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Attualita - 16 Dic 2021

Cancer Plan Ue, i Consorzi di Tutela di quattro Dop pugliesi: “Scongiurare il rischio di un colpo ferale al settore vinicolo”

Intervengono i presidenti Angelo Maci (Squinzano-Brindisi), Damiano Reale (Salice Salentino), Francesco Filigrano (Primitivo di Manduria) e Francesco Liantonio (Castel del Monte).


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Consorzi di Tutela vini Dop in campo contro la parte del report sul Beating Cancer Plan, approvato nei giorni scorsi dalla speciale Commissione europea Beca (Beating cancer), che riporta la tesi secondo cui non vi sarebbe “un livello sicuro di consumo di alcolici”. Le associazioni di categoria, fra queste Federvini e Confindustria Lecce, e gli imprenditori del settore, sono preoccupati per questo passaggio del documento il quale, se ratificato dalla plenaria del Parlamento europeo, potrebbe colpire la viticoltura.

Contrario a questa proposta di norma Ue, si è espresso anche il senatore Dario Stefàno, presidente della Commissione politiche dell’Unione europea a Palazzo Madama. E proprio dopo l’intervento del parlamentare salentino, prendono posizione netta anche quattro presidenti di Consorzi pugliesi di Tutela vini Dop: Angelo Maci (Squinzano-Brindisi), Damiano Reale (Salice Salentino), Francesco Filigrano (Primitivo di Manduria) e Francesco Liantonio (Castel del Monte).

“Condividiamo ogni singola parola del senatore Stefàno – affermano Maci, Reale, Filograno e Liantonio – rispetto alla sciagurata posizione inserita nella relazione sul Piano europeo di lotta al cancro che mette in correlazione il consumo di alcolici con la possibilità di sviluppo delle neoplasie. E ringraziamo nuovamente il senatore Stefàno per la sua pronta reazione che lo vede aver già depositato a Palazzo Madama un’interrogazione urgente al ministro Patuanelli affinché il Governo si adoperi da subito per scongiurare e disinnescare quello che sarebbe un colpo ferale, non solo a livello economico, ma ancora di più a livello culturale e identitario”.

“Ci troveremmo di fronte all’aberrazione – continuano i presidenti – di dover vestire le nostre bottiglie con le etichette di attenzione per la salute, senza contare il dover far fronte all’innalzamento generalizzato di accise e tasse in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo. Stiamo uscendo da un periodo in cui, a causa della pandemia, abbiamo fatto i conti con il canale Horeca  praticamente azzerato. Un’Europa che si approccia al mondo del vino con spirito proibizionista o con il retro pensiero dell’alcolismo tout court compie un errore drammatico. Semmai, proprio per combattere questa piaga, l’Ue dovrebbe far leva sull’elemento culturale e conviviale che appartiene ed è proprio dell’universo del vino e che si declina nella misura e nella degustazione. Chiediamo anche noi al Governo italiano, e al ministro Patuanelli in particolare, uno sforzo importante volto a  difendere con fermezza quello che è un patrimonio inestimabile”. (red.)

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