• mercoledì , 19 Giugno 2024

UniSalento/Presentazione - 11 Dic 2022

“Dossier statistico immigrazione 2022”, i dati della Puglia


Spazio Aperto Salento

Lunedì 12 dicembre 2022, alle ore 17, in presenza nel Padiglione Chirico del Monastero degli Olivetani dell’Università del Salento (viale San Nicola, Lecce) e online su https://bit.ly/seminarincorso2223, sarà presentato il “Dossier Statistico Immigrazione 2022”, curato dal Centro Studi e Ricerche Idos (Roma). Nel corso del seminario, promosso dai corsi di laurea di Area Politologica e dal corso in “Governance euromediterranea delle politiche migratorie” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze umane e sociali, sarà possibile scaricare gratuitamente il Dossier dal sito www.dossierimmigrazione.it.

Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali Mariano Longo, della presidente del corso di Laurea in “Governance euromediterranea delle politiche migratorie” Eliana Augusti e del presidente dei corsi di laurea di Area Politologica Daniele De Luca, interverranno Luca di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos, che presenterà i dati nazionali, e Antonio Ciniero, docente di Sociologia dei processi migratori dell’Università del Salento e referente della redazione Regionale del Centro Studi e Ricerche Idos, che presenterà i dati regionali.

Interventi di approfondimento e commento saranno poi tenuti da Andrea Zini, dell’Associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico; Giuseppe Gioffredi, docente UniSalento di Diritto internazionale; Michela Trinchese, dottoranda dell’Università del Salento; Azmi Jarjawi, del Dipartimento Politiche Migratorie della Cgil Puglia. Sono previsti inoltre gli interventi di Alessandro Carbone (Associazione Link – Lecce), Valentina Begaj (assistente sociale e vice presidente Cpo Mesagne), Gianluca Budano (direttore dell’Ambito territoriale sociale Br3 Francavilla Fontana) e Maria Elvira (direttrice Patronato Inca Cgil – Lecce). Concluderà il seminario l’assessora al Welfare, accoglienza, accessibilità e politiche abitative del Comune di Lecce Silvia Miglietta.

La 32esima edizione del “Dossier Statistico Immigrazione”, sostenuta dall’Otto per Mille della Tavola Valdese e dall’Istituto di Studi Politici “San Pio V”, aggiorna i dati sull’immigrazione in Italia a fine 2021, restituendo un quadro del Paese, ma anche internazionale, a più di due anni dalla pandemia e nel mezzo di una guerra alle porte dell’Europa dalle implicazioni mondiali. Attraverso le analisi proposte da una pluralità di esperti, organizzazioni e prospettive disciplinari, il Rapporto si compone di una sezione dedicata alla dimensione internazionale ed europea della mobilità umana, prosegue con l’esame delle caratteristiche strutturali dei flussi e dell’immigrazione in Italia, ne osserva i processi di inserimento, integrazione e partecipazione, fino a misurarne la presenza nel mercato del lavoro e il contributo all’economia nazionale. Chiudono il volume i capitoli sulle singole regioni e un’ampia appendice statistica dettagliata per singole province.

Le fonti statistiche utilizzate provengono da archivi amministrativi ufficiali e offrono al lettore un’ampia serie di dati e informazioni, la cui ricchezza è completata dal pluralismo di voci e autori, dalle analisi delle redazioni regionali del Centro Studi e Ricerche Idos e dal supporto di ricerche qualitative. Ne risulta una lettura aggiornata e articolata dell’immigrazione che, nell’auspicio di Idos e delle strutture promotrici del Dossier, vuole contribuire ad elevare il grado di conoscenza e consapevolezza sul tema da parte di un pubblico sempre più ampio affinché, con l’aiuto dei numeri e di una loro corretta analisi, si possa pervenire a un approccio ancorato alla realtà e a politiche capaci di migliorare la vita e il futuro di tutti i cittadini. Di seguito i dati salienti del Dossier 2022 per la Puglia (a cura del professor Antonio Ciniero).

La popolazione straniera

A fine 2021, secondo i dati provvisori dell’Istat, sono 139.750 i cittadini stranieri residenti in Puglia, il 3,6% della popolazione regionale. La provincia di Bari è quella che concentra il maggior numero di presenze (43.832, il 31,4% di tutti gli stranieri residenti in regione), mentre al secondo posto c’è quella di Foggia (32.277), che registra la più alta incidenza di cittadini stranieri sul totale della popolazione (5,4%). Seguono, in ordine decrescente, le province di Lecce (26.834), Taranto (15.065), Brindisi (11.277) e Barletta-Andria-Trani (10.465). La maggioranza degli stranieri che risiedono in Puglia provengono dal continente europeo (51,9%) e, in particolare, dall’Unione europea (30,3%).

Cittadini non comunitari e motivi del soggiorno               

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 31 dicembre 2021, i cittadini non comunitari titolari di permesso di soggiorno in Puglia sono 88.367. Con riferimento alle provenienze geografiche, il 33,8% risulta originario del continente africano, in particolare del Marocco (11,2%), Senegal (4,8%) e Nigeria (4,6%). Il 32,0% proviene dall’Asia, soprattutto da Cina (6,9%), Georgia (6,1%) e India (4,8%) e il 29,7% dall’Europa, in particolare dall’Albania (22,6%).

