Mostra curata dal docente universitario salentino Massimo Guastella con il contributo scientifico del Laboratorio Tasc di UniSalento. Inaugurazione sabato 28 febbraio 2026, alle ore 17.30, a Mola di Bari
“Bruno Calvani. La luce sull’antico”. Sarà inaugurata sabato 28 febbraio 2026, alle ore 17.30, nel Castello angioino-aragonese di Mola di Bari, una mostra-evento di rilevanza non solo regionale. Si tratta della retrospettiva dedicata a Bruno Calvani (1904-1984), realizzata su progetto culturale della Cooperativa “Armida”, di Carlo Mansueto e Lella Lestingi, e con il sostegno del Comune di Mola di Bari e della Regione Puglia/Puglia Culture.
L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 30 settembre 2026, è stata curata dal salentino Massimo Guastella, professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento e critico d’arte, con il contributo scientifico di Tasc (laboratorio “Territorio, Arti Visive e Storia dell’arte Contemporanea”) del Dipartimento Beni Culturali di UniSalento. Orari visite: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 (info: 3384627887).
Ha supportato l’iniziativa il Comitato scientifico formato da: Massimiliano Rossi, presidente (Università del Salento), Marco Bussagli (Accademia di Belle Arti di Roma), Lia De Venere (già Accademia di Belle Arti di Bari), Almerinda Di Benedetto (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”), Diego Esposito (Accademia di Belle Arti di Napoli), Letizia Gaeta (Università del Salento), Clara Gelao (già direttrice Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari), Massimo Guastella (Università del Salento), Giacomo Lanzilotta (Accademia di Belle Arti Firenze), Luca Palermo (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), Giuseppe Virelli (Università telematica e-Campus).
È in corso di preparazione il Catalogo della mostra (Sfera Edizione, Bari), con saggi di Massimo Guastella, Michela Laporta, Rosanna Carrieri, Erika Presicce, Alessia Brescia, Cristina Sergi, e testimonianze di Mosè De Carolis, Andrea Laterza, Vitangelo Magnifico, Waldemaro Morgese, Francesca Palazzo, Gino Pisapia e Pietro Ungaro e biografia.

Calvani nel suo studio (anni Sessanta)
“La mostra retrospettiva – spiegano gli organizzatori – nasce per restituire alla comunità e alla critica la complessità della figura di Bruno Calvani, protagonista di rilievo nel panorama nazionale e internazionale del Novecento, mettendo in luce la sua versatile, coerente produzione. L’impostazione storico critica documenta un’attività vasta, comprovata da esposizioni e testimonianze critiche, in un percorso espositivo, articolato in quattro sezioni cronologiche, che si avvia dagli esordi formativi negli anni Dieci, attraversa il cruciale soggiorno parigino tra il 1928 e il 1942 e il rientro a Milano durante la Guerra e giunge agli anni di consacrazione in piena maturità. Le opere, provenienti da musei e collezioni private, rivelano come Calvani, fin dalle prime prove, abbia realizzato con la sua più nota scultura anche un considerevole corpus grafico e pittorico. Cinquantacinque le opere in mostra. Trentatré sculture, di compostezza arcaizzante e dal fascino intriso di malinconica eleganza, reinterpretate con la freschezza di una luce moderna, si confrontano con un nucleo di opere pittoriche e un focus sul bianco e nero: nudini, ritratti, nature morte e paesaggi, eseguiti in oltre un sessantennio di carriera. La ragione fondante l’esposizione è quella di riordinare il lavoro dell’artista che ha mantenuto per tutta la vita un rigoroso controllo formale e una salda identità linguistica. Mola riconsegna, per dovere culturale della sua terra, il giusto valore alla personalità di Calvani: figura schiva ma dotata di forte energia espressiva e autorevole protagonista della vicenda artistica del XX secolo”. (red.)
NOTE BIOGRAFICHE
Bruno Calvani nasce a Mola di Bari il 4 gennaio 1904 da Nicola, titolare della Cementi e cementi armati, e Crescenza Brunetti. Nel 1918, muove i primi passi nell’arte nella bottega dello scultore Gaetano Stella. L’anno successivo si trasferisce a Roma, allacciando rapporti con i protagonisti dell’ambiente artistico. Esordisce alla Mostra Annuale delle Belle Arti di Bari (1921). Si sposta a Milano, dove conosce Adolfo Wildt e frequenta il suo studio. Dopo un primo breve soggiorno a Parigi (1926), vi si stabilisce dal 1928, avviando una cospicua attività espositiva. Nella capitale francese conosce e sposa nel 1936 la svizzera Helene Kistler. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale viene arrestato (1940) e, una volta liberato, trova lo studio parigino saccheggiato. Rientra in Italia e si stabilisce a Milano. Nel 1945 nasce l’unica figlia Giuliana. Espone alla V Quadriennale di Roma e alla IX Triennale di Milano. Partecipa alla XXVI Biennale di Venezia (1952), presentando il Ritratto di Maria Giulia Fazzini (ora alla Camera dei deputati). Nel 1961 realizza per la città di Mola di Bari il monumento dedicato a Niccolò Van Westerhout. Tra premi e mostre, è nominato accademico di San Luca (1965). Nel 1981 Renzo Modesti firma la monografia Calvani. Colpito da un ictus, dimora nella seicentesca casa natale dove trasferisce lo studio. Ristabilitosi, rientra a Milano dove muore nel 1985. Le sue spoglie, traslate a Mola, e quelle della moglie riposano nella Cappella Brunetti della famiglia materna.
Foto in alto: B. Calvani, Ritratto della sorella Mariuccia, 1930-31, terracotta, 24x22x17, Bari, Collezione Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto

B. Calvani, Autoritratto, 1947, scagliola, 30x22x22, Arona (coll. priv. Pisapia)

B. Calvani, Ritratto di Helene Kistler, 1935-37, olio su tela, 18×14,5 (coll. Priv. Ungaro)

B. Calvani, Modella bionda, 1953, matita, china e acquerello su carta, 39×29 (coll. priv. Ungaro)

B. Calvani, Maria Giulia Fazzini, 1950, bronzo, 20×30,5×22, Roma (coll. Camera dei Deputati)
B. Calvani, Nudo seduto, 1957-59 ca., bronzo, 116×36,5×80, Milano (coll. priv. Pisapia)