“La Polizia provinciale, nell’ambito delle attività di controllo e tutela ambientale svolte in attuazione del Protocollo d’intesa per il potenziamento dei servizi di contrasto dell’abbandono di rifiuti nel territorio della provincia di Lecce (sottoscritto in Prefettura nel gennaio 2025), gli agenti, alla guida del comandante Alessandro Guerrieri, hanno accertato nei mesi di dicembre 2025 e gennaio 2026 una pluralità di condotte illecite nella gestione dei rifiuti”. È quanto viene comunicato con una nota diffusa oggi, mercoledì 21 gennaio 2026, da Palazzo dei Celestini.
“Si tratta – viene spiegato – di condotte illecite particolarmente gravi, che generano anche allarme sociale derivante dalle emissioni maleodoranti prodotte dalla combustione dei rifiuti, che spesso raggiungono le aree abitate nelle ore serali e notturne. L’attività di controllo, che ha riguardato varie zone del territorio provinciale ed è scaturita da segnalazioni inviate dai cittadini, ha consentito di individuare, grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici (apparecchiature elettroniche di videosorveglianza e droni in dotazione al comando), i soggetti responsabili di attività di raccolta, trasporto, deposito ed incenerimento di rifiuti, svolte in assenza delle necessarie autorizzazioni”.
“Nel primo caso – si legge nella nota – è stato possibile accertare che in una cava in agro del Comune di Nardò, confinante con le zone agricole dei Comuni di Porto Cesareo e Leverano, venivano stoccati illegalmente ingenti quantità di rifiuti ferrosi, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), materiale di risulta proveniente dal settore edile, nonché scarti di potatura e rifiuti legnosi; questi ultimi, una volta accumulati, venivano inceneriti. L’area della cava è stata monitorata per diverse settimane con sistemi video installati ad hoc dalla Polizia Giudiziaria, avvalendosi anche del drone in dotazione al Corpo e con ripetuti appostamenti. L’attività di indagine espletata ha consentito di documentare tutte le varie fasi della gestione illecita dei rifiuti. In particolare, le rilevazioni video, effettuate ininterrottamente per circa 1.000 ore, hanno permesso al personale della Polizia Provinciale di comprovare l’uso improprio della cava utilizzata per lo stoccaggio e il successivo smaltimento illecito di rifiuti. L’incenerimento avveniva spesso durante le ore notturne ed è stato possibile appurare che tra i rifiuti combusti vi erano anche carcasse di animali di piccola taglia, presumibilmente ovini morti. Tutta l’area di cava, di circa 6.000 metri quadri, con i rifiuti rinvenuti, nonché i mezzi utilizzati per il trasporto, è stata sottoposta a sequestro preventivo, al fine di impedire il protrarsi dell’illecito e tutelare l’ambiente circostante”.
“La seconda attività è stata espletata nell’hinterland di Lecce, a seguito di esposto di molteplici cittadini esasperati dagli odori nauseabondi di rifiuti bruciati percepiti nelle ore serali. All’esito di attività di indagine è stata accertata, su area agricola avente un’estensione di oltre 3.000 mq, un’attività costante e ripetuta di combustione di ingenti quantità di rifiuti pericolosi e non di varia natura del tipo Raee, vetro, plastica, metallo ed anche in questo caso carcasse di animali. L’area utilizzata per lo smaltimento illecito e l’autocarro utilizzato per il trasporto dei rifiuti, sono stati sottoposti a sequestro, contestando la gestione illecita di rifiuti al proprietario del lotto e dell’autocarro, procedendo anche al ritiro della patente di guida come previsto dalla normativa attualmente vigente”.
“Ulteriore attività, effettuata in stretta sinergia con la Polizia locale di Casarano, ha portato all’individuazione di diversi soggetti dediti all’abbandono illecito di rifiuti di varia natura, sia domestici che speciali, in un’area agricola periferica dell’abitato di Casarano, particolarmente degradata ed interessata anche da attività di incenerimento degli stessi rifiuti abbandonati”.
“Tutti i soggetti individuati come autori delle suddette condotte illecite – conclude la nota – sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria competente e sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità aggiuntive e per ricostruire l’intera filiera di gestione dei rifiuti, illecitamente smaltiti. Parallelamente, vengono interessate le Amministrazioni comunali competenti ad adottare l’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. La Polizia provinciale prosegue così, con l’apporto quotidiano di tutti gli operatori ed in collaborazione con le Polizie locali dei Comuni della provincia, l’attività di vigilanza ambientale e di contrasto di reati in materia di rifiuti, confermando il proprio impegno nella tutela del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini”.
