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Cultura - 23 Set 2026

Nardò, una nuova pubblicazione dedicata alla Chiesa dei Santi Medici

È il settimo numero della collana dedicata al patrimonio ecclesiastico neretino. Bove: “Conoscere un bene culturale per imparare a custodirlo e a trasmetterne il valore”


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Pubblicato in questi giorni “La Madonna del Ponte e la chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Nardò”, nuovo opuscolo dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione di uno dei luoghi di culto più significativi della città.

“Il volumetto – viene spiegato in una nota del Comune di Nardò – accompagna il lettore alla scoperta della storia della Madonna del Ponte, antica denominazione dell’attuale chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ripercorrendone le origini tardo/medievali, le trasformazioni tra Cinquecento e Seicento, la progressiva affermazione del culto dei Santi Medici e le vicende che hanno condotto all’assetto odierno. Particolare attenzione è riservata agli aspetti architettonici e artistici, dalla straordinaria cupola del presbiterio agli altari in pietra leccese, dagli affreschi più antichi alle opere legate alla devozione contemporanea. La pubblicazione è realizzata e finanziata dal Comune e costituisce il settimo numero della collana editoriale Nardò. Segni di fede, promossa per iniziativa della consigliera delegata ai rapporti con gli Enti ecclesiastici Daniela Bove. I testi sono di Marcello Gaballo, i rilievi architettonici di Fabrizio Suppressa, le fotografie di Lino Rosponi, con riprese aeree di Stefano Santoro. Il progetto grafico e l’impaginazione sono di Santino Specchia, la stampa è di Arti Grafiche. La pubblicazione è stata realizzata anche grazie alla collaborazione dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Nardò-Gallipoli, che ha autorizzato la riproduzione del materiale fotografico e documentario, e di don Giuseppe Pica, attuale rettore della chiesa, promotore dell’iniziativa. La pubblicazione, pronta in occasione della festa dei SS. Medici, è disponibile in chiesa”.

“Questa chiesa – spiega Daniela Bove – occupa un posto di particolare rilievo nella storia di Nardò. È un edificio che racconta secoli di storia, di arte e di partecipazione della comunità e mantiene ancora oggi tutto il suo fascino. Riteniamo che conoscere un bene culturale significa imparare a custodirlo e a contribuire a trasmetterne il valore e l’importanza alle generazioni future. Lo spirito di questo lavoro e di tutta la collana è proprio questo, cioè quella di un progetto editoriale che intende rendere il nostro patrimonio ecclesiastico più conosciuto, accessibile e condiviso”.