Archeologia - 22 Lug 2026

Torre Guaceto, la necropoli dell’Età del Bronzo continua a raccontare la storia più antica del Salento


Spazio Aperto Salento

Le ricerche archeologiche in corso nella Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto stanno restituendo risultati di straordinario rilievo scientifico, contribuendo ad ampliare le conoscenze sulle comunità che popolarono il territorio brindisino tra il XIV e l’XI secolo a.C.

Il progetto, diretto dal professor Teodoro Scarano, professore associato di Preistoria e Protostoria presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, è condotto in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e rappresenta uno dei più importanti programmi di ricerca dedicati alla protostoria dell’Italia meridionale.

Le campagne di scavo hanno portato alla luce una vasta necropoli a cremazione che, per estensione e stato di conservazione, costituisce una delle più significative testimonianze dell’Età del Bronzo nel Mezzogiorno. Se le prime pubblicazioni scientifiche documentavano quattro sepolture, le indagini hanno conosciuto un costante sviluppo e, durante la nostra visita al cantiere, è stato lo stesso professor Scarano ad annunciare che «proprio in questi giorni abbiamo raggiunto la tomba numero 140», un dato che conferma la straordinaria estensione del sepolcreto.

I reperti rinvenuti raccontano una società complessa e culturalmente evoluta. Le tombe hanno restituito urne cinerarie contenenti i resti combusti dei defunti, vasi e corredi funerari in ceramica, oltre a raffinati manufatti in bronzo, tra cui fibule, armille e spilloni impreziositi da perle d’ambra, testimonianze dell’elevata abilità artigianale e degli intensi rapporti culturali e commerciali che queste comunità intrattenevano con altre popolazioni del Mediterraneo.

Accanto alle attività di scavo vengono condotte indagini antropologiche, archeobotaniche, archeometriche, chimiche e radiometriche che consentono di ricostruire non solo la cronologia del sito, ma anche i rituali funerari, l’ambiente, le tecnologie e gli aspetti sociali delle popolazioni che vissero in quest’area oltre tremila anni fa.

Un ruolo fondamentale è svolto anche dal Laboratorio di Archeologia di Serranova, struttura dedicata alla conservazione, allo studio, alla catalogazione e alla valorizzazione dei materiali provenienti dagli scavi sistematici della Riserva di Torre Guaceto. Il laboratorio rappresenta un centro di eccellenza per la ricerca e consente di approfondire costantemente le conoscenze sul patrimonio archeologico del territorio.

Secondo il professor Scarano, «Torre Guaceto è oggi uno dei siti più importanti della protostoria italiana» e «le ricerche in corso stanno offrendo nuovi elementi per comprendere la diffusione del rito della cremazione, l’organizzazione sociale delle comunità dell’Età del Bronzo e il ruolo che il territorio brindisino rivestiva nei rapporti tra le popolazioni dell’Adriatico e del Mediterraneo».

Ogni nuova scoperta amplia il quadro delle conoscenze sulle origini del Salento e conferma come il patrimonio archeologico di Torre Guaceto rappresenti una risorsa di valore internazionale, destinata a offrire ancora importanti contributi alla ricerca scientifica.

Giovanni Vonghia
© Riproduzione riservata