Dieci anni di ricerca, valorizzazione e riscoperta della memoria cittadina. Il Museo Ebraico di Lecce ha celebrato nella mattinata di ieri, giovedì 14 maggio 2026, il decimo anniversario dalla nascita con una conferenza pubblica nella sede di via Umberto I, tracciando un bilancio delle attività svolte dal 2016 a oggi e annunciando i prossimi appuntamenti istituzionali e culturali che accompagneranno l’importante traguardo.
Al centro dell’incontro, il percorso che in un decennio ha trasformato un luogo rimasto per anni nascosto e inutilizzato in uno spazio culturale riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Il Museo sorge infatti nel cuore dell’antica Giudecca medievale di Lecce, nell’area individuata come sede dell’antica sinagoga, restituita alla città grazie a studi storici, approfondimenti archeologici e lavori di recupero.
“Un progetto – ha detto Michelangelo Mazzotta, cofondatore insieme a Francesco De Giorgi – nato dalla volontà di riportare alla luce una storia dimenticata e di restituire alla comunità un patrimonio identitario di grande valore. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno delle istituzioni che, sin dall’inizio, hanno accompagnato la crescita del museo”.
Questi i numeri del Museo Ebraico di Lecce: 180.000 visitatori accolti in dieci anni, oltre 200 eventi culturali organizzati, più di 50 scuole ospitate ogni anno, oltre 50 artisti coinvolti tra mostre e residenze creative, più di 50 professionisti impiegati nelle diverse attività e una rete sempre più ampia di collaborazioni nazionali e internazionali. Nel corso della conferenza, Fabrizio Ghio, archeologo e componente del comitato scientifico, ha ricordato le numerose iniziative realizzate in questi dieci anni.
Direttore del Museo Ebraico di Lecce e docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Fabrizio Lelli ha sottolineato la capacità dell’istituzione di attraversare momenti complessi “come il periodo della pandemia, trasformando le difficoltà in opportunità attraverso attività culturali a distanza. L’obiettivo – ha spiegato – resta quello di ampliare l’offerta culturale e attrarre visitatori interessati a conoscere il Salento anche attraverso la sua storia multiculturale, promuovendo valori di integrazione, dialogo e conoscenza”.
Sono intervenuti, fra gli altri, Fabio Tarantino, presidente della Provincia di Lecce, Giancarlo Capoccia, assessore al Turismo del Comune di Lecce, Andrea Guido, assessore alle Politiche sociali, e Lara Cataldo, presidente della Commissione comunale “Pari Opportunità”. Tra le notizie più significative emerse durante la mattinata, l’annuncio del conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Lecce a Claudio Fano, che sarà consegnata il prossimo 21 maggio, alle ore 16, nel corso del Consiglio comunale. Fano, testimone diretto delle leggi razziali e sopravvissuto alla deportazione del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943, è da anni vicino al Museo Ebraico di Lecce, dove ha partecipato a numerosi incontri con gli studenti in occasione della Giornata della Memoria e ha donato importanti oggetti oggi custoditi nel percorso museale.
Le celebrazioni per il decennale proseguiranno il 24 maggio, quando il Museo Ebraico sarà protagonista di “Cortili Aperti” con un workshop di lavorazione della pietra leccese, alle 11; visite guidate, dalle 17; degustazione di vini Kasher e musica dal vivo, alle 18.
Da comunicato