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Arte contemporanea - 06 Mar 2023

“Effetto Venere: alterità dello sguardo riflesso”, collettiva di artisti a Lecce

Mostra in corso presso la Fondazione Palmieri, nella ex chiesa di San Sebastiano. Inaugurata lo scorso 24 febbraio, può essere visitata fino a mercoledì 8 marzo


Spazio Aperto Salento

Si chiude il mercoledì 8 marzo la mostra Effetto Venere: Alterità dello sguardo, la collettiva che unisce artisti nazionali ed internazionali allestita presso la Fondazione Palmieri, nella chiesa di San Sebastiano a Lecce. Inaugurata lo scorso 25 febbraio e curata da Dores Sacquegna per “Primo Piano Living Gallery”, l’esposizione pone in evidenza un dibattito che tocca sia l’arte visiva che la psicanalisi, in un rapporto fra le due materie stretto e sempre presente sin da quando Sigmund Freud – padre della “scienza dell’inconscio” – influenzò a Vienna, nei primi anni del XX secolo, artisti come Gustav Klimt, Egon Schiele e Oscar Kokoschka, tanto da far subentrare nella loro pittura elementi del sogno e delle fantasie erotiche.

La curatrice Sacquegna, spiegando nel catalogo che correda la mostra come, in psicologia, esista il fenomeno “Effetto Venere”, sull’unione tra arte e psicanalisi, specifica: «In entrambi i casi, le questioni sono legate alla natura profonda dell’individuo, alla sua psiche, all’esplorazione di se stessi o dell’altro creando dinamiche di senso tra identità e alterità, tra soggetto e corpo ritratto, tra gli sguardi introdotti e lo spettatore», mentre l’alterità dello sguardo riflesso «è data dal confronto tra il corpo dell’opera e quello dell’osservatore».

Entrando nello spazio, si viene accolti da una installazione del tarantino Pierluca Cetera, dalla serie Sospensioni, intitolata Agostino e il confessore, del 2022, e utilizzata come copertina del catalogo, curato da Sacquegna. Sul pavimento si osserva un labirinto da seguire, con delle sagome umane e animali, ed è la seconda delle tre opere di Cetera presenti, il cui titolo è Purgatorio.

Le pareti della sala presentano lavori di artisti e artiste impegnati socialmente attraverso la loro arte: Lize Krüger, con tre realizzazioni, cerca di portare consapevolezza su temi come le ingiustizie politiche e sociali ma anche la guerra. Ukranian Mother, in tecnica mista su carta, mostra una donna che osserva lo spettatore mentre culla tra le braccia un neonato; è avvolta da una nuvola di colore rossiccio, in cui si intravedono degli schizzi rossi. Replicata diverse volte si nota, in nero, il profilo di un uomo. Quest’opera è stata concepita nel 2022, anno dello scoppio del conflitto in Ucraina. Ancora, Patrizia Casagranda, urban artist tedesca, presenta quattro opere del 2022, Blue Green, Gray Rose, Red Belief e Brown Lilac Empowerment, in tecnica mista su telone riciclato e legno, con temi come l’uguaglianza di genere e di religione.

È presente in mostra anche un apparato interattivo, in cui lo spettatore può osservare la serie Con i tuoi Occhi – With your eyes; sono proiettati video – performance e short film realizzati tra il 2018 e il 2023 da Nancy e Philip Barwell, Anna Ursyn e Stuart Smith, Iolanda Jansen e Ivana Galla. La partecipazione del pubblico diventa attiva grazie a Monica Lisi. Attraverso un puzzle è possibile ricomporre l’immagine stessa dell’artista leccese, accompagnata da una foto che ne mostra il risultato finale. Nel delucidare la sua idea, in una targa descrittiva posta accanto alla sua opera, l’artista scrive: «Quanto tempo sei disposto a spendere per entrare in relazione con gli altri? Se riuscirai a finire il puzzle, e la vedo dura, sei sicuro che l’immagine sia vera? Sta attento, potrebbe essere una immagine riflessa. Quanta verità c’è in me, in te», riprendendo così il concetto chiave della mostra «ciò che viene riflesso è diverso da ciò che ci si riflette, in quanto non si è mai uguali a se stessi in nessuna occasione».

Suggestivo è il rapporto che si crea, nella nicchia del Comunichino, anch’esso della fine del XVI secolo, dove è collocata un’altra opera di Pierluca Cetera, Luna Piena, anche questa della serie Sospensioni. La pittura ad olio su metallo mostra la grande forma di una mano, il cui indice punta verso l’alto, come a voler portare lo sguardo dello spettatore verso l’arco e verso i volti dei due angeli sovrastanti, che appartengono alle antiche decorazioni della chiesa.

La selezione degli artisti in mostra è ampia e vi figurano i lavori di personalità legate al territorio, altre del panorama nazionale e internazionale come i due quadri dal titolo Narciso di Luigi Caiffa; i corpi avviluppati di Hélène Planquelle; George Syrakis con la sua opera di astrazione; la tecnica fotografica con codici a barra di Gönül Nuhoğlu; il dittico su carta di Ioan “Nio” Herteg; le due installazioni con specchio di Fernando Spano; Maria Luisa Imperiali che presenta la scultura polimaterica intitolata Solo a vicinanza si rivela; Alexandra Kordas che intende stimolare un dibattito con la sua opera sociale Black is beautiful; la pittura di Chai Skyler Malin che mette a confronto un teschio animale cornuto e un uomo al tavolino di una bar; Laurence Scheer mostra il volto di una donna dietro le sbarre; le sagome policrome di Irina Vytyaganets, che rappresentano un confine .

Cristina Sergi
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Foto in alto: Pierluca Cetera, Agostino e il confessore, 2022, olio su metallo, cm 60x100h e cm 70x150h; piedistallo cm 75x125h e cm 80x270h

 

Chai Skyler Malin, Orange Juice, 2022, pittura ad olio su tela, cm 80x100h

Alexandra Kordas, Black is beautiful, 2020, pittura acrilica su tela, cm 80x80h

Fernando Spano, Zero, 2021, tecnica mista su lamiera trattata, cm 150x150h

George P. Syrakys, Three Mysterius faces, 2022, pittura ad olio su tela, cm 117x130h