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Osservatorio Aforisma - 10 Dic 2022

Effetti dell’inflazione in Puglia e in provincia di Lecce


Spazio Aperto Salento

Ripercussioni negative macroeconomiche o semplice “normalizzazione” del numero delle imprese attive in Puglia e in provincia di Lecce, dopo la costante crescita degli ultimi due anni? Quel che è certo è che l’anno 2022 non si sta chiudendo nel migliore dei modi.

“Si registra – commenta Davide Stasi (in foto), direttore dell’Osservatorio economico Aforisma – un’inversione di tendenza. La galoppante inflazione, causata dell’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime, ha determinato la chiusura di tante attività: più di mille quelle scomparse nell’ultimo anno in Puglia, di cui 196 nella sola provincia di Lecce, quale saldo tra le nuove iscrizioni e le cancellazioni. Lo studio ha preso in esame tutte le aziende, ad eccezione di quelle inattive o sottoposte a procedure concorsuali. Si tratta, quindi, di un sottoinsieme dello stock totale delle imprese presenti nel Registro delle imprese”.

Dal 30 novembre 2021 al 30 novembre 2022, il numero delle aziende attive in Puglia è sceso da 334.080 a 332.997. Si sono perse, dunque, 1.083 attività, pari a un tasso negativo dello 0,3 per cento.

Nello stesso periodo, il numero delle aziende attive in provincia di Lecce è sceso da 65.991 a 65.795. Si sono perse, dunque, 196 attività, pari a un tasso negativo dello 0,3 per cento. I settori più penalizzati sono le attività manifatturiere -5 per cento: da 5.399 a 5.128 (-271 unità). Il settore del trasporto e magazzinaggio -3,8 per cento: da 1.126 a 1.083 (-43 unità). Il commercio cala del -1,8 per cento: da 21.283 a 20.893 (-390 unità). Gli altri comparti, con quote decrescenti, registrano performance positive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato