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Attualità - 07 Mar 2025

Salario minimo negli appalti di Salice Salentino, il plauso della Cgil Lecce al Consiglio comunale

Dopo l’approvazione all’unanimità della mozione presentata dal movimento “Salice 2030”, intervengono Moscara e Moscaggiuri: “Si faccia attenzione alla corretta applicazione del contratto collettivo. Le altre Amministrazioni seguano l’esempio”


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La Cgil Lecce accoglie positivamente la decisione del Consiglio comunale di Salice Salentino che, nei giorni scorsi, ha approvato all’unanimità la mozione sul salario minimo negli appalti del Comune, presentata dal movimento “Salice 2030”. Sull’argomento intervengono Tommaso Moscara, segretario generale, e Mirko Moscaggiuri, segretario confederale della Cgil Lecce con delega agli Appalti.

Le stazioni appaltanti, secondo la Cgil, dovrebbero seguire l’esempio del Comune del Nord Salento. “Ma – sottolinea Mirko Moscaggiuri – con due precauzioni. Innanzitutto in fase di programmazione pluriennale della spesa pubblica, bisogna fare attenzione all’equilibrio tra il valore degli importi totali messi a gara, in rapporto al costo della manodopera, quindi al numero di occupati ed alla quantità di ore lavorate, lavori e servizi erogati. E poi occorre tener conto del giusto contratto collettivo da applicare, a seconda del lavoro o servizio messo a gara”.

“È la qualità delle prestazioni richieste – dice Moscaggiuri – che deve determinare l’inquadramento giusto in base ai livelli richiesti dalla stazione appaltante. Se i bandi già prevedono un inquadramento pari o superiore ai 9 euro di paga base oraria, in base ai profili professionali richiesti da progetti e appalti, allora bisogna procedere normalmente, applicando i contratti collettivi di lavoro coerenti con l’attività prevalente prevista dall’appalto. Laddove invece i profili professionali applicati dalle aziende determinino inquadramenti inferiori, allora occorre prevedere un criterio premiante ai partecipanti alle gare che si impegnino a riconoscere un minimo di 9 euro l’ora come paga base, esclusi i trattamenti aggiuntivi”.

Per Moscara, l’introduzione del salario minimo legale nelle procedure di gare d’appalto è “una norma di buon senso che rimette al centro della società il lavoro; un lavoro che restituisce dignità a lavoratrici e lavoratori, che contribuisce a creare una società più giusta ed inclusiva, che riduce le disuguaglianze, proprio come previsto dalla Costituzione”.

“Per questo motivo – spiega Moscara – invitiamo e sollecitiamo altri Comuni della provincia di Lecce a seguire l’esempio costruttivo e lodevole del Consiglio comunale di Salice Salentino”. Per il segretario generale della Cgil Lecce, sindacato impegnato nella campagna referendaria per migliorare la legislazione sul lavoro per renderlo più sicuro e dignitoso, “la mozione aiuterà a scongiurare l’applicazione, all’interno delle gare di appalto, dei contratti nazionali peggiorativi, le cui tutele salariali e normative non garantiscono una vita dignitosa a lavoratori e lavoratrici”.

 

In foto: Mirko Moscaggiuri e Tommaso Moscara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da comunicato