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Veglie - 08 Set 2026

Un incontro dedicato a “La Pautina”, romanzo d’esordio di Daniela Patera

L’opera sarà presentata mercoledì 9 settembre 2026, alle ore 20, nel Chiostro dell’ex Convento francescano, a Veglie


Spazio Aperto Salento

“Un romanzo ispirato allo straordinario ritrovamento della tomba messapica rinvenuta a Veglie nel 1957”. Così viene presentato il libro “La Pautina” (Manni Editori, 2026, pp. 128) di Daniela Patera (in foto). L’opera sarà al centro di un incontro in programma mercoledì 9 settembre 2026, alle ore 20, nel Chiostro dell’ex Convento francescano, a Veglie.

Dopo i saluti istituzionali della sindaca Mariarosaria De Bartolomeo e l’introduzione dell’autrice, interverranno Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio-Museale di Lecce, Anna Lucia Tempesta, archeologa, Grazia Manni, della “Manni Editori”, Cosimo Durante, presidente del Gal “Terra d’Arneo”, e Valentino Tarsilla, presidente dell’Istituto di Cultura Salentina.

«Questa serata – sottolinea la sindaca De Bartolomeo – ci ricorda una cosa semplice e profonda: una comunità è anche la memoria di ciò che è stata. La storia non vive soltanto nei libri o nei reperti custoditi nei musei. Vive nei nostri luoghi, nelle persone che li hanno abitati, nelle domande che ancora oggi sappiamo porci. La Pautina ci offre l’opportunità di guardare Veglie con occhi nuovi e di riscoprire una parte della nostra identità. È emozionante pensare che una storia nata da una tomba ritrovata quasi settant’anni fa possa oggi tornare a vivere attraverso le pagine di un libro e incontrare una nuova generazione di lettori. È questo, in fondo, il senso più bello della cultura: permettere al passato di non diventare silenzio».

Daniela Patera, nata a Veglie nel 1963, si occupa per passione di storia del Salento. “La Pautina” è il suo romanzo d’esordio. Dal 2023 ricopre la carica di assessore del Comune di Veglie (deleghe: Pari Opportunità, Trasparenza e legalità, Programmazione Socio sanitaria e Igiene, Salute e benessere animale, Decoro ed Arredo urbano). (red.)

 

IL LIBRO

Nella terra antica della Messapia corre la storia d’amore tra Keleth, guerriero di Taras, e Aithra, giovane donna di Elos. Tra conflitti, perdite e scelte inesorabili, l’uomo va incontro al suo destino, lasciando alla compagna non solo il dolore dell’assenza ma anche una figlia, Thaleia, che le dona il senso più profondo dell’esistenza. Eppure è la semplicità a custodire la memoria più autentica; tra le mani di Aithra prende forma la pautina, un pane antico che attraversa il tempo come un filo invisibile che lega secoli di generazioni, raccontando un altro tipo di eredità: quella dell’equilibrio, della sostenibilità, della continuità e del rispetto della natura. Le tombe di Keleth e Thaleia raccontano il ciclo eterno del dare e del togliere, mentre quella di Aithra resta custode di ciò che è stato, dove la vita continua a germogliare tra le ombre della storia e dove, ancora, il profumo semplice della pautina racconta che vivere significa anche nutrire e ricordare.