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Atualità - 22 Dic 2020

Federmoda, il decreto di Natale come botta di fine anno

Renato Borghi: “Calo prevedibile a doppia cifra, ma anche tanta preoccupazione per le restrizioni”

 


Spazio Aperto Salento

Su 115 mila punti vendita del fashion almeno 20mila rischiano di abbassare le serrande. L’occupazione ne risentirà fortemente, con una perdita stimata di 50mila posti su 310 mila complessivi.

I fatturati delle imprese subiranno una flessione importante con un calo di oltre 20 miliardi di euro di consumi. E la botta di fine anno viene dalle restrizioni del Decreto di Natale. È la fotografia di un settore molto in sofferenza quella che scatta FedermodaItalia-Confcommercio.

“La crisi rallenta i consumi di moda anche in questi giorni che precedono il Natale, con un calo prevedibile a doppia cifra rispetto al 2019, anche a causa di una situazione di preoccupazione per le ulteriori misure restrittive del nuovo Decreto di Natale. Così perdiamo anche tutte le entrate della vigilia e quelle di fine anno; ancor più grave è la perdita dell’inizio dei saldi che rappresentano un fondamentale momento per dare liquidità alle nostre aziende senza avere utili. Se viene a mancare anche quella, possiamo solo chiudere. Il nostro settore è in ginocchio e va aiutato. I nostri imprenditori – commenta Renato Borghi presidente di Federazione Moda Italia Confcommercio – si sono impegnati al massimo per recuperare fatturati e ottimismo, con vetrine, luci, consigli e proposte capaci di soddisfare tutte le esigenze in ambienti assolutamente sicuri. Fiducia che sembrava arrivare anche con la conferma di una rinnovata tendenza dei consumatori verso acquisti nei negozi di prossimità. E se il Governo ha introdotto il cash back, che non sembra ancora decollare, i nostri negozi provano a incrementare le vendite con qualche promozione mirata. Ma così non si resiste più.”

“Ripartire è la prima richiesta al Governo – conclude Borghi – e per farlo occorre che accompagni veramente le imprese con sostegni congrui alle effettive perdite perché altrimenti non saranno più recuperabili. Ai consumatori chiediamo poi scelte d’acquisto sempre più consapevoli e sostenibili e quindi sotto casa, nei negozi di fiducia.”

 

 * Comunicato Federmoda-Confcommercio