• mercoledì , 19 Agosto 2026

Salento/Leverano - 13 Ago 2026

“Vecchia Torre”, vendemmia 2026: qualità buona e uve sane

Intervista a Ennio Cagnazzo, enologo e direttore tecnico della Cantina cooperativa di Leverano


Spazio Aperto Salento

Qualità buona, uva sana e possibile calo produttivo per Primitivo e Negroamaro. Queste, al momento, sembrano le maggiori peculiarità della vendemmia 2026, appena iniziata nell’area di competenza della Cantina cooperativa “Vecchia Torre” di Leverano. Tendenze che, stando a dati parziali finora disponibili, potrebbero interessare pressoché tutta la provincia di Lecce dove, per quanto riguarda la quantità, non si registrerebbe l’aumento produttivo segnalato in questi giorni in altre aree della Puglia.

Sulla nuova annata si sofferma Ennio Cagnazzo, enologo e direttore tecnico della “Vecchia Torre”, importante realtà vinicola salentina con 1.200 soci, oltre 1.200 ettari vitati, 110mila quintali di uva lavorate mediamente ogni stagione per circa 80mila ettolitri di vino Dop e Igp, oltre 3milioni di bottiglie prodotte ogni anno (delle quali il 65% destinate ai mercati esteri). A Cagnazzo abbiamo rivolto alcune domande.

Quando è iniziata la raccolta delle uve?

Abbiamo iniziato la nostra vendemmia lo scorso 6 agosto, con le uve precoci Chardonnay base spumante, per poi passare al Moscato bianco e allo Chardonnay per vini fermi. Successivamente passeremo al taglio delle uve Vermentino e Primitivo. Agli inizi di settembre, infine, sarà la volta del Negroamaro.

La vendemmia 2026 è in anticipo?

A differenza del Nord Italia che evidenzia un anticipo, da noi l’avvio della vendemmia è avvenuto nello stesso periodo del 2025. L’anno scorso, infatti, iniziammo l’8 agosto, quest’anno il 6 agosto. Mentre il Nord ha avuto giornate calde già durante la fase vegetativa, nello stesso periodo noi abbiamo avuto diversi giorni di pioggia, esattamente verso la fine di marzo, prima del germogliamento. Questo ha determinato, inizialmente, un ritardo della nostra annata, poi recuperato.

Quanto stanno incidendo le ondate di caldo dell’ultimo periodo?

Il caldo chiaramente ha un po’ bloccato la maturazione perché la fotosintesi è condizionata dalle alte temperature. Il prodotto viene salvaguardato dove c’è una vegetazione che lo copre bene; ma se i vigneti sono stati interessati da consistenti sfogliature o cimature, gli effetti possono essere nefasti. La parete vegetativa, in sostanza, aiuta a proteggere la produzione. Da noi la maggior parte dei viticoltori ricorre all’irrigazione di soccorso, tuttavia, dove non si irriga, la siccità si fa sentire. Nel Salento non piove da un po’, anche se a macchia di leopardo ci sono stati temporali nel Sud della provincia di Lecce.     

Come si presenta la qualità dell’uva?

Dal punto di vista sanitario l’uva è ottima, ma bisogna fare gli scongiuri, perché fino a quando non avremo tutto il prodotto in cantina, è meglio non sbilanciarsi. Al momento, però, la qualità sembra essere medio-alta.

Nelle prossime settimane quali fattori potrebbero incidere sulla qualità?

Temporali, qualche grandinata, ma anche piogge in prossimità della raccolta possono creare problemi.

Cosa si prevede per quanto riguarda la quantità e il prezzo delle uve?

Sulle uve precoci stiamo riscontrando un leggero aumento rispetto allo scorso anno, quando registrammo notevoli danni a causa delle gelate tardive. Per le altre varietà, invece, prevediamo una riduzione del raccolto di almeno il 15%, in particolare per Primitivo e Negroamaro. Quest’ultima diminuzione di produzione potrebbe interessare tutto il Salento (ma nell’alta Puglia la previsione della produzione sembra sia abbondante). Per quanto riguarda il prezzo delle uve, attualmente appare inferiore rispetto alla passata stagione.

Nelle cantine salentine c’è giacenza?

Si registra un 10-15% in più in Cantina rispetto all’anno scorso. Che non è pesante, ma se la giacenza fosse di meno sarebbe meglio.

In sintesi, dunque, quali sono le aspettative della stagione 2026 e quali le eventuali criticità?

Ennio Cagnazzo

Le aspettative dell’annata sono generalmente buone, ma la preoccupazione è sul mercato perché la situazione geopolitica, le restrizioni sull’uso dell’alcol (per quanto riguarda la guida di veicoli) e il consumo che è in calo, ci danno qualche preoccupazione. A questo si aggiunge la decisione inopportuna della Regione Puglia che, proprio in questi giorni, ha distribuito 1200 ettari di diritti di reimpianto. Ciò è assurdo perché, per risollevare il mercato, da una parte si parla di riduzione delle rese per ettaro (e va bene), dall’altra parte però (mentre si chiede pure d’incentivare l’estirpazione o la distillazione di crisi), si vanno ad impiantare nella regione ulteriori 1200 ettari. Per quanto mi riguarda, in considerazione del particolare momento di difficoltà del settore, ritengo “fuori da ogni logica” la Determinazione 155/2026 che autorizza nuovi impianti viticoli in Puglia. A questo punto, se si dovesse continuare ad intervenire in malo modo, il rischio è che aziende (come la nostra) in una situazione economica solida, vengano trascinate in ambiti di preoccupante criticità.

Rosario Faggiano
© Riproduzione riservata

 

Un vigneto di Leverano