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Campi Squinzano Trepuzzi - 20 Mar 2021

Lo sconfortante stato di abbandono del Monastero di Sant’Elia

L’ex convento dei cappuccini, risalente al 1575, appartiene ai Comuni di Trepuzzi, Campi e Squinzano


Spazio Aperto Salento

Il Monastero di Sant’Elia: una struttura in rovina nonostante gli interventi di recupero fatti in passato per un importo complessivo di quasi un milione di euro.

Si tratta di un grande complesso monastico ubicato su un’altura fra Campi Salentina e Squinzano, visibile dalla strada provinciale che collega i due Comuni. Fu fondato nel 1575 dal barone Luigi Maria Paladini al fine di destinarlo a comunità di frati Cappuccini.

A quanto è dato sapere la struttura architettonica sorse su di un sito che in passato aveva ospitato presenze monastiche basiliane e normanne.

Il monastero, molto semplice e lineare, se pur ricadente nel feudo di Trepuzzi, il Comune più vicino, a poco meno di un chilometro, è Squinzano.

Qualche decennio fa questa struttura, con il suo bosco di pertinenza, è stata acquisita dai Comuni di Squinzano, Trepuzzi e Campi Salentina con l’idea “lungimirante” di riqualificarlo, farne un luogo comune per importanti manifestazioni e restituirlo quindi ai cittadini che da sempre frequentano l’eremo di Sant’Elia.

Gli ultimi lavori sono incominciati il 24 dicembre 2015 con la fine dell’intervento prevista per agosto 2016. Il progetto di riqualificazione è stato sostenuto con fondi regionali e dell’Unione Europea. Dopo gli ultimi interventi, finalmente il monastero sembrava oramai pronto per la collettività del Nord Salento.

Dopo numerose manifestazioni e una bellissima edizione del “Presepe vivente”, che ha visto migliaia di persone accorse per visitarlo, tutto è andato nuovamente in rovina. Non riusciamo a capire cosa non ha girato nel verso giusto.

Sino a poco tempo fa, se si provava ad entrarci, al piano terra ci si imbatteva in porte divelte e vetri rotti, materassi, estintori e ogni materiale di risulta.

Anche nel chiostro intitolato a Salvatore Colazzo, pittore di Squinzano, la situazione non era delle migliori: tutto distrutto. Al primo piano finestre divelte e vetri rotti, umidità alle pareti e salmastro che ha corroso tutto.

Il costo dei vari interventi di recupero nel corso degli anni, ha sfiorato il milione di euro. Vederlo ora ridotto di nuovo ad un rudere abbandonato fa piangere il cuore e ci porta a fare delle considerazioni: vista la disastrosa gestione dell’immobile da parte dei tre comuni, come si può pensare di poter fare nascere un grosso comune di circa 45.000 abitanti, con l’idea di fondere Squinzano, Trepuzzi, Campi e Novoli. Piccoli è bello, il Monastero di Sant’Elia docet…

Mino Patera

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La foto in alto e le immagini sotto attestano lo stato di degrado dell’antico immobile