Con riferimento alla durata del soggiorno, il 56,8% è titolare di un permesso di lungo periodo. Nel 2021 la maggioranza dei titolari di un permesso a termine (38.164) è divisa quasi equamente tra coloro che hanno un permesso per motivi famigliari (10.618, il 27,8% del totale), di lavoro (10.525, il 27,6%) e per protezione internazionale/ex umanitaria (10.519, il 27,6%).

Un dato che appare rilevante evidenziare riguarda il fatto che in tutta la regione risultano solo 14 titolari di permessi per lavoro stagionale. Non solo sono molto bassi i dati di stock, ma anche quelli di flusso: i nuovi permessi rilasciati durante l’anno per lavoro stagionale sono stati infatti solo 126, nonostante i lavori stagionali, specialmente in agricoltura e nel settore turistico alberghiero, rappresentino un bacino di occupazione numericamente significativo per i lavoratori stranieri. Si tratta di un dato particolarmente emblematico, perché è un indicatore, da un lato, della larga diffusione del lavoro irregolare tra coloro che sono impiegati in attività stagionali; dall’altro, del fatto che molti di coloro che lavorano in attività stagionali, anche quando sono assunti con un regolare contratto, non giungono in Italia per un breve periodo per poi ritornare nel paese di origine (come previsto dalla normativa), ma restano in realtà sul territorio nazionale, magari con un’altra tipologia di permesso.

Focus di approfondimento: i ghetti agricoli

Da un monitoraggio svolto nel mese di maggio 2022, sul territorio regionale sono presenti almeno 35 ghetti agricoli La provincia che registra la maggiore concentrazione è quella di Foggia, dove ne sono stati individuati 24, segue la Bat con 5 insediamenti individuati. Nelle altre province si registrano presenze diffuse all’interno di casolari abbandonati o in masserie. La maggior parte degli insediamenti è abitata da braccianti uomini, in prevalenza provenienti dal continente africano. Il numero di abitanti presenti nei ghetti è stimabile, con ragionevole approssimazione, in una forbice compresa tra 8.640 presenze al momento del monitoraggio e 12.540 presenze durante i picchi di lavoro nei mesi estivi. L’86,3% di queste presenze si concentra in Capitanata.

I figli dei cittadini stranieri e l’inserimento scolastico

Nell’anno scolastico 2020/2021, nelle scuole pugliesi risultano iscritti 18.504 studenti stranieri, il 3,2% della popolazione studentesca complessiva (576.454). In dieci anni, gli studenti stranieri presenti nelle scuole pugliesi sono aumentati del 35,5%, mentre quelli stranieri nati in Italia sono più che raddoppiati, passando da 4.221 iscritti nell’anno scolastico 2010/2011 agli attuali 9.857. Si tratta di un aumento del 133,5%, che va considerato un importante indicatore dei processi di stabilizzazione dei cittadini stranieri sul territorio.

Il lavoro dei cittadini stranieri

Secondo i dati Rcfl-Istat, gli occupati in Puglia al 31 dicembre 2021 ammontano a 1.206.761 unità. Di questi, il 4,5% è di origine straniera, con una percentuale di donne del 44,0%. La quota di stranieri sui 205.459 disoccupati presenti in regione raggiunge invece il 6,4%, con un’incidenza della componente femminile pari al 42,1%. Rispetto alla tipologia professionale, il 47,9% degli occupati svolge un lavoro manuale non qualificato, il 36,4% è impiegato come addetto alle vendite o nei servizi alle persone, il 12,5% svolge un lavoro manuale specializzato e solo il 3,1% svolge una professione intellettuale o tecnica oppure è inquadrato come dirigente.

Passando al lavoro autonomo, secondo i dati Infocamere/Centro Studi G. Tagliacarne, in Puglia, al 31 dicembre 2021, sono 21.120 le imprese condotte da cittadini nati all’estero, il 5,5% del totale regionale. Il 26,1% di queste imprese è a guida femminile. Negli ultimi anni la crescita delle imprese condotte da cittadini nati all’estero è stata molto sostenuta, soprattutto se rapportata a quella delle imprese autoctone: le prime sono cresciute del 3,8% tra il 2020 e il 2021 e del 12,4% tra il 2016 e il 2021; mentre le seconde, sono aumentate solo dell’1% tra 2020 e il 2021 e dello 0,9% tra il 2016 e il 2021.

Le presenze nel sistema di accoglienza regionale

Al 30 giugno del 2022 risultano presenti nel sistema di accoglienza pugliese 4.669 persone, il 5,2% delle 89.897 presenze registrate nel sistema di accoglienza nazionale. La maggior parte, il 59,8%, vive in un centro della rete Sai/ex Siproimi. La Puglia, quindi, si conferma una delle poche regioni (insieme a Calabria, Sicilia e Molise) in cui le presenze maggiori di migranti si registrano nelle strutture di seconda accoglienza, anziché in quelli di prima, come invece avviene per la quasi totalità delle altre regioni italiane.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato