• mercoledì , 18 Maggio 2022

Palazzo Marchesale - 18 Nov 2021

“La Grande Guerra – Fede e valore” in esposizione a Galatone

A conclusione delle manifestazioni per la commemorazione del Milite Ignoto, una mostra nel frantoio semi-ipogeo del Palazzo Marchesale racconta la Grande Guerra. Potrà essere visitata fino a domenica 21 novembre


Spazio Aperto Salento

Aperta da oggi, 18 novembre, presso il frantoio semi-ipogeo del Palazzo Marchesale di Galatone, la mostra itinerante “La Grande Guerra – Fede e valore”, quale parte delle iniziative commemorative del centenario della traslazione del Milite Ignoto nel sacello dell’Altare della Patria, insieme al conferimento della cittadinanza onoraria già avvenuto il 31 maggio di quest’anno. A completamento e ad inaugurazione della mostra, anche una conferenza presso il Teatro comunale di Galatone, sul tema “Storia del Milite Ignoto” con interventi del colonnello Pietro Maraglino, comandante militare Esercito Puglia, del professore Nicola Neri, docente di storia dei conflitti internazionali dell’Università Aldo Moro di Bari, del tenente colonnello Mauro Lastella, capo sezione pubblica informazione del Comando militare Esercito Puglia, e del sindaco Flavio Filoni.

La mostra itinerante “La Grande Guerra – Fede e valore” è stata tra gli eventi commemorativi del Centenario della Prima Guerra Mondiale e partita contemporaneamente dalla Sicilia e dal Piemonte, avrebbe dovuto interessare tutti i capoluoghi di provincia della penisola per concludersi a Roma nel 2018. Di fatto alla conclusione delle commemorazioni della Grande Guerra, la mostra itinerante ha proseguito il suo viaggio in lungo e in largo per tutta l’Italia. Caratteristica di questa mostra è che, seppure basata su un allestimento principale, composto da materiali in dotazione all’esercito, cimeli, divise, svariati documenti e filmati, in ogni luogo in cui si ferma si arricchisce con materiale espositivo di provenienza locale come diplomi e medaglie, fotografie, lettere e cartoline, suppellettili e documenti di varia natura provenienti da archivi, biblioteche o privati cittadini. I visitatori quindi, ogni volta, si trovano di fronte ad una mostra sempre uguale e ogni volta diversa, che raccogliendo le testimonianze delle realtà territoriali, aggiunge informazioni e racconta la storia della Grande Guerra attraverso il vissuto e la memoria di quella specifica località.

Collezionisti privati e associazioni combattentistiche d’arma, hanno messo a disposizione materiali di assoluto pregio e sono visibili nell’esposizione, tra questi una raccolta di immagini e cartoline originali dell’epoca, alcune addirittura viaggiate. Ancora, l’Associazione Nazionale Alpini ha ceduto un basto da soma (realmente utilizzato nel conflitto) e un cappello alpino della fine dell’800 (il primo cappello utilizzato dagli alpini anche al momento dell’entrata nella Grande Guerra), l’Associazione Nazionale dei Bersaglieri, ha invece fornito una carriola da bersagliere, copricapi dell’epoca e alcune uniformi.

Tutti materiali di grande interesse atti a testimoniare come la Grande Guerra, oltre che uno straordinario evento bellico, sia stato una cesura definitiva con il passato e abbia ingenerato una grande rivoluzione culturale, che ha toccato tutti gli ambiti della vita sociale e politica, passando anche attraverso un rinnovamento dello stile dell’abbigliamento, che se per le donne era già stato avviato da Coco Chanel in un processo di semplificazione dettato dal mutato ruolo sociale delle donne e dalla necessità di capi con maggiore confort e praticità, per gli uomini era rimasto immutato. I soldati italiani infatti, entrarono in guerra con giacche abbonate fino al collo, che era a pistagna, e solo alla fine del conflitto, a seguito della introduzione della divisa da ardito, il corpo speciale d’assalto nato proprio nella Prima Guerra Mondiale, che per la natura delle sue azioni richiedeva una uniforme meno “fasciante” di quella in uso per la fanteria, entrò “di moda” la giacca aperta per tutte le forze armate, cosa ancora diffusa in tutti i corpi.

Tra il materiale della mostra vi sono le cartoline di propaganda alla sottoscrizione dei Prestiti di Guerra, ossia quello strumento di finanziamento della guerra che prometteva dei rendimenti dal 4,5 al 5,5%, che il governo mise in atto per coprire le ingenti spese del conflitto a fronte della mancanza di risorse finanziarie. Una parte dell’esposizione è dedicata anche alla satira e alla propaganda effettuata attraverso essa, la quale, data la grande percentuale di analfabetismo, passava attraverso il linguaggio ad immagini delle cartoline distribuite sui campi di battaglia; diverse delle cartoline esposte sono viaggiate. Molti altri sono i temi affrontati dalla mostra come la vita nelle trincee, la Guerra Bianca, le innovazioni tecnologiche, la funzione della Croce Rossa, il ruolo delle donne, la tutela del patrimonio artistico, il dopo guerra, la nascita dei sacrari e del mito del Milite Ignoto. Con la fine dell’anno 2021, le manifestazioni collegate al Centenario della Grande Guerra, giungeranno a conclusione e anche la mostra itinerante, dovrebbe concludere il suo viaggio attraverso l’Italia, salvo ulteriori richieste che dovessero giungere da parte dei Comuni.

Da ultimo, anche il sito in cui è allestita la mostra, il frantoio semi ipogeo, merita una parentesi, in quanto si tratta di una struttura particolarmente interessante, risalente al 1845, costruita in corrispondenza dell’ala est del Palazzo Marchesale, in parte scavando nel banco roccioso calcarenitico.

Le testimonianze storiche riportano che lo stabilimento oleario disponeva di 16 vasche a due pietre, di 5 pressoi idraulici, con 48 muli che si alternavano alle macine, 72 lumi a gas e una forza lavoro di circa 64 operai: dotazioni che permettevano una continuità della molitura di giorno e di notte, per diversi mesi all’anno con l’estrazione di olio comune e di oli fini. L’organismo architettonico, di circa 600 mq, ha una pianta a schema quadrangolare suddivisa in 16 campate con copertura di volte a stella, rette da pilastri in muratura. Nella pavimentazione permangono i resti dei bacini delle vasche per la molitura, le presse, i pozzetti di decantazione dell’olio e bacini con comunicazioni a serpentina, dove l’olio passando successivamente da una all’altra, si differenziava in diverse qualità.

La mostra, che resterà aperta da giovedì 18 a domenica 21 novembre, è visitabile ogni giorno dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 20.

Luisa Mogavero
© Riproduzione riservata

 

Foto in alto e in basso: Galatone, immagini della mostra “La grande Guerra – Fede e valore”

 

 

 

* Si ringraziano il consigliere comunale di Galatone Salvatore Liquori e il Tenente Colonnello Mauro Lastella, per le informazioni e il materiale fotografico della mostra.