Sindacato - 28 Nov 2025

Aggressione capotreno sul regionale Lecce-Brindisi, Filt Cgil: “Solidarietà e vicinanza al lavoratore”


Spazio Aperto Salento

“La Cgil Lecce e la Filt Cgil Lecce esprimono solidarietà e vicinanza al capotreno aggredito ieri mattina sul treno regionale Lecce-Brindisi. E condannano con fermezza l’aggressione. Solo la fortuita presenza di due operatori delle forze dell’ordine liberi dal servizio ha scongiurato conseguenze ben più gravi, a loro il più sincero ringraziamento di tutta la Cgil”. I segretari generali di Cgil Lecce e Filt Cgil Lecce, Tommaso Moscara e Giuseppe Guagnano, intervengono su quanto avvenuto ieri, intorno alle 5.15 nei pressi della stazione di Trepuzzi a bordo di un treno regionale. Un giovane pakistano di 27 anni ha dapprima danneggiato il treno servendosi di un estintore poi, armato di un coltello e una forbice, ha minacciato il capotreno, che nel frattempo si era frapposto tra il giovane ed i passeggeri, intimandogli la consegna di cellulare, tablet e altri effetti personali. Per fortuna il capotreno con l’aiuto di un carabiniere e due militari (tutti non in servizio in quel momento) è riuscito a bloccare l’aggressore, consegnandolo alle forze dell’ordine nel frattempo sopraggiunte.

Purtroppo non è la prima aggressione avvenuta in questi ultimi anni a bordo dei treni che circolano in Puglia, tanto sui convogli di Trenitalia, quanto su quelli delle compagnie ferroviarie regionali. Nel caso specifico il segretario provinciale della Filt, Fabrizio Giordano, chiede al Gruppo FS di garantire viaggi sereni a lavoratori e passeggeri: “Va assolutamente potenziata la rete di sicurezza del Gruppo. Innanzitutto occorre potenziare l’organico dei capotreni. Le logiche di mercato e di concorrenza con altri gruppi ferroviari stranieri spingono verso il ridimensionamento dei costi del personale. Ma lavoratori e passeggeri italiani hanno necessità particolari che vanno soddisfatte. Come è possibile, ad esempio, che sui convogli in composizione duplex, ossia un doppio convoglio che viaggia accoppiato, su uno dei due treni manchi il capotreno? Può la sicurezza essere delegata a sporadiche e brevi presenze a bordo delle squadre di sicurezza o dell’assistenza ai clienti? Anche la società Fs Security, di recente creata per garantire maggiore sicurezza, va organizzata meglio. Oggi non riesce a intervenire sui convogli più a rischio, anche perché è organizzata con un’unica residenza sul territorio a Bari: interi territori sono scoperti”.

La questione più urgente resta l’esposizione dei capitreno, che da soli si trovano a dover gestire situazioni critiche, che potrebbero sfociare in aggressioni, fisiche e verbali o in danneggiamenti. “Non si può prescindere dall’aumentare i controlli di sicurezza nelle tratte più a rischio”, continua Giordano. “Ma servono anche sistemi di allerta rapida e comunicazione immediata con le forze dell’ordine, passaggi più frequenti della polizia ferroviaria e della Fs Security, una formazione specifica per il personale su come gestire emergenze e aggressioni”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato