Lecce - 02 Ott 2026

Mostra di pittura contemporanea nell’ex chiesa di San Sebastiano


Spazio Aperto Salento

La pittura contemporanea di 30 artisti, alcuni dei quali viventi, rivive a Lecce, nella mostra “Maestri del XX secolo tra figurazione e astrazione”, organizzata dall’Associazione “Atrium”, presieduta dal collezionista Giuseppe Terragno.

La kermesse verrà inaugurata sabato 3 ottobre 2026, alle ore 18, nell’ex chiesa di San Sebastiano, ubicata in Vico dei Sotterranei, nel cuore antico della città. Potrà essere visitata per una settimana, sino a sabato 10, negli orari 10-13 e 17-20.

Sui muri dell’unica navata dell’ex luogo di culto innalzato nel 1520, dove sopravvivono alcuni affreschi di gusto rinascimentale, potranno essere ammirate 30 opere di altrettanti autori, compresi il salentino Ercole Pignatelli (Lecce, 1935), la siciliana Carla Accardi (1924-2014), pittrice “astratta” del dopoguerra italiano, Dadamaino (1930-2004), all’anagrafe Edoarda Emilia Maino, leader dell’avanguardia milanese, e l’unico scultore del gruppo, l’altoatesino Eduard Habicher (Bolzano 1956), noto per far dialogare il rosso fuoco con i materiali poveri.

Gli altri protagonisti viventi, sono: Arcangelo, al secolo Arcangelo Esposito (Avellino, 1956), capofila della pittura materica; Gianni Asdrubali (Tuscania, 1955), alfiere del vuoto come nucleo originario; Enzo Cacciola (Arenzano, 1945), protagonista della pittura analitica; Giorgio Laveri (Savona, 1954), esponente della new pop, e Lorenzo Puglisi (Biella, 1971), pittore del nero.

Alla rassegna si aggiungono inoltre: Enrico Baj (1924-2003), il patafisico della pittura italiana, fondatore dei Movimenti “Arte nucleare” e “Pour une Bauhaus imaginiste”; l’autodidatta Luciano Bartolini (1948-1994), conosciuto come il pittore della carta; l’allievo di De Pisis all’Accademia di Brera ed amico di Yves Kleim e Giorgio Fontana, Remo Bianco (1922-1998); il fabbricante di immagini Eugenio Carmi (1920-2016); il pittore maremmano dei cavalli, Giuseppe Cesetti (1902-1990); l’anticipatore del minimalismo, nonché bravo pianista jazz, Giuseppe Chiari (1926-2007); il pittore-aviatore tra i firmatari del “Manifesto Spazialismo”, Roberto Crippa (1921-1972); l’altro spazialista Gianni Dova (1925-1991); il co-fondatore del Movimento “Arte Nucleare”, Sergio Dangelo (1932-2022); l’anacronista definito pittore nato alla corte di Caravaggio, Riccardo Tommasi Ferroni (1934-2000); l’outsider più colto del Novecento italiano, Aldo Mondino (1938-2005); il pittore della Scuola Romana di via Margutta, Giovanni Omiccioli (1901-1975); il nobile poeta-pittore ferrarese capofila del “Groupe des Sept” degli italiani a Parigi, Filippo De Pisis (1896-1956); il neorealista romano Domenico Purificato (1915-1984); il nebbioso autodidatta milanese Franco Rognoni (1913-1999); l’espressionista più tormentato della Scuola Romana, Giovanni Stradone (1911-1981), e l’altro milanese pop-colto, Emilio Tadini (1927-2002).

Ed ancora, gli stranieri italiani di adozione: Keizo Morishita (1944-2003), il giapponese artefice delle geometrizzazioni oniriche; Xsiao Chin, il cinese fondatore del “Movimento Punto”; l’inglese della pop art, Joe Tilson, più il russo contemporaneo Lebedev, omonimo del genio dei paesaggi italiani, anch’egli russo, Michail Ivanovich Lebedev (1811-1837), con una tela pop-erotica.

Toti Bellone
© Riproduzione riservata 

 

In alto: Aldo Mondino, anni ’90, olio su linoleum, 90×120

 

Gianni Asdrubali, 2005, acrilico su tela, 97×82

Gianni Dova, anni ’60, olio su tela, 35×25