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Salento - 09 Dic 2020

Rudiae, importante sito archeologico da valorizzare

Mura difensive, ipogei messapici, santuario, botteghe artigiane, anfiteatro e interessante struttura urbana:  i tanti tesori della città di Quinto Ennio sono in gran parte ancora “sconosciuti”  


Spazio Aperto Salento

Se Quinto Ennio avesse saputo che duemila anni dopo la morte, la città che gli diede i natali sarebbe stata per metà ancora sepolta e pressoché dimenticata, forse avrebbe preferito nascere nella vicina Lupiae, l’odierna Lecce, che all’epoca era molto meno importante della sua Rudiae.

Confinante col territorio comunale del capoluogo, al tempo della nascita del poeta che affrancò la lingua latina dal greco, l’antica Rudiae aveva mura difensive alte sette metri e larghe quasi cinque, ipogei messapici, un santuario all’interno del quale non potevano essere toccati neppure i condannati a morte, botteghe artigiane, una struttura urbana di tutto rispetto, e persino un anfiteatro, che seppure lentamente, sta per essere restituito al suo antico splendore.

Ma nonostante tante ricchezze, Rudiae non è stata mai veramente valorizzata ed una campagna sistematica e soprattutto duratura di scavi, mai avviata. Neppure il Parco all’interno del quale è racchiusa, è stato mai ufficializzato.

Nella “città sepolta”, come è conosciuta dagli ancora pochi che sanno della sua esistenza, c’è molto altro da portare alla luce. Intanto il resto della strada romana che attualmente affiora per soli cinquanta metri, e poi il Foro, la Basilica e le officine dove venivano fabbricati i manufatti in terracotta.

Che tutto ciò si trovi sottoterra, è confermato dai primi  ritrovamenti via via effettuati dagli archeologi (oggi custoditi nel Museo Castromediano), e da ultimo da un busto in marmo che probabilmente raffigura l’imperatore Caligola.

Grazie a un accordo di promozione e valorizzazione stipulato fra la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto e da ARVa Srl in collaborazione col Comune di Lecce, da qualche tempo, l’avvio di visite guidate permette ai turisti ed ai locali, di conoscere la storia messapica e romana di Rudiae, e di ammirare i resti venuti alla luce sino ad ora.

A cominciare proprio dall’anfiteatro realizzato sfruttando la conformazione naturale del terreno (dolina) e costruito grazie al finanziamento di 200mila sesterzi (circa 400mila degli attuali euro), di una patrizia romana, Otacilia Secundilla, figlia del console e senatore della Città Eterna, Marcus Secundus Otacilius.

Due epigrafi marmoree rinvenute rispettivamente nel XVI secolo ed in occasione degli scavi più recenti, confermano il ruolo avuto dalla patrizia romana nella sua  realizzazione.

La struttura all’interno della quale si svolgevano lotte fra gladiatori ed animali, soprattutto tori e cinghiali, e fra gladiatori e gladiatori, fu fortemente voluta dai rudini, che mal sopportavano di spostarsi sino alla pur vicina Lupiae, per frequentare l’anfiteatro di cui quel centro si era già dotato per volere dell’imperatore Augusto, che in tal modo volle sdebitarsi dell’ospitalità ricevuta in occasione di un viaggio in quella terra (Augusto dotò Lupiae anche di un teatro). E tanto perché erano consci del fatto che come s’è già detto, a quel tempo, Rudiae era ben più importante dell’odierna Lecce.

Comunque sia, l’anfiteatro di Rudiae, che è del periodo traiano, assieme a quello dell’antica Lupiae, che è dell’età augustea (entrambi, dunque, del I-II secolo dopo Cristo), fa di Lecce l’unica città al mondo ad avere due anfiteatri d’epoca romana.

L’auspicio, dunque, è che l’antica “città sepolta” di Rudiae venga adeguatamente valorizzata, per far sì che diventi mèta primaria del turismo dell’intera penisola salentina. Solo così, noi tutti potremo continuare a tenere in debito conto la frase che assieme agli “Annales” (storia di Roma dalle origini sino al 171 avanti Cristo), ha reso immortale il poeta che vi nacque: “Nos sumus romani qui fuimus ante rudini” (Noi che una volta siamo stati di Rudiae siamo adesso cittadini di Roma).

Toti Bellone



Suggestiva veduta dell’anfiteatro di  Rudiae


Una sezione delle gradinate riservate agli spettatori


L’ingresso dell’antichissimo ipogeo messapico


Visitatori varcano uno degli ingressi dell’anfiteatro


L’anfiteatro di Rudiae nella ricostruzione degli studiosi