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Lecce - 29 Mar 2022

Must, in mostra una selezione di opere d’arte della collezione Bpp


Spazio Aperto Salento

In mostra sino al 24 luglio 2022, in due sale al primo piano del quattrocentesco ex Monastero di Santa Chiara oggi sede del Must, Museo storico della città di Lecce, una selezione di dipinti e sculture di artisti salentini del Novecento. Le opere, provenienti dalla ricca collezione della Banca Popolare Pugliese, sono state scelte dai curatori della Rassegna, Lorenzo Madaro, docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce, e Brizia Minerva, storica dell’arte.

Cittadini e turisti, potranno ammirare trentanove lavori di diciotto artisti che, per quanto attiene ai dipinti, sono idealmente suddivisi in tre sezioni: corpi-gestualità, natura-paesaggio e luoghi. Ad essi vanno aggiunte le  sculture di Gaetano Martinez (Galatina 1892, Roma 1951): “Il pugile” (gesso) e “Devoti davanti a un’immagine sacra” (1950, terracotta). L’importante esposizione arricchisce l’offerta del Must che, oltre alle opere esposte in permanenza, sino al 30 aprile presenta anche la proroga della  Retrospettiva del poliedrico Giancarlo Moscara (Lecce 1940-2019).

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Prima sala. Il primo impatto è con l’olio su tela “Il viatico”, di Giovanni Stano (Manduria 1871, Lecce 1945), accanto al quale si staglia una sorprendente “Veduta del Ciolo”, l’insenatura prossima a Santa Maria di Leuca, dipinta su tavola da Vincenzo Ciardo (Gagliano del Capo, 1894-1970).  Procedendo dal lato sinistro, ecco “Senza titolo” (olio su faesite) del poeta visionario Ezechiele Leandro (Lequile 1905, San Cesario 1981). A seguire spicca la “Donna velata” del 1926-27 di Geremia Re (Leverano 1894, Lecce 1950), quindi la tempera su carta “Natura morta” del 2002 del novantenne leccese Antonio Massari, ed i due lavori  dell’ottantasettenne Ercole Pignatelli, “Figura femminile” (inchiostro su carta) e “Ritratto di donna” (pastello su carta).

Il successivo olio su tela, è di Ugo Tapparini (Lecce 1933-2016), che fu anche giornalista, cui fanno seguito il “Notturno italiano” del 2009 (acrilico su tela) del leccese classe 1940, Fernando De Filippi,  ed il paesaggio del 2001 (tempera su carta) del già citato Massari. Girando attorno alla stessa sala, sono altri due olii su tela, “Villaggio” del 1982 e “Grande sole”, stavolta firmati da Lionello Mandorino (Collepasso 1927-2021), ed i pastelli su carta “Meloni” del 1932 e “Paesaggio con pini” del 1918 di Giuseppe Casciaro (Ortelle 1863, Napoli 1941), e dello stesso autore, anche l’olio su tela “Paesaggio con figure” del 1926.

Nella stessa prima sala, al centro è stata creata una parete mobile, al termine della quale si trovano due inchiostri su carta dello scultore Martinez. Sono uno “Studio sulla figura umana” del 1920 ed una “Donna seduta”. Sul lato sinistro della parete, sono invece appesi due quadri di Lino Paolo Suppressa (Lecce 1915-2003) ed altrettanti di Tonino Caputo (Lecce 1933-2021). In ordine: “Senza titolo” (olio su tela) e “Crocifissione” (tempera su carta del 1952), e “Quale acquario sceglieremmo?” (acrilico su tela del 1978), “Terrazzo per finto solarium” (acrilico su tela del 1979). Su quello destro, un altro Ciardo, “Paesaggio” (olio su tela del 1964) e “Salento… e memoria amica” di Cosimo Sponziello (Tuglie 1915-2005), e quattro magnifici “Paesaggi”, uno dei quali con “Tramonto”, tutti olii su tela, di Luigi Gabrieli (Matino 1904-1992).

Seconda sala. Si comincia con le “Composizione 1929” e “Composizione” (tecnica mista su carta), di un inedito Antonio Verri (Caprarica 1949-1993), affermatosi soprattutto come poeta. E nello stesso ambiente, ci sono altri cinque lavori di Caputo: “Senza titolo” (tecnica mista su tavola); “Interno salentino” (tecnica mista su tela), e gli olii su tela:  “Vecchio stabilimento 1”, “Vecchio stabilimento “” e “La ciminiera”.

LE CURIOSITÀ

In occasione della presentazione della mostra, avvenuta il 25 marzo 2022 alla presenza del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, dell’assessora alla cultura, Fabiana Cicirillo, della direttrice del Must, Claudia Branca, del direttore generale della Bpp, Mauro Buscicchio e del giornalista Marcello Favale (moderatore), il presidente della Banca che ha messo a disposizione la selezione di opere, Vito Antonio Primiceri, ha narrato tre significativi aneddoti su altrettanti dei numerosi artisti entrati in contatto con l’Istituto di credito, che – va detto – nella cultura in generale, e nell’arte in particolare, ha sempre creduto ed investito. Il primo riguarda le visite in Banca di Tonino Caputo, che incuriosiva per i capelli sempre racchiusi in un codino. Il secondo, le visite che lo stesso Primiceri, faceva invece in casa di Lino Paolo Suppressa, con l’obiettivo di poter entrare in possesso di qualche sua opera. Ed il terzo dell’unica visita in Banca del compaesano Luigi Gabrieli, personaggio timido ed allo stesso tempo scontroso, per presentare un allora sconosciuto Ercole Pignatelli.

IL CATALOGO

Il catalogo della mostra, dal titolo “Gli artisti di Terra d’Otranto nella collezione della Banca Popolare Pugliese” (Edi.New, direttore editoriale Nello Wrona), è curato da Lorenzo Madaro e Brizia Minerva, autori assieme a Michele Afferri e Mario Bronzino anche dei testi e delle schede bio-bibliografiche.

È da dire, che oltre alle tre sezioni rappresentate nella mostra (corpi-gestualità, natura-paesaggio e luoghi), ce n’è una quarta non meno importante,  denominata “extra mostra”. Racchiude le immagini di altre ventidue opere realizzate da dieci artisti, anch’essi salentini. Oltre ai già citati perché presenti al Must (Caputo, Ciardo, Giorgino, Mandorino, Martinez, Massari, Re, Sponziello e Suppressa), risaltano “Vaso con fiori” di Carlo Barbieri (San Cesario 1910, Roma 1938); “Composizione” del 1963 di Rocco Coronese (Parabita 1931, Ferentino 2002); “Al pascolo” di Michele Palumbo (Calimera 1874, Lecce 1949), e soprattutto “Ceste di melegrane” (pastello su carta) e “Giornate di vita” del 1973 (sanguigna su carta) del maestro di Santa Severina in provincia di Crotone, ma da anni residente fra Lecce e Monteroni, Luigi Spanò.

Toti Bellone
© Riproduzione riservata

 

Foto in alto: un’immagine dell’esposizione

Primi visitatori dopo l’inaugurazione

Il presidente della Bpp, Vito Antonio Primiceri