Calcio/Serie A - 07 Apr 2024

Al “Meazza” il Lecce subisce la forza del Milan, la legge di Murphy e quella “del Menga”

Giallorossi sconfitti 0-3. Commento di Adolfo Starace al match di ieri, sabato 6 aprile 2024


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Il Lecce torna a casa dalla trasferta di Milano con una pesante sconfitta maturata contro la squadra, forse, più in forma del momento come le sette vittorie consecutive lo dimostrano. Una gara che si è messa subito in salita per il Lecce nei primi 20 minuti, malgrado una buona occasione avuta proprio all’inizio con il tiro di Gonzalez uscito fuori di poco. Poi tanto Milan, con le due marcature di Pulisic e Giraud e un netto predominio del gioco dei padroni di casa.

In seguito, quando sembrava che i giallorossi stessero tentando una reazione culminata con la traversa colpita dallo stesso Gonzalez, accade il primo episodio dubbio della gara: Krstovic viene espulso per un intervento in gioco pericoloso, malgrado le immagini confermino l’assoluta involontarietà del fallo. Massimi, il direttore di gara, punisce severamente il gesto dell’attaccante e lo manda negli spogliatoi.

Nel secondo tempo il Lecce fa quello che può, senza disdegnare di ripartire in contropiede con il neo entrato Alqmvist. Al 57′ l’altro episodio che ha scatenato l’ira dei giallorossi: dopo un dubbio contatto nell’area di rigore milanista tra Alqmvist e Theo Hernandez, quest’ ultimo colpisce alla testa, involontariamente, con una ginocchiata, l’attaccante giallorosso e l’arbitro invece di fermare il gioco, come da regolamento, fa continuare l’azione che porta Leao al terzo gol. In questo caso anche i calciatori del Milan hanno peccato di far play non fermando il gioco dopo che qualche minuto prima, a parti invertite, erano stati i giallorossi a buttare la palla in fallo laterale per permettere le cure del caso a Musah.

Fatto è che per protesta la dirigenza giallorossa ha abbandonato la tribuna andando giù negli spogliatoi. Gotti ha fatto bene in questa circostanza a tenere a bada i nervi dei suoi perché si correva il rischio di subire altri provvedimenti disciplinari che potevano compromettere il prosieguo del campionato.

Negli spogliatoi Gotti ha elegantemente dribblato l’argomento arbitro parlando di legge di Murphy ma certamente la conduzione arbitrale del signor Massimi ha lasciato molto a desiderare ponendo ancora in evidenza il problema dell’oggettiva parzialità nell’applicazione del regolamento quando una big incontra una provinciale. Poi c’è lo strano meccanismo della Var che può intervenire o non può intervenire per correggere errori arbitrali lasciando in molti casi  dubbi sul buon funzionamento del mezzo tecnologico.

Il Lecce, a proprie spese, sta subendo questa evoluzione del sistema arbitrale e a questo proposito c’è da sottolineare la grande signorilità con la quale vengono affrontate certe situazioni. Non vorremmo però che la legge di Murphy invocata da mister Gotti possa trasformarsi in quella più… simbolica “del Menga”, il cui significato lascio ai lettori.

Adolfo Starace
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MILAN: Maignan, Tomori, Calabria, Gabbia (16′ st Kjaer), Adli, Hernandez (38′ st Terracciano), Reijnders (32′ st Bennacer), Chukwueze, Pulisic (16′ st Musah), Giroud (16′ st Jovic), Leao. A disposizione: Florenzi, Sportiello, Nava, Simic, Zeroli, Bartesaghi, Okafor. Allenatore: Pioli.

LECCE: Falcone, Baschirotto, Pongracic, Gallo, Venuti (24′ st Gendrey), Blin (32′ st Berisha), Ramadani, Gonzalez (1′ st Piccoli), Banda (1′ st Almqvist), Dorgu (40′ st Pierotti, Krstovic. A disposizione: Rafia, Oudin, Brancolini, Berisha, Samooja, Touba, Sansone. Allenatore: Gotti.

Marcatori: 6′ Pulisic (M), 20′ Giroud (M), 12′ st Leao (M.)

Arbitro: Massimi di Termoli

 

In foto: Luca Gotti (immagine d’archivio)