Lunedì 5 ottobre 2026, alle ore 11, nella sede della Soprintendenza in via Libertini 6 a Lecce, saranno presentate nuove acquisizioni su uno dei più celebri ed enigmatici monumenti architettonici salentini, la “Centopietre” di Patù, sulla misteriosa figura di Siminiano, secondo la tradizione sepolto al suo interno e su una dimenticata reliquia di San Giovanni Battista.
Documenti, monumenti e indizi finora rimasti separati delineano un quadro ricostruttivo inedito e inatteso, che dal Capo di Leuca conduce verso i grandi itinerari europei del pellegrinaggio e della cultura cavalleresca. Al centro dell’incontro, anche le ultime scoperte effettuate negli scavi di San Gregorio e Vereto.
Interverranno Antonio Zunno, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto; Gabriele Abaterusso, sindaco di Patù; don Gianluigi Marzo, direttore Ufficio Beni culturali ecclesiastici della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca; Valentino Nizzo, professore di Etruscologia e Archeologia dell’Italia preromana all’Università di Napoli “L’Orientale” e direttore del progetto DiscoVereto.
La Centopietre di Patù è una delle architetture più singolari dell’Italia meridionale, dichiarata monumento nazionale nel 1875. Considerata a lungo una costruzione megalitica, preellenica o messapica, è oggi concordemente ricondotta al Medioevo, pur continuando a porre interrogativi sulla sua cronologia e funzione. Ancora in proprietà privata, il monumento è inoltre al centro di una lunga e complessa vicenda relativa alla proprietà, alla fruizione e alla tutela.
La ricerca nasce nel quadro di DiscoVereto, il programma di indagini sviluppato dall’Università di Napoli L’Orientale, in regime di concessione ministeriale e sotto la supervisione della Soprintendenza, grazie alla determinante iniziativa del Comune di Patù, che ha promosso e sostenuto il progetto mettendo a disposizione dapprima le risorse del Pnrr Storie Meridiane e successivamente quelle del programma regionale Smart-In. Dal 18 maggio al 2 ottobre, con la pausa estiva fra le due campagne, sono state condotte complessivamente dieci settimane di scavo, sulla collina di Vereto e, da ultimo, a San Gregorio, approdo dell’antica città.
Da comunicato