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Lotta ai tumori - 08 Ago 2021

Prevenzione, il professore Schittulli: “Non c’è solo la pandemia da Covid, esiste anche quella più grave da Cancro”

Ogni giorno si diagnosticano più di mille casi. “La prevenzione è l’unica vera arma che abbiamo a disposizione per contenere i tumori che affliggono l’umanità”


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Non c’è solo la pandemia da Covid ma anche e molto più grave, soprattutto in termini di decessi, la pandemia da Cancro. Lo afferma e sostiene con forza, il professore Francesco Schittulli, chirurgo oncologo senologo di caratura internazionale, in occasione di un saluto alla numerosa platea del balletto di danza contemporanea “Co.Exist-On/Off”, tenutosi nei giorni scorsi a Lecce nel chiostro dei Teatini.

LA PREVENZIONE

Da Bari dove attualmente opera nel Mater Day Hospital, Schittulli non è venuto per assistere allo spettacolo, ma per cogliere l’ennesima occasione per parlare di “prevenzione”. Invitato dall’International show pubblicity Gianfranco Delle Rose, al balletto avrebbe pure assistito, ma impegni di lavoro improrogabili, già programmati per le prime ore del mattino successivo, glielo hanno impedito.

“La prevenzione è l’unica vera arma che abbiamo a disposizione per contenere i tumori che affliggono l’umanità”, ha sottolineato, ed a considerare i dati che ha fornito, non si può che dargli ragione.

GLI ALLARMANTI DATI

Ogni giorno si diagnosticano più di mille casi; nell’arco di tempo compreso fra i 27 ed i 208 giorni, una massa tumorale di un centimetro raddoppia, e lo stesso avviene quando da due centimetri passa a quattro; se nell’anno e mezzo di Covid nel nostro Paese si sono contati circa 120mila morti “anche per Covid”, puntualizza, nello stesso periodo di tempo, il cancro ha ucciso 183.200 cittadini, e considerando l’attuale ritmo di quasi 500 decessi quotidiani, la previsione per tutto il 2021, è di oltre 180mila.

E allora, davvero la pandemia da Cancro, se non proprio sconfitta, può essere contenuta dalla prevenzione? “Non ci sono dubbi – aggiunge il professore Schittulli, pugliese di Gravina di Puglia. – Grazie anche agli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, oggi dai tumori si guarisce al 65 per cento. E nel caso del tumore al seno, la percentuale sale addirittura all’85”.

“A tale risultato – continua – siamo giunti proprio grazie alla prevenzione, che oltre a salvare vite umane, ci consente di evitare gli interventi demolitivi che tanto incidono sullo stato psicologico delle donne e sul loro modo di approcciarsi agli altri”.

“Non è più tempo di rimandare a dopo il Covid, a dopo le feste di Natale oppure al dopo vacanze. Le donne, notoriamente più sensibili di noi uomini, devono pensare a loro stesse e non soltanto, come usano fare, a figli e mariti. A prescindere dall’autopalpazione, per non darla vinta al tumore, devono sottoporsi alle visite preventive”.

In tema di quantità, con una media di 55mila casi all’anno, il tumore al seno è al primo posto assoluto. Ma come s’è detto, se scoperto in tempo, consente l’85 per cento di guarigioni.

“Abbiamo a disposizione apparecchiature che ci consentono di sezionare il corpo umano come si fa con le più sottili fette di prosciutto. Strumenti in grado di individuare il tumore anche quando è grande solo un millimetro”, continua il senologo, che oltre a ricoprire il ruolo di presidente nazionale della Lega contro tutti i tumori (Lilt), di recente, su segnalazione del sottosegretario Andrea Costa, è stato nominato consulente del Ministero della Salute. “A titolo gratuito – tiene a ricordare, – anche quando mi reco a Roma per le riunioni”.

LE LISTE DI ATTESA

In occasione del saluto agli spettatori del balletto, il professore Schittulli ha accennato pure alle famigerate “liste di attesa” per gli esami diagnostici. Il poco tempo a disposizione gli ha impedito di esporre la sua soluzione al problema, che in altra sede ha comunque chiarito.

“Intanto, il costo della prestazione deve essere lo stesso in tutti e tre gli ambiti sanitari: pubblico, privato e convenzionato. La Regione deve inoltre controllare la qualità delle prestazioni medesime, ed obbligare i laboratori medici all’uso delle apparecchiature di ultima generazione. Infine, così come al cittadino deve essere lasciata la libertà di scegliere la struttura di fiducia, allo stesso tempo, e fatti salvi i diritti dei lavoratori, a pubblico, privato e convenzionato, deve essere data la possibilità di effettuare le prestazioni nell’arco di tempo ritenuto più idoneo e funzionale alle rispettive organizzazioni del lavoro. In altre parole, se si vuole lavorare anche di sabato e domenica, chi vorrà dovrà essere messo nelle condizioni di poterlo fare, evidentemente senza porre limiti al numero di prestazioni da fornire”.

CANCRO DA MONITORARE

Per tornare a quella che definisce la pandemia da Cancro, così come avviene per i dati sul Covid ai quali ogni giorno i Media dedicano ampio risalto ”anche quando il numero dei decessi è di 12, 20 o 30”, il professore Schittulli auspica un bollettino quotidiano autonomo. Per conoscere il numero delle nuove diagnosi, il numero degli esami diagnostici eseguiti, i tempi di attesa ed i relativi trattamenti, nonché i numeri di decessi, dimessi e guariti.

Toti Bellone
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Foto in alto: il professore Francesco Schittulli

 

Il Mater Day Hospital di Bari