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Teatro - Musical - 28 Feb 2021

Compagnia della Piccola Luna, la storia (seconda parte)

Nuova puntata dedicata all’entusiasmante percorso artistico-musicale del gruppo salicese diretto dal docente e maestro Giancarlo Scardia 


Spazio Aperto Salento

La luna, la fata, la rosa…

 Ogni favola ha in sé messaggi che completano la storia, la vicenda. Sono elementi simbolici che, spesso, restano emblematici e fungono da collegamento con il filo conduttore della favola.

Così, in Pinocchio, l’elemento “magico” è la luna. L’astro-occhio che “riesce a vedere domani che tempo sarà” al punto da poter pensare “per sapere di noi domandiamolo a lei”. Lei compie il “miracolo” della vita nel burattino, lei infonde al burattino il sentimento dell’amore trasformandolo in un bambino vero, nel momento in cui la decisione “burattino per sempre o bambino per una vita” porta Pinocchio a chiederle “luna, non mi far decidere da solo…”.

La stessa luna, vicina a noi, che ha illuminato la nascita della nostra Compagnia, la luna che ha scritto il suo stesso nome sulla nostra Compagnia, legandoci a lei per sempre.

In Peter Pan, invece, l’elemento magico è la fata. Il volo. La fata qui è sinonimo di magia in quanto riesce, attraverso il volo, a vedere ciò che è il desiderio di ogni bambino. La fata che ogni notte entra nei sogni dei bambini tristi per allietarne i pensieri, perché, come sussurra al bimbo sperduto, “stanotte ti porteremo via” verso “qualcosa che non sai cos’è, ma sai che c’è”, verso l’Isola che non c’è, verso un gioco di luci, colori, musica. Così come appare il “nostro” Peter Pan allo spettatore: un gioco degli elementi della gioia. Una favola. E ogni favola… è un gioco.

La rosa. Nella storia de La bella e la Bestia, la rosa è la magia del tempo, il simbolo del destino che solo l’amore può mutare. “Prima che la rosa perda il suo ultimo petalo, la bestia dovrà amare qualcuno. E qualcuno dovrà amare la bestia. Ma chi mai potrà amare una bestia?”. Così, gli ultimi istanti di vita della rosa diventano gli ultimi istanti di vita della speranza di tornare umani, di tornare alla vita. E nel segno della rosa che muore si compie il “miracolo” della vita che torna. Grazie all’amore.

Peter Pan è stato il nostro secondo lavoro. Sull’onda del successo di Pinocchio la squadra si rimette al lavoro per la prima volta sotto forma di compagnia. Comincia il lavoro del gruppo scenografi guidato da Luigi Di Sanso e Claudio Epifani, progettisti e realizzatori delle strutture sceniche della compagnia, con la collaborazione degli altri genitori. Peter Pan va in scena per la prima volta il 30 giugno 2010 in piazza Fitto a Salice Salentino e ancora una volta è un grande successo.

Il grande cast artistico e tecnico di Peter Pan

Le canzoni di Edoardo Bennato, conosciute da tutti, vengono spesso cantate anche dal pubblico e questo rende lo spettacolo quanto mai vicino alla gente, al pubblico che ne diventa parte integrante. Realizzammo anche un Cd con le canzoni del musical e lo distribuimmo in omaggio nei vari spettacoli. E, così come è stato per Pinocchio, anche Peter Pan ha viaggiato e continua a viaggiare in lungo e in largo nei teatri e nei villaggi turistici, in estate

Il progetto “La bella e la bestia”, invece, si presentò fin da subito grande e maestoso. Le musiche a carattere lirico e gli abiti di scena sfarzosi ci mettevano di fronte a un obiettivo arduo e difficile da perseguire. Andammo a Roma, al teatro Brancaccio, ad assistere alla produzione Disney-Stage originale e questo servì a dare una idea ampia e globale della grande struttura dello show.

In quel periodo decidemmo anche di prendere una sede tutta nostra e di non chiedere ospitalità nei locali scolastici. Da allora siamo sempre stati indipendenti e autonomi in tutte le nostre attività.

La prima de “La bella e la bestia” andò in scena il 20 giugno 2011 e le previsioni di partecipazione del pubblico fecero subito pensare che piazza Fitto non avrebbe contenuto tutti. Con un palco di 14m per 12m lo spettacolo si svolse nell’ampia area mercatale e con i 1100 biglietti staccati è stata e resterà la nostra Prima con il maggior numero di spettatori.

Primato battuto in replica dallo stesso spettacolo il 26 agosto 2014, nella suggestiva cornice della Scalinata Vittoriana a Brindisi, con un afflusso di più di 2000 persone.

Ma proprio La bella e la bestia, lo spettacolo più ricco scenicamente, fu privato della sua spettacolarità nel corso di uno spettacolo esterno a Parabita. Ancora una volta, come già accaduto in Pinocchio, il vento impedì di sollevare e installare le strutture di scena e pur di non fermare lo show andammo avanti a palco nudo. Ma anche così non perse la sua magia.

… e altre magie!

 Le adesioni dei ragazzi al nostro progetto musical, dopo i successi della “trilogia delle fiabe” cominciavano ad essere troppe. Andare in scena con una cast di ben 32 ragazzi era di difficile gestione. Decidemmo così di creare un secondo cast, un gruppo di ragazzi nuovi che costituisse non una alternativa al primo ma una nuova realtà che a poco a poco avrebbe preso la sua strada.

Per tradizione anche il secondo gruppo andò in scena per la prima volta con Pinocchio (5 gennaio 2012, Centro Polifunzionale di Salice Salentino) ma subito dopo già si iniziò a lavorare a un musical tutto per loro. La scelta cadde su un testo che, così come nella trilogia, fosse una fiaba che contenesse anch’essa quell’elemento magico che cambia la vita, che realizza i sogni, che porta la felicità: la lampada!

