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Musica - 04 Ago 2021

Capitolo finale di Locomotive Jazz Festival con il concerto di Nina Zilli

Appuntamento all’alba di domani 5 agosto, ore 4.45, a Roca Vecchia. Sul palco anche il sassofonista salentino Raffaele Casarano. Firma la condirezione artistica dell’evento conclusivo Giuliano Sangiorgi  


Spazio Aperto Salento

Locomotive Jazz Festival capitolo finale, con la condirezione artistica del leader dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi.  Non più di sera, ma come da tradizione degli ultimi anni, all’alba. Ancora una volta nella magica cornice di Roca Vecchia e Grotta della Poesia, alle 4.45, per vedere sorgere l’alba di giovedì 5 agosto, ascoltando la calda voce della cantante piacentina Nina Zilli (in foto).

Il live che chiude la riuscitissima edizione della Rassegna partita sedici anni fa da Sogliano Cavour, vedrà in scena una collaudata formazione jazz (Mirko Signorile piano, Giorgio Vendola contrabbasso, Alessandro Monteduro percussioni, Maurizio Dei Lazzaretti batteria), con valore aggiunto costituito dal sax dell’ideatore della manifestazione, Raffaele Casarano. Già l’altra sera, quest’ultimo aveva magistralmente accompagnato l’accattivante suono orientale del musicista tunisino Dhafer Youssef e le strabilianti percussioni del brasiliano Adriano dos Santos.

Nina Zilli proporrà i suoi successi più conosciuti (da “50mila” a “Bacio d’A(d)dio”), ma anche i grandi classici della musica soul. Negli anni, la brava interprete è passata dalla musica Anni Sessanta al rythm and blues, dal soul al pop, per concludere col reggae, il rocksteady e lo ska.

All’attivo ha quattro album registrati in studio: “Sempre lontano” del 2010, “L’amore è femmina” del 2012, “Frasi e fumo” del 2015 e “Modern Art” del 2018, all’interno del quale è il brano “Senza appartenere”, presentato al festival di Sanremo dello stesso anno. Al concorso canoro ligure, Nina Zilli ha preso parte anche nel 2010, nel 2012 e nel 2015. In occasione della prima apparizione, la sua canzone “L’uomo che amava le donne”, inserita nella “Sezione Giovani”, ottenne i premi della critica “Mia Martini”, della sala stampa e radio-tv e di Assomusica, quest’ultimo come miglior live. La sua ultima produzione discografica è del giugno scorso, e riguarda il singolo “Schiacciacuore” realizzato con la collaborazione del rapper Nicola Albera, in arte Nitro.

