Tutte le classi di primaria del plesso di via Crispi coinvolte nel progetto. Maria Grazia Sodero: “I bambini non sanno più esprimere emozioni, il teatro è decisivo”
Riparte a Nardò “L’avventura è… diventare grande!”, un progetto di teatroterapia applicata nel contesto scolastico, organizzato dall’assessorato al Welfare e già sperimentato con successo a partire dal 2023 in otto classi di primaria del plesso “Don Milani” di via Crispi dell’Istituto comprensivo Polo 2. In questo anno scolastico il progetto coinvolgerà di nuovo il plesso di via Crispi e tutte le dodici classi di primaria, dalle prime alle quinte, accompagnando i bambini di età diverse in un percorso condiviso.
“Viviamo purtroppo – dice Maria Grazia Sodero, vicesindaca e assessora al Welfare – in una società che ha modelli difficilmente raggiungibili e una richiesta costante di performance estetici, sociali e scolastici. Tutto questo ha ridotto lo spazio per le imperfezioni, gli errori e la ricerca autentica di noi stessi. Un contesto che coinvolge pienamente e ugualmente genitori e figli e che nei bambini provoca disagio, ansia e difficoltà relazionali, quindi una immaturità emotiva di fondo. Il progetto ci ha dimostrato che la teatroterapia aiuta moltissimo i più piccoli ad esprimere le proprie emozioni e a favorire relazioni sane e un generale benessere psicologico. Possiamo considerare superata in maniera positiva la fase della sperimentazione del progetto, con l’auspicio di poterlo estendere ulteriormente in futuro”.
“L’improvvisazione teatrale – si legge fra l’altro in una nota del Comune – consente ai bambini di esplorare in modo libero e non giudicante il proprio mondo emotivo, il corpo e la relazione con l’altro. La teatroterapia, infatti, è una pratica psico-corporea ed espressiva che utilizza il linguaggio teatrale come strumento di esplorazione e rielaborazione dell’esperienza emotiva. L’esperienza teatrale integra simultaneamente tre dimensioni: quella corporea (movimento, gesto, voce), quella simbolica (gioco di ruolo, narrazione) e quella relazionale (incontro e ascolto reciproco nel gruppo). Il contesto teatrale costituisce uno spazio intermedio tra realtà e immaginazione, in cui le esperienze interne possono essere rappresentate, osservate e trasformate. L’assunzione di ruoli diversi consente a ciascun partecipante di esplorare aspetti molteplici di sé, favorendo processi di integrazione identitaria ed emotiva”.
Saranno coinvolte nel progetto Chiara Albanese (teatroterapeuta specializzata, Tecnico Terapia non verbale Benenzoniana), Martina Lisi (psicologa psicoterapeuta), Giulia Fiore (danzaterapeuta) e Tamara Pappadà (referente e coordinatrice del progetto).
Da comunicato