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Regione - 27 Apr 2021

Residenze universitarie: la Puglia punta ad aumentare i posti alloggio

L’assessore regionale Sebastiano Leo soddisfatto del progetto Puglia Regione Universitaria: “Un percorso straordinario mai realizzato prima che fa dialogare per la prima volta città, territori e università


Spazio Aperto Salento

“Puglia Regione Universitaria”: si apre una nuova fase operativa del progetto messo in campo dall’Assessorato regionale al Diritto allo Studio e Università guidato da Sebastiano Leo, con la fattiva partecipazione di città, territori e Università. L’obiettivo è quello di conseguire, attraverso il dialogo fra le Istituzioni coinvolte, risultati innovativi anche in tema di residenzialità studentesca.

Nelle scorse settimane la Regione Puglia, in vista della pubblicazione (in autunno) del V Bando della Legge 338/2000 riguardante il finanziamento di interventi sulle residenze universitarie, ha promosso una serie di incontri con i rappresentanti delle Università, dei Comuni e delle Province al fine di individuare immobili idonei. Al termine di questi incontri la Regione ha chiesto agli stessi di formalizzare le proprie proposte e disponibilità.

L’Università del Salento ha proposto la rivisitazione di Palazzo Parlangeli, edificio degli anni settanta. Il Comune di Lecce la ripresa dei lavori presso l’Istituto Garibaldi ubicato nel centro storico, nei pressi delle Officine Cantelmo, e del nuovo parcheggio comunale “edificio Ex Enel”, che partirà a breve. La provincia di Lecce ha dato la disponibilità dell’intera ex Caserma Cimarrusti ubicata sempre nel centro storico, a due passi dal Duomo, e del suolo alle spalle dell’attuale casa dello studente “E. De Giorgi” finalizzato ad un ripensamento dell’intera area esistente, mettendo a sistema una casa dello studente più grande, con servizio mensa, impianti sportivi e spazi culturali, lavorando in sinergia con le attigue Manifatture Knoss.

L’assessore Sebastiano Leo, rispetto alle attività legate a “Puglia Regione Universitaria”, finalizzate a garantire un pieno diritto di cittadinanza a chi sceglie di studiare negli Atenei pugliesi, commenta così il progetto: «Un importante momento di riflessione condivisa sul rapporto tra città, territori e università, mondi che tracciano insieme le traiettorie del loro futuro. Sono molto soddisfatto del percorso compiuto sino ad ora con un calendario di appuntamenti e attività sempre più fitto e articolato».

Al centro di “Puglia Regione Universitaria” vi è un Protocollo, che vede impegnati l’Assessorato al Diritto allo Studio della Regione, l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio, tutte le città universitarie della Puglia, gli Atenei pugliesi, gli studenti, le Province in un denso calendario di appuntamenti di approfondimento e riflessione partecipata. Un impegno condiviso per la definizione di un rapporto innovativo tra il sistema universitario e il sistema urbano, con l’obiettivo di elaborare una progettualità che sia funzionale a concreti interventi sul territorio regionale.

«Credo che la forza e l’innovatività di questo progetto – aggiunge Leo – sia innanzitutto metodologica, un metodo di lavoro partecipato che fa dialogare per la prima volta sistemi urbani e sistemi universitari in un’ottica di progettualità condivise, tenendo dentro la riflessione anche organizzazioni studentesche, forze economiche e sociali, gestori dei servizi urbani, associazionismo culturale. Un approccio trasversale di ricerca che pone al centro il benessere degli studenti in quanto cittadini. Tra i tanti tavoli di confronto aperti, quello sulla residenzialità studentesca nelle città universitarie della Puglia sta compiendo passaggi importanti, anche in vista della pubblicazione del V Bando ministeriale della Legge 338 che finanzia nuovi interventi per alloggi e residenze per studenti universitari, da realizzarsi anche attraverso la riconversione di immobili esistenti. Dopo una fase di concertazione con le Università, Comuni e delle Province sui territori, si sta chiudendo la fase di individuazione degli immobili destinati a diventare le nuove residenze universitarie per tanti studenti/esse. Si tratta di un’occasione straordinaria che permetterà alla Puglia di fare un notevole balzo in avanti sia in termini di aumento della disponibilità di posti alloggio per gli studenti, elemento di fondamentale importanza nella scelta di un Ateneo, sia nell’ottica della riqualificazione del tessuto urbano, con case dello studente belle, moderne e sostenibili, posizionati in luoghi strategici delle città. “Puglia Regione Universitaria” sta riscuotendo un notevole successo anche fuori dai confini regionali, tanto che altre realtà territoriali si stanno ispirando al modello Puglia, cosa che ci rende particolarmente orgogliosi».

Cinque i temi su cui si stanno elaborando le strategie di Puglia Regione Universitaria: le attrezzature universitarie e del diritto allo studio, come occasione di rigenerazione urbana; il ruolo del sistema universitario nelle politiche culturali urbane e nelle politiche giovanili; le agende di sostenibilità universitaria urbana con particolare riferimento ai temi della mobilità e dell’efficienza energetica; innovazione dell’offerta di servizi per il Diritto allo Studio (per l’inclusione e benessere sociale); disabilità e accessibilità delle strutture universitarie e degli spazi urbani.

