Due riconoscimenti per Salice: la Salve Regina del maestro Angelo Luiso e la Doc “Salice Salentino” sono state inserite nell’inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia. Le candidature, promosse dall’Assessorato alla Cultura e dalla Giunta del Comune di Salice Salentino, sono state approvate con Atti dirigenziali 304/2026 e 307/2026 della Sezione regionale “Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali” (sottosezioni “Componimenti musicali” e “Pratiche della tradizione rurale”).
La Salve Regina, eseguita ogni anno il primo luglio al passaggio della processione della Vergine in piazza Plebiscito, è un’opera (per tenore e banda) scritta da Angelo Luiso (1886-1965), indimenticabile compositore e maestro, per molti anni direttore della prestigiosa banda di Salice Salentino. L’opera, scritta intorno al 1919 e rielaborata verso il 1945, è considerata dai salicesi una composizione “preziosissima”, essenziale nell’ambito dei festeggiamenti annuali in onore della “Madonna della Visitazione”. Questi ultimi sono curati da un apposito Comitato organizzatore.
La partitura originaria della “Salve Regina” è attualmente di proprietà del Comune di Salice Salentino. Fu donata da Maria Calcagnile (nipote del maestro) e accettata dal Consiglio comunale con Delibera n. 26 del 7 febbraio 1987. A fronte della donazione, il Comune si assunse l’onere del pagamento della luce perpetua alle tombe dei defunti Angelo Luiso e della moglie Maria Aurelia Carrozzo.
“Accanto alla tradizione musicale – si legge fra l’altro in una nota del Comune – il riconoscimento regionale riguarda anche la Doc Salice Salentino, espressione della cultura vitivinicola e rurale del territorio. Il riconoscimento assume un significato particolarmente importante per il territorio nel quale la viticoltura non rappresenta soltanto un’attività produttiva, ma costituisce un patrimonio di conoscenze, pratiche, gesti e saperi tramandati nel tempo. La Doc Salice Salentino, una delle denominazioni vitivinicole storiche e identitarie della Puglia, diventa così anche occasione per valorizzare un patrimonio di conoscenze e pratiche che appartiene alla memoria collettiva del territorio, come già confermato dalla lunga serie di eventi promossi e realizzati nell’ultimo anno insieme a Dajs, Consorzio di Tutela della Doc Salice, Gal Terra d’Arneo e molti altri partner a più livelli”.
“Si tratta di un riconoscimento fondamentale – dice Luigi Palazzo, consigliere con delega alla Cultura – che inserisce il patrimonio della nostra comunità nel più ampio patrimonio culturale della Regione Puglia, secondo le categorie e i principi dell’Unesco. È un passaggio importante, perché eleva la nostra storia e quella della nostra comunità a patrimonio comune, riconoscendone il valore culturale e identitario. Questo riconoscimento si colloca perfettamente nel più ampio percorso che stiamo portando avanti per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale di Salice Salentino. Dopo il portale Scopri Salice, questi due nuovi riconoscimenti rappresentano un’ulteriore attestazione del valore della nostra storia, delle nostre tradizioni e della nostra identità”.
“Nell’anno in cui celebriamo il cinquantesimo anniversario della Doc Salice Salentino – commenta il sindaco Mimino Leuzzi – questo riconoscimento assume un significato ancora più importante. Sono trascorsi cinquant’anni da quella scelta politica lungimirante dell’Amministrazione dell’epoca, che chiese e ottenne il riconoscimento della denominazione di origine controllata con una delibera di Giunta municipale. A distanza di mezzo secolo, quel gesto viene ulteriormente valorizzato, elevando la Doc Salice Salentino a patrimonio di tutti. Altrettanto significativo è il riconoscimento della Salve Regina, il più importante momento dell’anno per i salicesi, intimamente legato alla tradizione, ormai plurisecolare, della Fiera della Madonna della Visitazione. È una ricorrenza che custodisce ricordi, esperienze e tradizioni che appartengono a intere generazioni e che rappresentano una parte importante della memoria collettiva della nostra comunità”. (red.)
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In foto: Angelo Luiso (1886-1965)