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Cultura - 02 Giu 2021

“Lecce negli anni Settanta”: nelle pagine di Michele Mainardi il “racconto” della città

In edicola e libreria l’edizione economica del volume dell’autore salentino. Nell'opera di Mainardi un importante periodo della crescita urbanistica del capoluogo


Spazio Aperto Salento

E due. Lo scrittore e storico leccese Michele Mainardi, torna in edicole e librerie, con l’edizione economica di un altro importante periodo della crescita urbanistica della città di Lecce.

Dopo “Lecce negli anni Cinquanta e Sessanta”, ecco dunque “Lecce negli anni Settanta” (edizioni Grifo, 15 euro), già contenuti nella pubblicazione in cofanetto del Natale 2015.

Lecce è alle prese con lo svuotamento del centro storico e col degrado di quasi tutti i suoi rioni, a cominciare dalle Giravolte e dalla Chiesa Greca. Questi ultimi, che devono il proprio nome alla tortuosità delle stradine ed alla presenza della chiesa di rito ortodosso, sono addirittura additati come “zone a rischio”.

Le nuove mète, sono le case a canone agevolato della zona 167, sorta da una parte e dall’altra della via per la marina di San Cataldo. Abitazioni fornite di servizi igienici, termosifoni e garage, ma non di servizi pubblici quali scuole, asili, ambulatori e luoghi dove socializzare. Gli spazi a verde sono a malapena disegnati, ed a parte pochi alberi, crescono solo erbacce.

Chi può permetterselo, si stabilisce nelle zone residenziali dei Salesiani e di piazza dei Partigiani, nonché nei nuovi condomini di lusso e con ascensore che continuano a sorgere attorno a piazza Mazzini, vicino alla quale viene eretto pure il lussuoso hotel President e spuntano i bar dove “posare”, cioè farsi vedere: il Domino, il Prato ed il Poker.

Di pari passo con la nascita dei palazzi, i cui pianiterra ospitano soprattutto negozi di abbigliamento, cresce anche il traffico automobilistico che, complici le zone pedonali ancora inesistenti, è a livelli di vero e proprio caos. Anche perché i parcheggi sono pochi e per farli in centro, viene adottata la contestata soluzione di abbattere la storica caserma Massa, che ancora oggi è tristemente cantierizzata.

Proprio a causa della congestione di strade e parcheggi, qualche cittadino comincia a considerare l’opportunità di fuggire dalla città, per rifugiarsi in periferia, meglio se in una villetta con giardino. Sulla scia di tale presa di coscienza, sorge la zona detta Giorgilorio, che nonostante l’entusiasmo di chi si decide a viverla, non decollerà mai veramente, così come d’altra parte avviene per San Cataldo.

Questo ed altro, Mainardi spiega nel suo volume di quasi 250 pagine, corredato da ben 275 fotografie, frutto di ricerche nell’archivio della stessa casa editrice Grifo e di altri archivi locali: dall’Automobil Club alla biblioteca Caracciolo, dal Movimento lavoratori per il socialismo alle parrocchie di San Domenico Savio e San Francesco d’Assisi, passando per i “privati” don Benedetto Bisconti, Federico Cartelli, Lino De Matteis, Luigi D’Ercole, Alfredo Foresta, Toti Gentile, Antonio Imbriani, Ilderosa Laudisa, Piero Manni, Carlo Miglietta, Filippo e Nicola Montinari, Livio Ruggieri, Aduino Sabato, Giacinto Urso e Ruggero Vantaggiato.

Fra gli altri, interessante è il capitolo dedicato all’ora della contestazione giovanile, che come in molte altre città d’Italia, vede opposte, anche in scontri fisici, le diverse fazioni politiche, soprattutto di estrema destra ed estrema sinistra, che danno vita ad innumerevoli cortei per le vie del centro.

E non manca, come tutti gli altri dibattuto sui giornali locali (L’Ora del Salento, La Voce del Sud, La Tribuna del Salento, Salento Domani, la Gazzetta del Mezzogiorno), l’argomento della presenza della Chiesa, che spesso sopperisce alle carenze dovute alla mancanza di interventi da parte delle Istituzioni.

È negli anni Settanta, che sorgono una decina di nuovi centri di culto, con accanto strutture sportive, piccoli teatri e mense per i poveri. Da San Nicola chiesa di frontiera a San Sabino informale ed all’avanguardia, per finire con la sede delle suore salesiane.

Nel volume che si apre con una copertina in bianco e nero di via Salvatore Trinchese, la strada principe della passeggiata dei leccesi, c’è spazio anche per la squadra di calcio giallorossa. Il racconto riguarda la promozione, dopo ben 27 anni in serie C, nel Campionato Cadetti, che i tifosi e l’intera città sperano possa concludersi, come in effetti avverrà più avanti, nell’agognata  serie A, per vedere sul campo di gioco dello Stadio di via del Mare, le grandi squadre nazionali: la Juventus, il Milan e l’Inter.

Toti Bellone
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Foto in alto: Piazza Mazzini ad angolo col “mitico” bar Domino

 

Traffico “impazzito” in via Felice Cavallotti

Manifestazione in piazza Sant’Oronzo

Copertina del volume