero pianeta.

Prodotta da MetaMorfosi associazione culturale e MostreLab, la rassegna sbarca nelle sale restaurate del castello aragonese di Otranto (XI-XV secolo): dal 23 giugno al 19 settembre 2021. Un toccasana per il turismo della cittadina dei Martiri e per l’intero Salento, che stando alle aspettative, venute meno le drastiche restrizioni dettate dalla pandemia da Covid 19, dovrebbe registrare numeri da record.

Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, i curatori dell’evento nato da un progetto sul territorio del critico d’arte Lorenzo Madaro (Copertino, 1986), hanno messo insieme una selezione di serigrafie originali dell’artista e writer inglese, realizzate con la tecnica dello “stencil” (una maschera normografica che permette di riprodurre in serie: forme, simboli e lettere).

Si tratta di opere a sfondo satirico e sovversivo su argomenti di politica, cultura ed etica. Come le iconiche: “Girl with balloon” (una ragazza tende la mano in direzione di un palloncino rosso a forma di cuore) e “Love is in the air” (un giovane a Gerusalemme, luogo-simbolo dell’eterna guerra fra israeliani e palestinesi, in segno di pace, lancia un mazzo di fiori).

“Sono sicuro che le opere di Banksy – dice il sindaco della città promotrice dell’evento, Pierpaolo Cariddi – coinvolgeranno al meglio i visitatori, e ne solleciteranno il loro senso critico”.

E Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi: “Fra l’imponenza della fortezza aragonese e la potenza dirompente delle opere, per i visitatori, la mostra di Banksy sarà di forte impatto”.

Oltre alle già citate “Girl with balloon” (2004-2005) e “Love is in the air” (2003), i visitatori si potranno soffermare su: “Love rat” (2004), “Gangsta rat” (2004), “Get out while you can” (2004), “Laugh now” (2003), “Monkey Queensland” (2003), “Virgin Mary” (2003), “Happy choppers” (2003), “End soldiers” (2005), “Bomb love” (2003), “Pulp fiction” (2015) e “Golf sale” (2003), tutte serigrafie su carta provenienti da collezioni private.

Ma non saranno solo queste 13, ad illuminare l’importante mostra. Gli organizzatori sono infatti ancora al lavoro per reperirne altre, ed alla fine, l’offerta culturale dovrebbe poter contare su oltre venti opere.

Toti Bellone

© Riproduzione riservata

 

Immagine in alto: Love Is In The Air (Flower Thrower), 2003, serigrafia su carta / silkscreen print 50×70 cm, Collezione privata / Private collection

 

Il Castello di Otranto, sede della mostra di Banksy

Girl with Balloon, 2004-2005, serigrafia su carta / silkscreen print 76×56 cm, Collezione privata / Private collection

Love Rat, 2004, serigrafia su carta / silkscreen print 50×35 cm, Collezione privata / Private collection