Toti Bellone
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Nina Zilli viene da un paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto per l’Irlanda, gli Stati Uniti e dovunque la spingevano i sogni e le fantasie. La cantautrice è partita dalla musica anni ‘70 per poi passare dall’R&B, al soul, al pop per arrivare al reggae, rocksteady e ska. Ha studiato da soprano (“ma preferivo di gran lunga il rock”), ha diviso il tempo fra l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è entrata e uscita da una porticina laterale della discografia con un 45 giri che ha rimosso. Nel 2001 ha fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è riuscita a mettere a fuoco qualcosa della sua personalità: un inno alla musica rocksteady, una lettura del mondo con quegli occhiali prendendo dai repertori più diversi, da Madonna ai Metallica, dalla Giamaica vera a una di fantasia, partendo magari dall’Australia degli AC/DC. Da quell’esperienza è nata la collaborazione con i Franziska, con cui gira l’Europa cantando reggae in inglese e patois. Ma è solo una parte del suo mondo: Nina ha tempo e voglie anche per scrivere canzoni e per proporsi come solista. Nel 2009, dal suo cilindro sempre zeppo, Nina Zilli ha estratto sei brani, ha aggiunto una cover storica (You Can’t Hurry Love delle Supremes, nella versione italiana – “L’amore verrà”) e raccolto tutto in un ep. La Zilli si è divertita un sacco e sente di essersi presentata bene, con quell’aria fresca di canzoni di una volta, con i fiati e un sacco di strumenti veri, in una dimensione “vintage” che illustra come si deve il suo paesaggio immaginario – una giovane e graffiante Mina a Detroit, reduce da un viaggio musicale a Kingston. “50mila”, il singolo di lancio con Giuliano Palma, è la canzone più compiuta e un bell’esercizio sul tema di amore/dolore, Inferno un rilassato “sha la la” che fa molto estate Sixties; e Penelope, con gli Smoke, il brano che più si avvicina all’adorato rock steady. Il singolo “50mila”, inoltre, è stato scelto da Ferzan Ozpetek per il film – Mine Vaganti – (2010). La Zilli ha partecipato alla 60° edizione del Festival di Sanremo con il brano “L’Uomo che Amava le Donne” scritto insieme a Kaballà ed incluso nell’album di studio uscito a febbraio 2010, ricevendo il Premio della Critica ‘Mia Martini’ e ‘Premio della Sala Stampa Radio e Tv’ nella categoria Nuova Generazione. Sempre durante il Festival è stata premiata da Assomusica per la Migliore esibizione live tra gli artisti in gara nella sezione giovani. Il riconoscimento, sulla base delle segnalazioni degli associati, le è stato assegnato per essersi distinta per la sua performance che ha evidenziato una spiccata vocazione all’esibizione live, con un ottimo senso del palco ed una forte predisposizione al contatto con il pubblico, caratteristiche indispensabili per trasformare la musica dal vivo in emozione. A fine aprile 2010 l’album “Sempre lontano” viene decretato disco d’oro a conferma del successo di vendite dell’album e del singolo sanremese. Nel 2010 partecipa all’annuale Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma.  Nel mese di maggio partecipa anche ai Wind Music Awards all’Arena di Verona e viene premiata come “New Artist”. Il 5 novembre esce il  singolo “Bacio d’A(d)dio”, il primo estratto da “Sempre lontano Special Edition”, la nuova release del primo album. La nuova versione del disco contiene un DVD con l’intero concerto tenuto al Blue Note di Milano. Il 18 febbraio 2011 è ospite al 61° Festival di Sanremo per duettare con i La Crus nel brano “Io confesso”. La mattina partecipa alla conferenza stampa e il suo disco “Sempre lontano” viene premiato Disco di Platino. Nel febbraio 2011 la cantante riceve due nomination ai TRL Awards 2011 nelle categorie Best Look e Italians Do It Better e proprio lei, insieme a Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, ha presentato la cerimonia tenutasi a Firenze il 20 aprile 2011. Dal 6 maggio fino al 22 luglio 2011 conduce ogni venerdì pomeriggio il programma Stay Soul su Rai Radio Due. Nel febbraio 2012 partecipa alla 62° edizione del Festival di Sanremo con il brano “Per sempre” ed esce l’album d’inediti dal titolo “L’amore è femmina”. Dopo il Festival di Sanremo, per Nina Zilli arrivano mesi ricchi di impegni: a marzo partecipa al programma televisivo “Panariello non esiste”, varietà in onda su Canale 5 e a maggio vola a Baku per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Ottiene grandi riconoscimenti di critica e di pubblico e si classifica al nono posto. A dicembre del 2012 la cantautrice effettua un tour speciale in duetto con Gino Paoli duettando i loro successi, accompagnati dall’orchestra della magna Grecia. L’amore è femmina viene certificato disco d’oro nel 2012. Per Nina Zilli il 2013 è un anno di studio, ricerca e viaggi. In estate arriva We Love You, un nuovo progetto live con il trombettista Fabrizio Bosso. Nel 2014 duetta con J-Ax in “Uno di quei giorni”, singolo certificato platino. Nel 2015 l’artista partecipa tra i big della 65esima Edizione del Festival di Sanremo. Uno dei ritorni più attesi sul palco dell’Ariston con “Sola”, il brano di cui è anche autrice e contenuto nel suo terzo album di studio, “Frasi&Fumo”. Dal 2015 è stata per tre edizioni nella giuria di Italia’s Got Talent. Nel 2016 ha affiancato Massimo Ranieri nel suo programma “Sogno o son desto 3”, cantando e duettando insieme a lui i più grandi successi di Mina e della musica italiana. Nel 2017 Nina Zilli ritorna con un nuovo album pubblicato a settembre, “Modern Art”. “Mi hai fatto fare tardi” è il singolo che ha anticipato il progetto in radio, una canzone dai suoni urbani prodotta da Michele Canova e nata dalla collaborazione di Nina con Calcutta, Dario Faini e Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti. Da ottobre la cantante è in tour nei più importanti club della penisola. Il Modern Art Tour è l’occasione per ripercorrere con l’artista i suoi successi più amati e per presentare al pubblico i brani del nuovo lavoro discografico. Nel 2018 partecipa al 68° Festival di Sanremo con il brano “Senza Appartenere” e il 9 febbraio esce “MoDERN ART (Sanremo edition)” che contiene il brano in gara al Festival e una versione unplugged di “1XUNaTTIMO”. Durante l’estate Nina porta in giro per l’Italia e all’estero (Istanbul) il “Ti Amo Mi Uccidi Tour”. Nel 2019 Nina pubblica il suo primo libro “Dream City” (Rizzoli) in cui svela un talento artistico che non tutti conoscevano, quello di illustratrice e soprattutto di sognatrice. “Dream City” è il racconto della città dei sogni di Nina, tra l’amore per la musica e quello per il disegno. Il 19 settembre su Sky Arte (successivamente disponibile su Sky On Demand) è in onda il docufilm “Il Viaggio in Libano di Nina Zilli – Il futuro dei bambini siriani” dove l’artista, come ambasciatrice di Terres De Hommes, racconta la situazione di milioni di bambini siriani che dall’inizio della guerra vedono negato il diritto all’istruzione e sono costretti a lavorare o, nel caso delle bambine, a sposarsi precocemente. Il documentario racconta di emozioni, riflessioni, incontri, sorrisi e dei momenti di gioco con i piccoli che possono ritornare a scuola grazie a Back to the Future, un progetto finanziato dal Fondo Madad dell’Unione Europea e portato avanti in Libano e in Giordania dalle organizzazioni AVSI, Terre des Hommes e War Child Holland. Sempre nel 2019 collabora con Danti e Jax nel singolo “Tu e D’io”. A febbraio 2020 la Zilli torna a Sanremo, durante la serata delle cover, per duettare insieme a Diodato nel brano di Celentano “24mila baci. A giugno 2020 Nina Zilli pubblica il nuovo singolo “Schiacciacuore” in collaborazione con Nitro, rapper della Machete crew. Oltre a essere una canzone d’amore, il singolo è metafora di una riflessione più profonda sulla relazione tra uomo e pianeta terra. Da “Schiacciacuore” nasce il “Mini Zilli tour” nell’estate del 2020.