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Novoli/Omicidio-suicidio - 25 Giu 2022

Commozione alle esequie di Donatella, l’arcivescovo Seccia: “Era una giovane semplice, madre premurosa e lavoratrice”

Il papà Fiorello Miccoli: “Perdoniamo quello che è accaduto”. All’uscita dalla chiesa, il feretro è stato accolto da applausi e da tanti palloncini bianchi


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«Novoli e l’intero territorio sono rimasti scossi da un avvenimento che non avremmo mai voluto che accadesse: l’omicidio di una donna innocente, Donatella, e il suicidio di un uomo, Matteo, autore dell’assurdo gesto omicida. Questo tragico evento non ci lascia indifferenti e, ancora una volta, ci domandiamo il senso di una vicenda illogica, assurda, priva di senso». Sono i passaggi iniziali dell’omelia che monsignor Michele Seccia, arcivescovo metropolita di Lecce, ha offerto ai tantissimi parenti, amici e conoscenti che ieri venerdì 24 giugno, alle 17, nella Chiesa Madre “Sant’Andrea Apostolo” di Novoli, hanno partecipato alle esequie di Donatella Miccoli. Giovane donna, madre di due bambini, Donatella è stata uccisa dal marito Matteo Verdesca. Quest’ultimo si è poi suicidato. I funerali dei due coniugi si sono svolti ieri, ma con cerimonie separate a Novoli e a Veglie (vedi altro articolo).

«Quante volte – ha evidenziato fra l’altro l’arcivescovo Seccia durate l’omelia – abbiamo detto, promesso e perfino giurato: Mai più tanto strazio, mai più siffatte tragedie, mai più violenza sulle donne! Mai più il femminicidio! Eppure, se contiamo sulle nostre sole forze, se ci fidiamo solo della nostra umanità così debole e fragile, senza educare in profondità alla sacralità della vita umana, al reciproco rispetto e al perdono, falliamo miseramente nel nostro agire e operare! Il Signore Gesù, invece, ci sprona a non assuefarci al male, a non abituarci alle tragedie e a curare e guarire il nostro cuore malato. Infatti, Egli dice: “Dal di dentro, dal cuore degli uomini escono i propositi di male… Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo” (Mc 7,14 ssg.). Ora, qui dinanzi a noi è posto il feretro di una giovane donna e di una vittima innocente di assurda violenza. Donatella era una giovane semplice, una madre premurosa nei confronti dei suoi figli, una lavoratrice che non lesinava i suoi sforzi per sostenere la sua famiglia. Era una figlia tanto amata dai suoi cari genitori. È giunta al termine della sua vita terrena proprio nel fiore dei suoi anni, ma la Scrittura ci ricorda che: “il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo. Infatti, vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni… vera longevità è una vita senza macchia” (Sap 4,7). Oggi, allora, desideriamo affidare Donatella al Signore, nella certezza che ogni vittima è particolarmente cara e gradita agli occhi di Dio. Infatti, Gesù si è fatto vittima innocente per liberarci da ogni peccato e spalancarci le porte del Cielo. Per questo, possiamo con fiducia ritenere che Donatella sia stata gradita al Signore e, tolta da questo mondo così malato, ora possa godere pienamente dell’amicizia di Dio».

L’arcivescovo ha poi concluso: «Donatella! riposa ora nella pace di Dio! Hai terminato le fatiche umane, entra nella gloria del Cielo! Noi, desideriamo ricordarti con il tuo dolce sorriso, felice insieme ai tuoi bimbi. Sarà compito di noi tutti, occuparci dei piccoli Diego e Sophie che affidiamo alla cura dei nonni, dei familiari e dell’intera comunità. Dinanzi a questa tragedia, vi sia l’abbraccio della solidarietà, il calore della fraternità e l’apertura di cuore di tutti noi. La misericordia e l’amore prevalgano sulle ruggini del rancore e del risentimento. Ed ora uniamo la tua innocenza a quella del Signore che da quest’altare grida: Mai più violenza, solo amore! Mai più violenza, solo perdono e riconciliazione».

Alla conclusione della celebrazione, è salita sull’altare, accompagnata dal sindaco Marco De Luca, Rosi Quarta, madre di Donatella. Straziata dal dolore, fra le lacrime ha salutato per l’ultima volta la figlia raccomandandole di pregare «per i suoi due angeli».

Subito dopo, il padre Fiorello Miccoli, ha voluto ringraziare i partecipanti, aggiungendo poche parole che hanno commosso tutti: «Perdoniamo quello che è accaduto». Un atto di grande valore umano e cristiano che l’arcivescovo ha accolto abbracciando l’uomo fra gli applausi di tutti i presenti.

All’uscita del feretro dalla chiesa, vi sono stati altri applausi e il lancio di palloncini bianchi. Evidente la commozione e il profondo coinvolgimento delle numerose persone in piazza. Su un cartellone, a fianco ad una grande foto di Donatella, c’era scritto: “La tua gioia e il tuo entusiasmo continueranno ad alimentare il tuo ricordo nella nostra quotidianità”. Su uno striscione delle “Mamme della Prima A”, invece, si leggeva: “Non ci sarà mai un addio, sarai sempre con noi…”.

Ai funerali hanno partecipato numerose autorità. Presenti, fra gli altri, Marco De Luca, sindaco di Novoli, Giuseppe Taurino, sindaco di Trepuzzi, Stefania Capoccia, assessore di Veglie, Paola Povero, consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità, Anna Toma, presidente del Consiglio comunale di Racale, Simona Rizzo, presidente del Consiglio di Novoli, nonché gli assessori di Novoli Francesca Ingrosso, vicesindaco, Sabina Spedicato e Giovanni D’Ambrosio, e i consiglieri comunali Roberta Romano, Andrea De Luca e Sandro Ruggio.

Rosario Faggiano
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Foto in alto: l’ultimo saluto della  mamma a Donatella (a fianco a Rosi il sindaco Marco De Luca). Sotto: alcune immagini del funerale 

 

 

 

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