Inizia così il viaggio verso Aladin. Un nuovo, grande cast, quindi, si mise al lavoro e il 3 luglio 2013, in piazza Fitto a Salice Salentino, andò in scena per la prima volta, coi ragazzi del primo cast ad aiutare i piccoli compagni nelle fasi di preparazione, il nuovo grande musical magico: Aladin! Fu un successo.

Una scena di Aladin

Da allora anche Aladin, col suo elemento magico, la lampada, ha viaggiato e ovunque sia arrivato è stato un successo. Ancora oggi Aladin va in scena ed è tutt’ora in reallestimento per la stagione estiva 2021, sempre che la situazione pandemica ci permetta di tornare in scena.

Dopo il successo di Aladin il secondo cast attraversò un periodo di profondo cambiamento. Molti ragazzi, per vari motivi, decisero di non continuare il cammino con la compagnia. In fondo, il successo, non ci ha mai permesso di riposare sugli allori ma è sempre stato motivo di reinvestimento delle nostre energie verso nuovi progetti. E il nuovo progetto col secondo cast era molto impegnativo per impianto scenico, per struttura dello spettacolo, per livello canoro, per coreografico e non tutti si sentivano in grado di riaffrontare tanto lavoro. Ma per uno che abbandonava ne arrivavano due. E così, dopo tutte le opportune fasi preliminari, si iniziò a lavorare su Alice nel Paese delle Meraviglie.

Cercare un solo elemento magico nella storia di Alice è estremamente complicato. Il coniglio, il bruco, il Cappellaio matto, la stessa Regina di cuori sono forti elementi costitutivi della magia che, nel caso di Alice, arriva al nonsense, sconfinando spesso in citazioni e riferimenti filosofici. Entrare in ognuno dei personaggi di Alice, pertanto, non era cosa facile. E non era facile a livello tecnico per i nostri scenografi riprodurre le varie ambientazioni che Alice incontra nel suo viaggio.

Si lavorò molto. E già le prove furono dure ma nello stesso tempo divertenti. I nuovi ragazzi mostrarono entusiasmo, voglia di fare, senso di appartenenza al gruppo che già da allora aveva le premesse perché fosse duraturo (a tutt’oggi molti di loro costituiscono il cast della Compagnia).

Dopo mesi e mesi di lavoro, Alice nel Paese delle Meraviglie andò in scena per la prima volta al Teatro dei Salesiani di Lecce, il 25 ottobre 2015 e anche stavolta fu un gran successo.

Alice incontra la Regina di cuori

Avevamo grandi progetti per Alice: poche settimane dopo il debutto eravamo in scena al palasport di Caserta con un pubblico di 800 persone e nel corso dell’inverno altri teatri avrebbero ospitato il nostro nuovo musical. Ma il sogno di Alice si fermò bruscamente quando, in seguito alla scissione del gruppo degli autori e alle mancate concessioni editoriali, il musical fu fermato e furono interrotte tutte le repliche fino a soluzione del contenzioso. E si sa, quando una storia si “macchia” di timbri e carte bollate non se ne esce più. E difatti a nulla sono serviti i vari tentativi di portare in viaggio anche Alice. Non ci siamo riusciti. E Alice si è fermata. Per sempre.

In conclusione, quindi, nella luna, nella fata, nella rosa, nella lampada e in tutti i respiri delle favole che abbiamo scelto di vivere, l’unica, vera magia è sempre l’amore. “…è soltanto AMORE- la parola giusta” (Pinocchio), “…guarda là questo amore che ci può far volare…” (Peter Pan), “…per l’eternità parte di te sarò, ti amerò…” (La bella e la bestia), “Volo, io volo sopra ad ogni perché, sopra al cielo, il cuore se dice sì non sbaglia mai” (Aladin), “quanto amore perso solo per capire che basta un solo istante per guardare la realtà senza averne più paura…” (Alice nel Paese delle Meraviglie).

E quando si fa proprio il messaggio della magia dell’amore non resta che trovare il mezzo più efficace per trasmetterlo agli altri. Noi abbiamo deciso di farlo in Musical. Sì, perché il musical per noi della Compagnia della Piccola Luna non è soltanto un mezzo di espressione artistica. È molto di più. È una privilegiata forma di comunicazione con gli altri. Con i ragazzi, primi fra tutti gli stessi componenti del gruppo che, con passione, con amore, si approcciano al lavoro pesante qual è l’allestimento di un musical in tutte le sue componenti tecniche, organizzative, artistiche. Con i bambini e i ragazzi che in ogni tappa del tour per le scuole hanno partecipato con entusiasmo, affetto, gioia…amore.

Il musical è comunicazione anche col mondo dei grandi. Nella Compagnia, infatti convivono e cooperano ragazzi, genitori, istituzioni, con armonia e reciproca fiducia, nel segno imprescindibile dell’amore.

Non possiamo che auspicare che la nostra favola continui nel tempo, che il tempo non affievolisca le nostre energie, i nostri entusiasmi ma, al contrario, faccia crescere la voglia di sempre nuove esperienze, di sempre nuove magie. Quelle magie che iniziarono sotto la luna quella sera nostro “battesimo” in quel 12 giugno del 2009; la luna che diede le ali di fata alla nostra passione, la passione che aiutò la rosa a diventare vita, che fu vento tale da far volare un tappeto magico, che aiutò un bruco a diventar farfalla.

L’amore stesso è magia. E noi ne siamo fieri custodi.

Giancarlo Scardia

© Riproduzione riservata

Foto in alto:  Una scena de “La bella e la bestia”


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