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Lecce - 21 Giu 2021

Esposizioni e “monografie”, l’attività di Valerio Terragno dedicata agli artisti salentini


Spazio Aperto Salento

Esiste, nel Salento, una stagione pittorica ancora poco conosciuta, nonostante che una sua nutrita rappresentanza fatta di tele ed alcune sculture, sia a disposizione di tutti in una speciale sezione del Museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce.

È la stagione degli artisti nati fra l’Ottocento e la prima metà del Novecento, che fra gli altri nomi annovera: Vincenzo Ciardo (Gagliano del Capo, 1884-1970) e Stanislao Sidoti (Lecce, 1837-1922).

Ad essa e con l’obiettivo di studiarla e farla conoscere al grande pubblico, si dedica – fra gli altri pochi – un giovane leccese con laurea in Beni culturali, Valerio Terragno, cresciuto a contatto con la collezione privata del padre Giuseppe, noto avvocato. Da alcuni anni, è lui ad aver organizzato nel capoluogo numerose mostre nelle sale della Società operaia di mutuo soccorso (galleria Maccagnani), Fondazione Palmieri (chiesa sconsacrata di San Sebastiano) ed associazione Arca di Mario Passabì (via Giuseppe Palmieri).

Alla fine di maggio, l’ultima in ordine di tempo, è stata dedicata al pittore figurativo Amerigo Buscicchio (Lecce, 1921-2001), di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita. Ad essa, tra settembre ed ottobre prossimi, seguirà quella dedicata ad un altro salentino, Antonio Scupola (Taurisano, 1943), nel quale alcuni critici indicano l’erede artistico di Buscicchio.

Per fissare, nero su bianco e corredati da alcune foto delle tele più importanti, i tratti salienti dell’opera dei singoli pittori, Valerio Terragno accompagna le mostre con piccole monografie fatte stampare a proprie spese. Del 2016 è quella su Edoardo De Candia (Lecce, 1933-1992), di cui molti ricorderanno la prima, riuscitissima retrospettiva: “Amo, Odio, Oro”, a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva, nel 2017, nella suggestiva cornice della chiesa di San Francesco Della Scarpa.

L’anno successivo, ne sono apparsi altri nove dedicati a: Francesco De Matteis (Lecce 1852, Napoli 1917); Lino Paolo Suppressa (Lecce, 1915-2003); Nino Della Notte (Nardò, 1910-1979); Oronzo Castelluccio (Lecce, 1931-2007); Geremia Re (Leverano 1894, Lecce 1950), quest’ultimo noto a molti fra i frequentatori dell’ex cinema Ariston di via Trinchese a Lecce, sulla cui biglietteria campeggiava il pannello decorativo dal titolo: “La commedia della vita”; Vincenzo Valente (Specchia 1846, Napoli 1889); Virgilio Carotti (Osimo 1897, Firenze 1976, leccese di adozione);  Ezechiele Leandro (Lequile 1905, San Cesario 1981) ed Antonio Scupola.

Del 2018 sono invece: Carmine Zizzari (Soleto 1939); Giovanni Pinto (Lecce 1909-2002) e Giuseppe Rossi-Roiss (Lecce, 1861-1942). Giulio Pagliano (Gallipoli, 1882-1932); Gaetano Giorgino (Lecce, 1904-1977); Michele Palumbo (Calimera 1874, Lecce 1949) e Vincenzo Ciardo sono del 2019. E Stanislao Sidoti; Giuseppe Forcignanò (Gallipoli 1862, Parigi 1919) e Rita Franco (Gallipoli 1888, Napoli 1986) del 2020, mentre la serie del 2021, è stata per così dire inaugurata proprio da Amerigo Buscicchio.

Altri due volumetti, riguardano: “Evoluzione del paesaggio nella pittura degli artisti salentini tra Ottocento e Novecento” (2017) e “Il fascino dell’Oriente nella produzione degli artisti di Terra d’Otranto” (2018). Una nota a parte merita, infine, la monografia dedicata agli artisti Leonardo Quesi (napoletano) e Marianna Elmo (leccese), vissuti nel XVII secolo, noti per aver lavorato con la tecnica del “ricamo a fili incollati”. È da dire che Marianna Elmo era figlia del più famoso Serafino (Lecce, 1696-1777), le cui opere: “Madonna del Rosario” (con San Domenico e Santa Rosa), possono essere ammirate nella chiesa matrice di San Pietro in Lama ed un’altra: “Madonna col bambino”, nel Museo “Castromediano” di Lecce.

In questi giorni, al Museo storico (Must) di via Degli Ammirati a Lecce, della Elmo è in cartellone la mostra “Ricamata pittura” a cura di Giacomo Lanzilotta.

Toti Bellone
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In foto: il gallerista leccese Valerio Terragno