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Arte contemporanea - 16 Giu 2022

Al via il progetto “Studi d’Artista”

Opportunità per gli studenti di UniSalento per visitare e conoscere i luoghi dove gli artisti elaborano e sviluppano le loro opere


Spazio Aperto Salento

Il progetto “Studi d’Artista”, un’importante opportunità per gli studenti UniSalento per visitare e conoscere i luoghi dove gli artisti elaborano, sviluppano e quindi mostrano le loro opere, ha preso avvio, a Surbo, nello studio dell’artista Salvatore Sava, non ancora inaugurato, e quindi è lì che lo incontriamo, in assoluta anteprima.

Nato a Surbo il 13 giugno 1966, Sava si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce. È docente presso la stessa Accademia dal 1990, prima di Tecnica d’incisione e poi di Anatomia Artistica. Sava è pittore, incisore, grafico, scultore e fotografo.

Entrare nello studio di un artista è un po’ come entrare nel suo mondo interiore e riuscire, anche grazie alle sue parole, a coglierne la capacità visionaria. Lo storico dell’arte Enrico Crispolti sottolineava come per comprendere l’oggetto artistico fosse indispensabile conoscere l’uomo-artista, la sua storia e il suo tempo. Dunque, per conoscere le opere di Sava bisogna conoscere Salvatore.

Ciò che colpisce di questo atelier è la cura del dettaglio: nulla, davvero nulla è lasciato al caso, e quando all’occhio non allenato pare esserlo, è doppiamente ingannato. Dalle pareti ai particolari segni apposti sul pavimento, dalle nicchie alla scala appoggiata al muro, tutto è ricerca stilistica. Un mondo che parla, e che incanta per la sua inesauribile quantità di idee e creatività.

La storia personale di Salvatore Sava affonda le radici, letteralmente nella terra, ed egli non ne è un interprete, ma un testimone. Dal padre, di professione contadino, non ha ereditato solo i possedimenti, ma anche l’amore viscerale per la terra, che conosce a menadito, e per gli ulivi, che protegge con attenzione e scienza. La stessa cura che Sava trasferisce nella sua arte.

L’attenta osservazione diventa studio della forma, approfondimento e mai ripetizione; dal 2000 alcuni temi, quali la goccia, la patata zuccherina, gli scarabei ritornano, mai uguali, perché ogni elemento è unico ed ha una sua precisa identità. Poi, l’inserimento di un fattore estraneo, il colore giallo fluorescente. Questo è il suo modo per impregnare le opere di significato, per raccontare il male, l’inquinamento, la contaminazione chimica. Dunque, il suo modo di fare denuncia sociale, di sollevare il problema ambientale.

Salvatore Sava è così, un uomo semplice, genuino e soprattutto generoso. Ci racconta della sua prima mostra nel lontano 1983 e degli incontri importanti per la sua carriera artistica, come quello con lo storico dell’arte Luciano Caramel che cura la Mostra “Magica Luna” alla Galleria San Carlo a Milano nel 1997 e infine, del presepe realizzato per il grande e compianto chef Gualtiero Marchesi.

Ma come nasce un’opera d’arte? “Danza Eliobarocca” prende forma dopo un piccolo incidente occorso alla moglie, che l’artista visionario Sava trasforma in opera.

A conclusione della visita, ogni studente è stato omaggiato con una xilografia, un’opera unica, diversa l’una dall’altra, come scambio reciproco che, com’egli stesso sottolinea, alimenta il suo fare artistico.

Annarita Risola
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Foto in alto e sotto: alcuni momenti della visita degli studenti di UniSalento allo studio di dell’artista Salvatore Salvatore

 

 

 

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