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Vino - 15 Apr 2021

“Squinzano”, una Doc salentina da riscoprire


Spazio Aperto Salento

Continua il nostro viaggio tra le doc salentine e, dal sud-ovest della provincia di Lecce, dove abbiamo incontrato e “salutato” la “Matino”, prima doc leccese, torniamo nella parte settentrionale del territorio provinciale, fermandoci nel nord-est, nel territorio dell’ultimo comune della provincia, a confine con i primi comuni della limitrofa provincia brindisina.

Siamo a Squinzano, centro della provincia di Lecce a cui è stato riconosciuto il titolo di Città con Dpr del 19 gennaio 1999 e la cui omonima Doc è stata istituita con Decreto del Presidente della Repubblica del 6 luglio 1976.

Dopo pochi mesi dal riconoscimento della più blasonata “Salice Salentino”, nasce dunque la “Squinzano Doc” il cui disciplinare prevede, come per la maggior parte dei vini salentini, una base ampelografica costituita prevalentemente da Negroamaro.

Il disciplinare originale prevedeva la produzione dello “Squinzano”, solo nelle versioni “rosso” e “rosato”, prevedendo l’impiego di Negroamaro per almeno il 70%, Malvasia nera di Lecce, Malvasia nera di Brindisi e Sangiovese per il restante 30% ma, per le sole uve di Sangiovese la componente massima prevista era del 15%; tutte le uve dovevano intendersi presenti nei vigneti di produzione.

Nel corso degli anni, per esigenze di mercato e per favorire la valorizzazione delle diverse colture viticole, l’aggiornamento al disciplinare di produzione ha previsto che la Squinzano Doc fosse arricchita dalle versioni Spumante rosato, aggiungendo anche il “Negroamaro” rosso (anche Riserva) e Negroamaro rosato (anche Spumante), il Susumaniello (vitigno autoctono salentino a bacca nera riscoperto e tutelato negli ultimi anni), il “Bianco”, lo “Chardonnay”, la “Malvasia bianca”, il “Sauvignon” ed il “Fiano” (tutti anche in versione Spumante).

Il territorio comunale è posto sul prolungamento della Serra di Sant’Elia: formazione collinare alle porte di Squinzano ma territorialmente appartenente al Comune di Trepuzzi; l’estensione comunale è di circa 29 km2 e si estende oggi, fino a Casalabate[1] (comprendendone una parte), sulla costa adriatica della penisola salentina, sulla quale si allarga per circa 3 km., fino a Lendinuso, al confine con la provincia di Brindisi. Una curiosa particolarità è che parte del Comune di Squinzano comprende “Settedolori”: un’enclave nel territorio di Torchiarolo, ovvero un’isola interclusa, di fatto, nel comune brindisino.

La zona in cui è possibile produrre “Squinzano Doc” è rigorosamente individuata, come per tutte le Doc, nel disciplinare di produzione e comprende l’intero territorio dei Comuni di Squinzano e Novoli (nella provincia di Lecce), San Pietro Vernotico e Torchiarolo e parte del comune di Cellino San Marco (nel brindisino) e porzioni territoriali dei Comuni di Campi Salentina, Trepuzzi, Surbo e Lecce.

La pedologia del territorio manifesta terreni spesso profondi e argilloso-calcarei, ricchi di sostanze organiche e poveri di carbonato di calcio; l’orografia del territorio e l’esposizione prevalente soleggiata dei vigneti, determinano un ambiente ventilato e luminoso e, quindi, particolarmente favorevole all’allevamento con successo della viticoltura.

Le forme di allevamento dei vitigni in questa zona, come nella maggior parte del Salento, sono caratterizzate dagli alberelli e dalla “spalliera” (con sistemi di potatura a “guyot” o a “cordone speronato”) che rappresenta ormai l’80% circa delle forme di coltivazione, perché più agevole e meno dispendiosa in termini economici e di manodopera, consentendo un’agevole meccanizzazione nella coltura della vite.

La tutela e la valorizzazione dei vini “Squinzano DOC” è garantita dal Consorzio per la Tutela dei vini Doc “Brindisi” e Doc “Squinzano”, nato nel 2007, facente capo alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Brindisi.

Mimmo Arnesano

© Riproduzione riservata

 

[1] Con Legge Regionale 20 novembre 2011, n. 30, sono stati modificati i confini delle circoscrizioni territoriali dei Comuni di Lecce, Squinzano e Trepuzzi, con cui è avvenuta la cessione della marina leccese di Casalabate ai Comuni di Squinzano e Trepuzzi.