• mercoledì , 30 Novembre 2022

Regione/Interrogazione - 12 Ott 2022

Consorzi bonifica, Pagliaro: “Cartelle da annullare per opere mai eseguite. Serve riforma”

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo “La Puglia Domani”


Spazio Aperto Salento

I contributi ai Consorzi di bonifica – secondo l’articolo 860 del codice civile – sono dovuti “per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio delle opere, in ragione del beneficio tratto dalla bonifica”. Sta tutto qui, il nodo della questione annosa che affligge agricoltori e proprietari di terreni salentini, che si ribellano all’imposizione del famigerato tributo 630 per opere mai o mal compiute dal Consorzio Ugento Li Foggi. 

Della vicenda mi sono già occupato con un’audizione in Commissione Agricoltura dell’assessore Pentassuglia e del commissario dei Consorzi Borzillo, i quali risposero sostanzialmente che si doveva pagare, altrimenti non si sarebbero potute eseguire le opere necessarie. Contestammo allora quella presa di posizione, e continuiamo ad essere dalla parte di chi si ribella, perché pagare per un servizio non ricevuto è una vessazione, e non può essere addossato sui proprietari dei terreni il malfunzionamento dei Consorzi.  

Da anni non provvedono alle manutenzioni straordinarie necessarie, mentre quelle ordinarie vengono eseguite in maniera sporadica e lacunosa, senza un’adeguata programmazione che assicuri la difesa del suolo e un’efficiente infrastrutturazione irrigua. In particolare gli olivicoltori salentini, in ginocchio a causa del batterio Xylella fastidiosa, non solo sono a reddito zero ma devono far fronte a situazioni debitorie anche gravi, a cui si aggiungono le ingiunzioni di pagamento dei contributi da parte dei Consorzi, a fronte di interventi fantasma. 

La situazione è ormai insostenibile, ed è per questo che ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore all’agricoltura, per chiedere che vengano annullate le richieste di pagamento del Consorzio Ugento e Li Foggi, e per sollecitare una riforma di questi enti che, evidentemente, non riescono a svolgere il loro compito, a cominciare dalle manutenzioni per ammodernare le reti irrigue, visto che appena un decimo dell’acqua piovana viene raccolto, e invece se ne potrebbe raccogliere la metà se ci fosse un’adeguata rete di invasi, e questo permetterebbe di affrontare i lunghi periodi di siccità e scongiurare situazioni di crisi. E poi ci sono decine di opere da completare, come la diga Pappadai progettata per convogliare le acque del Sinni a servizio dell’Alto Salento, dove gli agricoltori sono costretti ad usare ancora le autobotti e i pozzi per irrigare. 

Al di là dell’ordinario, svolto male e a macchia di leopardo, manca poi una visione di futuro: ben 42 progetti sono stati finanziati con 517 milioni di euro del Pnrr, destinati proprio ad investimenti per migliorare il sistema irriguo agricolo e la gestione delle risorse idriche. Di questi, non ce n’è neppure uno dei Consorzi di bonifica commissariati, anzi non ne è stato presentato nessuno. Manca una progettazione di lungo respiro, capace di intercettare i fondi comunitari, nazionali e regionali del settore. Ecco perché serve una riforma complessiva dei Consorzi di bonifica, che ne garantisca la piena operatività per contrastare il dissesto idrogeologico e gestire la risorsa acqua in modo efficace. Chiedo risposte rapide e adeguate alla mia interrogazione, che si fa portavoce del malcontento e della disperazione del mondo agricolo salentino, vessato da un tributo assolutamente ingiusto.

Paolo Pagliaro
Consigliere regionale, capogruppo “La Puglia Domani”

 

In foto: Paolo Pagliaro