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Ambiente - 22 Dic 2021

“No” al mega parco eolico nelle terre del Primitivo di Manduria: deturpa il territorio della Dop

Ieri sera, martedì 21 dicembre, si è riunito il fronte di opposizione al progetto. Hanno partecipato: Filograno, presidente del Consorzio di Tutela; Pecoraro, sindaco di Manduria; Iaia, sindaco di Sava; Pentassuglia, assessore regionale all’Agricoltura  


Spazio Aperto Salento

Un incontro per dire “no” al mega parco eolico nel territorio della Dop. Al tavolo interistituzionale, che si è riunito ieri sera martedì 21 dicembre, sono intervenuti Francesco Filograno, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, Gregorio Pecoraro, sindaco di Manduria, Dario Iaia, sindaco di Sava, e l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia (in collegamento da remoto).

La “minaccia” proviene da due progetti, uno denominato “Contrada Sparpagliata, Donne Masi e Tostini” che comprende 19 aerogeneratori da realizzare nei Comuni di Erchie, Torre Santa Susanna, Manduria e Avetrana, e l’altro denominato “Sava-Maruggio” (22 aerogeneratori) che interesserà i territori di Manduria, Sava, Maruggio, Torricella ed Erchie. In totale previste 41 pale eoliche.

Nella nota diffusa dagli organizzatori dopo l’incontro, viene sottolineato che durante il tavolo tecnico è stata registrata “una presa di posizione congiunta a favore di un territorio come quello del Primitivo di Manduria dove è indissolubile il legame con il mondo del vino e dove la Dop, negli ultimi decenni, ha guadagnato fette di mercato importanti, conquistando il palato degli amanti del vino internazionali”.

“La nostra viticoltura – ha detto Filograno – va tutelata in tutti i modi e non può essere messa a rischio da investimenti che mal si conciliano con un territorio che fa del patrimonio vitivinicolo il suo principale punto di forza. Non è difficile immaginare quelli che possono essere gli effetti negativi su un paesaggio da sempre caratterizzato dalla presenza preponderante dei vigneti. Ci tengo a sottolineare che questa non è una battaglia contro le fonti di energia alternative, ma il tentativo di preservare un’area che fa della viticoltura e dell’enoturismo uno dei settori di riferimento della propria economia. Chiediamo al ministero di respingere i progetti e, inoltre, al governo di approvare una norma per blindare le aree Doc e Docg d’Italia da quegli interventi di forte impatto negativo sull’ambiente e sul paesaggio, anche se legati a nobili tematiche come le energie rinnovabili. Il progetto è uno schiaffo alle nostre aziende che negli ultimi anni hanno cercato di fare enoturismo, uno schiaffo alla loro capacità italiana di creare bellezza. Il territorio è un fattore di produzione indispensabile finalizzato alla produzione di prodotti peculiari nonché l’elemento che rende impossibile la delocalizzazione delle nostre produzioni agroalimentari a denominazione. Esso inoltre deve sì essere motore di sviluppo economico e sociale, ma ciò a patto che esista una strategia condivisa e consapevole. L’obiettivo delle politiche governative deve essere quello di approfondire le norme e gli strumenti utilizzabili da parte del pubblico, per operare in modo efficiente”.

“Come Assessorato all’Agricoltura – ha dichiarato Pentassuglia – siamo contro l’autorizzazione di ulteriori installazioni di energie rinnovabili, soprattutto quando deturpano il territorio di uno dei vini pugliesi più famosi al mondo. A gennaio convocherò un’ulteriore riunione con la Commissione delle Politiche agricole e della Transizione ecologica per discutere della questione”.

“Le nostre terre – ha concluso Filograno – sono ricche di storia vitivinicola e hanno, nel lungo tempo, portato avanti la tradizione della vigna con amore e dedizione, mantenendo viva la storicità del territorio, e invitando clienti ed esportatori esteri ad ammirare dal vivo le lunghe distese di terra coltivate e lavorate con fatica e con sudore. Inoltre, abbiamo anche quest’anno amplificato la nostra attività di promozione investendo pubblicità in Rai e, per il 2022, prevediamo attività di incoming con buyer e giornalisti internazionali. Non dovrebbero spiccare le pale eoliche ma le nostre aziende situate nel nostro bellissimo territorio fatto di alberelli, distese di vigneti e mare cristallino”.

Contrari anche i due sindaci. “Abbiamo un vino – ha affermato Pecoraro – che deve essere tutelato e anche il suo territorio. Come Comune già in passato abbiamo espresso la nostra contrarietà all’invasione di pale eoliche”.

“Il Comune di Sava – ha aggiunto Iaia – esprime profonda contrarietà alla possibilità che il territorio possa essere oggetto di un intervento, se pur di energia alternativa, così impattante”.

 

Foto in alto: un momento del tavolo tecnico

 

Vigneti di Primitivo