Il Distretto della Preistoria di Nardò al centro di un progetto internazionale
Il parco di Porto Selvaggio e il Distretto della Preistoria di Nardò ancora all’attenzione di studiosi internazionali. Stavolta sono al centro di un progetto internazionale che vedrà un gruppo composto da autorevoli botanici europei fare un sopralluogo, sabato 9 maggio 2026, proprio nell’area del parco, nell’ambito di una spedizione di qualche giorno nel Sud Italia (dal 5 al 12 maggio). Il Distretto della Preistoria di Nardò, infatti, è entrato nel programma internazionale di ricerca promosso dal Real Jardín Botánico-CSIC di Madrid e dal Jardí Botànic de la Universitat de València. La spedizione è realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Nella giornata di sabato, dunque, un gruppo di studiosi provenienti da enti di ricerca e università di Madrid, Murcia, Valencia, Lleida, Salamanca e Napoli effettuerà una serie di sopralluoghi scientifici nel parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Le attività di ricerca saranno finalizzate all’osservazione diretta e allo studio degli aspetti evolutivi della flora locale, con particolare attenzione alle componenti di flora vascolare e briofitica, nell’ambito di un programma scientifico orientato ad approfondire la conoscenza della biodiversità mediterranea e dei processi evolutivi delle comunità vegetali. Si tratta dell’unico caso studio salentino incluso nel progetto internazionale, a conferma della rilevanza scientifica assunta negli ultimi anni dalle ricerche sviluppate nel territorio neretino.
Le attività saranno coordinate da Piero Medagli, da Filomena Ranaldo e da Sergio Fai e si inseriscono nel progetto interdisciplinare che da alcuni anni vede impegnato il Museo della Preistoria di Nardò nello studio delle tracce dell’evoluzione e delle trasformazioni naturali e antropiche leggibili nel paesaggio di Porto Selvaggio e della Palude del Capitano e nelle aree limitrofe del territorio neretino.
Da comunicato