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Lecce - 26 Ago 2021

Festeggiamenti in onore di Sant’Oronzo, aperta la Porta sacra del Santuario “fuori le mura”

Il rito annuale ieri 24 agosto, alle 22, alla presenza di numerosi fedeli non scoraggiati dalla pioggia a tratti battente


Spazio Aperto Salento

L’apertura avviene solo poche volte ogni anno. E sempre in occasioni eccezionali. Una di queste è durante la tre-giorni di festeggiamenti religiosi in onore del Patrono della città di Lecce, Sant’Oronzo, che ricorre proprio in questo fine di agosto, il 24, 25 e 26.

Stiamo parlando della Chiesa-Santuario ad Egli dedicata, detta Sant’Oronzo fuori le mura, che i leccesi amano chiamare, utilizzando il dialetto, Santu Ronzu fore le mura, Santu Ronzu te fore e soprattutto Chiesa te la capu te Santu Ronzu, per via della scultura della testa decollata, all’alba del 26 agosto del 68 dopo Cristo, conservata e venerata in un’urna di vetro.

La porta del Santuario, ubicato poco dopo l’inizio di via Adriatica, la strada che conduce alla marina di Torre Chianca, ha aperto i battenti ieri sera attorno alle ore 22, per la liturgia penitenziale. La pioggia, a tratti battente, non ha scoraggiato l’afflusso dei fedeli, che hanno affiancato la nutrita schiera di entusiastici giovani della Diocesi, guidati dai sacerdoti di riferimento. Per la speciale occasione, una volta aperta, la Porta è diventata Sacra.

Assiepati all’interno, tutti i fedeli hanno assistito alla funzione religiosa, ed al contempo, oltre alla già menzionata scultura della testa decollata del Santo, hanno potuto ammirare una sua bella statua in cartapesta, nonché la tela del pittore Luigi Scorrano che lo ritrae, ma anche la statua, anch’essa in cartapesta, della Vergine Maria Assunta, Patrona della Cattedrale di piazza Duomo, ed un altro dipinto, raffigurante lo sbarco di San Giusto sulle coste salentine. Assieme a San Fortunato, quest’ultimo è considerato il vice Patrono di Lecce.

Il Santuario così come lo vediamo oggi, risale al 1907 e venne completato nel 1912, per volontà dell’allora vescovo Gennaro Trama, su progetto dell’architetto Gaetano Capozza. Quasi tre secoli prima, a fare data dal 1655, in ricordo del martirio di Oronzo, esisteva una cappella, presto caduta in rovina e sostituita, appunto, agli inizi del Novecento, dall’attuale Santuario. Nel 1968, quest’ultimo venne completamente restaurato, stavolta per volontà di un altro vescovo, Francesco Minerva, ma nonostante i lavori, restò quasi sempre chiuso, per essere finalmente riaperto solo nel 2007.

È da dire, che lungo la stessa via Adriatica, e prima di raggiungere la Chiesa-Santuario, che è una Rettoria dipendente dalla Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, esistono nove piccole cappelle, erette a ricordo del tragitto compiuto da Oronzo, scortato dai soldati romani, sino al luogo della decapitazione.

Un luogo sacro, all’interno del cui recinto si trova pure la cisterna dove, secondo la tradizione, rotolò la testa decapitata, ed una colonnina in pietra leccese con un’iscrizione commemorativa.

Toti Bellone
© Riproduzione riservata

 

Foto in alto: la Porta Santa è finalmente aperta

 

L’arco illuminato posto all’ingresso del viale

 I fedeli in attesa dell’apertura della Porta del Santuario

La bella statua in cartapesta del Santo

 

Una veduta dell’interno della Capu te Santu Ronzu