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Evento - 07 Ago 2021

Locomotive Jazz Festival: ottimo bilancio per la Rassegna ideata da Raffaele Casarano


Spazio Aperto Salento

La location è anche archeologica, il tema conduttore, “Archeologie”, pure, ma quanto realizzato in quest’anno di post-Covid, è soprattutto costruzione e futuro. Costruzione per aver realizzato con passione, serietà e puntualità, una Rassegna di respiro internazionale, futuro perché destinata a sempre maggiori traguardi, il più importante dei quali dovrebbe essere la collocazione a punto di riferimento del bacino mediterraneo.

È dunque più che positivo, il bilancio della XVI edizione del Locomotive Jazz Festival, tenutasi dal 29 luglio al 5 agosto. E bene hanno fatto gli organizzatori a riportare l’iniziativa a Sogliano Cavour, dove tutto iniziò grazie ad un’idea del suo direttore artistico, il musicista Raffaele Casarano, e poi ancora fra la bellezza evocativa degli scavi archeologici di Roca Vecchia e Grotta della Poesia. Proprio questa, anzi, dovrebbe essere la strada da seguire.

Unire, anno dopo anno, uno o più paesi di Terra d’Otranto, ad un sito archeologico. Patù col suo favoloso Centopietre e Veretum terra delle mitiche gigantesse, per esempio; ed ancora, Nociglia e Terenzano; lo slargo della chiesa di San Vito a San Pietro in Lama ed il secondo anfiteatro romano di Lecce scoperto nell’antica Rudiae, patria del poeta latino Quinto Ennio. Non mancano davvero, nella nostra provincia, i luoghi magici per organizzare un importante evento come il Locomotive.

LA MUSICA

Un cartellone di prestigio, con otto concerti principali, più una decina nella “Sezione Giovani”, con in testa il gruppo italo-francese Inuì, che ha impressionato per il sapiente uso delle voci e le atmosfere oniriche create dai sintonizzatori elettronici. Accanto ad essi, i laboratori per la formazione dei ragazzi, e l’impegno a favore dell’abolizione di carta e plastica e dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Sul palcoscenico allestito in piazza Armando Diaz a Sogliano, l’offerta ha riguardato, in ordine, l’esibizione del leccese Alessandro Quarta, un virtuoso del violino, della spumeggiante cantante napoletana Simona Molinari e dell’ironico cantautore milanese Paolo Jannacci, figlio dell’indimenticabile Enzo. Quanto basta per riempire un Festival.

A Roca, il Locomotive si è immerso nel genere per cui è nato. Il jazz, appunto, che ha compreso anche due importanti tributi. Al maestro Ennio Morricone, con le “Stories” del sassofonista Stefano Di Battista (con Daniele Sorrentino contrabbasso, Andrea Rea pianoforte e Luigi Del Prete, strepitoso alla batteria), e “To bird” (Charlie Parker) dell’altro sassofonista, Rosario Giuliani, accompagnato dal piano del maestro Pietro Lussu. In mezzo, ancora jazz col “Roberto Gatto Trio”, per concludere col prima ed il dopo di Raffaele Casarano, sempre più bravo al sax, che studia e perfeziona in continuazione. Fra gli altri interventi, il direttore artistico del LJF, si è speso in occasione dei concerti del tunisino Dhafer Youssef, alla sua seconda apparizione al Locomotive, e dell’incontenibile Nina Zilli.

Per l’originalità del sound proposto grazie all’uso orientaleggiante della voce e dell’antico strumento arabo “oud” (un liuto a manico corto con cassa piriforme e tre fori a rosette), senza volere stilare inutili classifiche, per noi, oltre ad essere stato “magistrale”, e nel caso della performance del suo batterista, il brasiliano Adriano Dos Santos, addirittura “sontuoso”, il live del tunisino ha per così dire consacrato la qualità della Rassegna.

Anche perché sold out e condiretto dal frontman dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, il clou altri non poteva essere se non l’ormai tradizionale concerto all’alba, coinciso con l’esibizione della cantante dall’anima soul, Nina Zilli.

Interpretando “Back to black” della grande Amy Winehouse, professionale quanto elegante, la piacentina ha coinvolto sin dall’inizio, in questo e negli altri brani del live, sostenuta come meglio non si poteva, dall’abile fraseggio del sax di Casarano.

Toti Bellone
© Riproduzione riservata

 

Foto in alto: il direttore artistico del Locomotive e musicista salentino, Raffaele Casarano

 

Il violinista leccese Alessandro Quarta

La cantante napoletana Simona Molinari

Il cantautore milanese Paolo Jannacci

Il sassofonista Stefano Di Battista

Il musicista Rosario Giuliani

Il batterista Roberto Gatto

Il suonatore tunisino di “oud”, Dhafer Youssef

La cantante piacentina Nina Zilli

  

*Le immagini contenute in questo servizio, sono state gentilmente offerte dal fotografo ufficiale del Locomotive Jazz Festival, Marcello Moscara.