La riflessione sui primi due temi si è già avviata con due seminari organizzati nelle scorse settimane, durante i quali sono stati protagonisti Michele Montemurro, docente del Politecnico di Bari, e Giuliano Volpe, docente dell’Università di Bari. A tenere le fila della riflessione complessiva con il ruolo di coordinamento scientifico del progetto URBAN@IT-Centro Nazionale di studi per le politiche urbane sotto la guida dei professori Alessandro Balducci, Valentino Castellani, Valeria Fedeli e Nicola Martinelli.

«Puglia Regione Universitaria è un’occasione di ricerca applicata nella quale URBAN@IT ripone grande interesse. Dopo la firma del Protocollo abbiamo avviato subito una forte interazione tanto con i 5 delegati delle Università quanto con i rappresentanti nominati dai Comuni, per mettere a fuoco l’obiettivo principale del progetto, ovvero l’innovazione dell’offerta del Diritto allo Studio in Puglia orientata alla territorializzazione dei 5 temi prima descritti», afferma il professore Nicola Martinelli, presidente di URBAN@IT.

«La città e i territori – continua Martinelli – diventano, quindi, sfondo ed allo stesso tempo protagonisti di ogni fase calibrando le stesse sul possibile approccio degli specifici contesti urbani alla tematica considerata. Peraltro questo obiettivo di integrare sistemi universitari e sistemi urbani in Puglia, si iscrive ad un tempo in una grande tradizione storica italiana avviatasi nelle città di Bologna e Padova, per poi propagarsi in tutta Europa, e ad una robusta tendenza contemporanea per la quale anche nel mondo anglo-americano, dove il campus, come forma di organizzazione spaziale separata delle università, ha toccato il suo acme, si sperimenta sempre più frequentemente il ritorno delle università nelle città, anche all’interno di processi di rigenerazione urbana. Pertanto, questa ricerca applicata consente alla Regione Puglia di allinearsi ai contesti più innovativi del mondo in tema di sperimentazione della liaison Università–Città per consentire ai nostri atenei di essere maggiormente attrattivi a livello nazionale e internazionale».

Un primo risvolto operativo del Progetto “Puglia Regione Universitaria” a cui si sta lavorando, dunque, riguarda il tema complesso della residenzialità studentesca. La Puglia vuole aumentare la percentuale di posti alloggio/studente ribaltando almeno localmente il ranking che vede l’Italia al terzultimo posto in Europa, consapevole della fondamentale importanza di far vivere agli studenti il percorso formativo in autonomia.

Come detto, nelle scorse settimane si sono svolti incontri finalizzati all’individuazione di stabili idonei ad essere adibiti a nuove residenze universitarie. Numerose sono state le proposte. Oltre a quelle formulate da Unisalento, Amministrazione provinciale e Comune di Lecce, sono state registrate anche quelle delle altre istituzioni pugliesi partecipanti al progetto.

L’Università di Foggia ha proposto di riconvertire un immobile ubicato nel centro storico denominato Conventino; l’Università di Bari ha proposto di riutilizzare Palazzo Cedam, attiguo al Campus universitario, lungo via Celso Ulpiani; il Politecnico di Bari sta valutando la possibilità di realizzare una nuova residenza presso il complesso dei Salesiani nel quartiere Libertà.  Il Comune di Bari e la Città metropolitana, di concerto con il Politecnico, puntano a  riconvertire la residenza storica di villa Capriati, lungo via Amendola.

Il Comune di Taranto sta già lavorando per due residenze attraverso la riconversione di Palazzo Garibaldi – Novelune e di un palazzo nobiliare ubicato in piazzetta Calò, il primo già in corso di realizzazione e il secondo candidato con la medesima destinazione con il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA). La provincia di Taranto ha offerto la disponibilità di una porzione della Caserma Frisini, ad ovest del quartiere Murattiano.

Il Comune di Brindisi sta valutando la riconversione di alcuni edifici ubicati nel centro storico: l’ex caserma Ederle, l’edificio della ex Cassa Artigiani, di proprietà di Puglia Valore Immobiliare, e l’ex Istituto Marconi già candidato con la medesima destinazione funzionale per il PINQuA.

Le diverse proposte saranno oggetto nelle prossime settimane di un’attenta analisi tecnico-politica che parte dall’attuale distribuzione delle sedi universitarie nel tessuto urbano e metropolitano, nell’ambito di una valutazione delle prospettive di sviluppo di una strategia complessiva e condivisa tra i diversi soggetti e portatori di interesse, in linea con gli obiettivi del Progetto “Puglia Regione Universitaria: studiare e vivere in città accoglienti e sostenibili”.

Per un’efficace ed innovativa progettazione delle residenze universitarie da presentare al V bando della Legge 338/2000, Regione Puglia ha messo a punto un accordo con ADISU, l’Agenzia Regionale per il diritto allo studio, e ASSET, l’Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio, finalizzato all’organizzazione di concorsi di progettazione, nella consapevolezza che la competizione sul piano del confronto delle idee è la principale garanzia per conseguire le finalità di qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio, quali strumenti fondamentali per assicurare la qualità dell’ambiente urbano e sociale.

Il progetto, però, non si è fermato solo ai confini regionali, infatti è stato aperto di recente un tavolo di confronto anche con la sede regionale di Bruxelles per favorire l’internazionalizzazione del sistema universitario pugliese, anche attraverso l’ingresso di “Puglia Regione universitaria” nelle reti “europee” in vista dei diversi progetti della programmazione 2021-2027.

 

 

Comunicato